Una formazione del Torino nella stagione 1948-1949. In piedi, da sinistra: E. Castigliano, A. Ballarin, M. Rigamonti, E. Loik, V. Maroso e V. Mazzola. Accosciati, da sinistra: V. Bacigalupo, R. Menti, F. Ossola, D. Martelli e G. Gabetto. “Mio Torino” è la struggente poesia che lo scrittore e giornalista Giovanni Arpino (1927-1987) dedicò ai calciatori del Torino all’indomani della tragedia di Superga, avvenuta 75 anni fa, il 4 Maggio del 1949.
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Il calcio è molto più di un semplice sport; è una passione con radici profonde nella cultura e nell’identità di molte persone in tutto il mondo. Oltre a essere uno spettacolo sportivo, il calcio ha il potere di unire le persone, di creare legami emotivi e di generare miti e eroi che rimangono nella memoria collettiva per generazioni. La Giornata Mondiale di oggi, su Rai Scuola, viene celebrata con il ricordo del Torino, un esempio straordinario di come il…
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Una serie di omaggi delle società di tutto il mondo per il Torino: questo vuole essere un viaggio attraverso i messaggi che sui canali social ufficiali i club europei e non solo hanno voluto tributare agli Invincibili in questo 4 maggio, nel giorno del 75° anniversario della tragedia di Superga
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La formazione del grande Torino pluriscudettato scomparso nella tragedia di Superga (Mario Rigamonti è il terzo in piedi, partendo da sinistra) L e uniche due foto esistenti a Lecco con Mario Rigamonti in maglia bluceleste, ripreso presso il terreno di gioco del vecchio Cantarelli; nella foto di gruppo della squadra Rigamonti è il primo accosciato, guardando sulla destra Soci granata del Toro Club Lecco rendono omaggio alle lapidi di Superga Il lecchese Pippo Rigamonti, portiere del Torino in serie A dal 1955 al 1959…
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Strage di Superga, 75 anni fa la tragedia che costò la vita a Renato Casalbore Prevista oggi la cerimonia di commemorazione del Torino Erano le 17.03 del 4 maggio 1949 quando l'aereo del grande Torino si schiantò contro il muraglione del terrapieno della Basilica di Superga, sulle colline del capoluogo piemontese. Dei 31 passeggeri non ci fu nessun sopravvissuto. La storia di una squadra leggendaria si fermò lì, nel modo più brusco possibile.
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, ricorre il 75° anniversario della tragedia di Superga che cancellò il Torino. Quella che spesso è stata definita la più grande squadra italiana di sempre, scomparve per un incidente aereo al ritorno da un’amichevole in Portogallo. Vincitori di 4 Scudetti consecutivi, i ragazzi granata si avviavano a conquistare il quinto tricolore quando mancavano le ultime 4 giornate di campionato: un titolo che fu assegnato di diritto, e che vide la Serie A schierare le squadre giovanili da quel momento fino alla fine di…
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Giocatori a seguito dello schianto del velivolo sulle colline appena fuori dalla città. Juventus, il ricordo per il Torino nell'anniversario della tragedia di Superga Così, il club bianconero ha espresso il suo omaggio sui social: "4 maggio 1949, una data per sempre nel
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L’aereo del Torino si schianta sul contrafforte collinare di Superga. Nell’impatto perdono la vita 31 persone, fra cui 18 giocatori, quasi tutti nazionali. Ecco il terribile elenco. Giocatori: Valerio Bacigalupo, Aldo Ballarin, Dino Ballarin, Virgilio Maroso, Giuseppe Grezar, Mario Rigamonti, Eusebio Castigliano, Romeo Menti, Ezio Loik, Guglielmo Gabetto, Valentino Mazzola, Franco Ossola, Pierino Operto, Danilo Martelli, Rubens Fadini, Ruggero Grava, Giulio Schubert, Emilio Bongiorni.
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Pochi minuti dopo le ore 17.00 del 4 maggio 1949 l’aereo con a bordo l’intera squadra del Torino, i dirigenti, il personale di bordo e tre giornalisti al seguito, si schiantò sul colle di Superga. Dei 31 passeggeri non ci furono sopravvissuti. Tra questi, anche il varesino Franco Ossola. Ed è forse anche da questo momento che il legame calcistico tra la Torino granata e il Varese si è intrecciato più volte, annodando un legame che ciclicamente si rinsalda.
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«Non so se riusciamo più a trasmettere ai bambini lo spirito del Torino». A parlare è Sergio Gabetto, il figlio 76enne di Guglielmo, leggenda del Torino scomparsa insieme al resto degli Invincibili nella tragedia di Superga. Ha scritto un libro, Se un angelo a Lisbona (Neos, 15 euro), con l’amico d’infanzia Orazio Di Mauro. È un racconto di una storia alternativa «in cui mio padre n…
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Il silenzio, il cielo che diventava scuro, la folla. Immensa. Cinquecentomila persone, forse di più. Era il 6 maggio del 1949, un venerdì. Si fermava Torino, si era fermata l’Italia. Si svolgevano, nel tardo pomeriggio, i funerali delle vittime della tragedia di Superga. Nello schianto di due giorni prima, contro il terrapieno della Basilica sulla collina che sovrasta la città, aveva perso la vita una delle più forti squadre mai viste su un campo di calcio, quella granata, insieme ai suoi accompagnatori, a tre…
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ACCADDE OGGI – Il 4 maggio 1949 la Tragedia di Superga ilmamilio.it 4 maggio 1949. Dopo una sosta a Barcellona, un G-212 Fiat trimotore-ELCE vola verso l’Italia. C’è vento e piove. Il cielo è plumbeo sull’Italia settentrionale. Gli scali di Milano e Genova sono sconsigliati, l’equipaggio deve atterrare a Torino. Dal campo di volo parte un messaggio: “Nebulosità intensa, raffiche di pioggia, visibilità scarsa, nubi 500 metri”.
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