Milano, 22 giu. – “Non riusciamo a dare una prospettiva su quello che succederà nelle prossime ore se sarà effettivamente chiuso lo Stretto di Hormuz. In poche ore dalla notizia che si andava verso la decisione del Supremo consiglio dell’Iran di una chiusura, sono in salita le quotazioni dei greggi di riferimento internazionali. Chiudere Hormuz vuol dire totale assenza di prodotto e blocco del traffico merci.
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La chiusura dello Stretto di Hormuz è un'ipotesi praticabile dall'Iran come risposta all'attacco statunitense di domenica mattina? Teheran non chiude a questa ipotesi e paventa la possibilità che la Strategica via d'acqua connetterte il Golfo Persico al resto dell'Oceano Indiano possa essere bloccato dalle sue forze navali come risposta al rilancio dei raid. Come riporta Al Arabiya, il Majis, il
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"Dopo l'attacco all'Iran, il tempo stringe: perché il 2025 è l'anno cruciale per i cittadini per unirsi a una Comunità Energetica Rinnovabile e avvicinarsi all'indipendenza energetica realizzando e condividendo i loro impianti fotovoltaici", così Daniele Menniti, professore ordinario di Sistemi Elettrici per l'Energia presso il Dipartimento DIMEG, Università della Calabria in una riflessione…
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MILANO – Con l'attacco "mirato" degli Stati Uniti all'Iran i riflettori tornano sul petrolio e in particolare sullo Stretto di Hormuz. Le contrattazioni dell'oro nero oggi sono ferme ma i timori di esperti e addetti ai lavori sono che, non appena si riapriranno i mercati domani, i prezzi possano balzare spinti dalle possibili ritorsioni da parte dell'Iran. Quest'ultimo potrebbe infatti decidere d…
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PUBBLICITÀ L’aumento dei prezzi dell’energia in Europa si configura come uno dei principali rischi della crisi geopolitica attuale, con implicazioni potenzialmente devastanti per l’economia globale. La situazione sta già minacciando una delle rotte di trasporto di carburante più cruciali al mondo, mentre la guerra commerciale dei dazi tra Stati Uniti e paesi alleati potrebbe amplificare ulteriormente le difficoltà.
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Il prezzo all’ingrosso del gasolio è salito di quasi il 20% dall’attacco di Israele all’Iran, contro il +10% del greggio. Con la guerra Israele-Iran si teme per la sicurezza delle forniture, visto che le importazioni Ue dalla Russia sono state in gran parte sostituite da carburanti che provengono dal Golfo Persico
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Qualche giorno fa, l’ex ministro dell’Economia iraniano Ehsan Khandouzi ha scatenato allarme sui mercati internazionali con un post su X: «Da domani, per cento giorni, nessuna petroliera o nave gasiera potrà attraversare lo Stretto di Hormuz senza l’approvazione dell’Iran». Pur non essendo una dichiarazione ufficiale del governo, le parole di Khandouzi pesano. Un blocco nel punto di transito del 30% dell’energia fossile…
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Come crollerà l’economia dell’Iran dopo l’attacco americano Sembra improbabile che l'Iran possa sostenere un lungo periodo di guerra con Israele e con gli Stati Uniti, date le condizioni critiche della sua economia: l'inflazione è alta, la disoccupazione anche e il sistema energetico è al collasso. Tutti i dettagli L’Iran avrà la forza, non solo militare ma anche economica, di rispondere al bombardamento degli Stati Uniti? L’opinione dei mercati precedente all’intervento americano era che la guerra tra…
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Perché con la guerra Israele-Iran si rischia la stagflazione Il recente attacco di Israele contro l’Iran rappresenta una significativa escalation del conflitto nella regione, ma le preoccupazioni sono ancora più alte a fronte di un possibile intervento USA. Il prezzo del petrolio è il principale canale di contagio per i mercati globali. Dopo l’attacco, il prezzo del petrolio è aumentato materialmente con un incremento anche della sua volatilità.
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ROMA Occhi puntati sul prezzo del petrolio dopo gli attacchi Usa alle basi nucleari iraniane. Le contrattazioni riprenderanno questa sera sui mercati asiatici e secondo alcuni analisti, è probabile che i contratti sul greggio registrino un balzo di 3-5 dollari al barile. I rialzi potrebbero trasformarsi in una vera e propria impennata se l'Iran dovesse decidere di reagire e interrompere l'approvvigionamento di petrolio.
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Se da un lato (nonostante l'enorme tensione e conseguente instabilità geopolitica ed economica) la guerra in corso tra Israele e Iran non ha ancora fatto registrare un aumento del costo del carburante a livello italiano e locale, altrettanto non si può dire dei rincari in materia di gas ed energia elettrica, che vedono il Veneto come una delle regioni più penalizzate (insieme a Lombardia ed Emilia Romagna).
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“A poco più di una settimana dallo scoppio della guerra tra Israele e Iran, in Italia non abbiamo ancora registrato alcun significativo aumento del prezzo alla pompa dei carburanti” scrive la CGIA. Anzi, lo studio mostra un leggero ribasso delle quotazioni di gran parte dei prodotti petroliferi. Sia chiaro: è ancora presto per fare un primo bilancio, tuttavia la situazione odierna è molto diversa da quella verificatasi nel febbraio del 2022, quando la…
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