Un’ospitata in Rai cancellata all’ultimo momento che a posteriori, dopo il caso Scurati, assume tutt un altro significato. Il racconto di come la destra elimina gli argomenti scomodi dal suo palinsesto, dalla voce di chi ne è stata vittima.
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Quando ho letto i pezzi su Scurati sono impazzito. Per chi se lo fosse perso, la sostanza è che Scurati ha scritto un monologo inutile sul 25 aprile dicendo sostanzialmente che la Meloni è un’erede del fascismo. Scurati doveva andare in Rai a leggere questo monologhetto di un minuto pagato 1800 euro nella trasmissione di Serena Bortone. Su questo, non vi scandalizzate: oggi questi sono i prezzi anche per gli ultimi arrivati, non solo in Rai.
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Secondo un retroscena de La Stampa c'era una Giorgia Meloni incredula al telefono con il direttore Approfondimenti Corsini, reo di aver parlato di un no da motivazione economica prima di essere sbugiardato dallo screen che parlava di motivi editoriali. La premier avrebbe chiesto perché non si sia puntato subito sul far passare il messaggio dei troppi soldi chiesti da Antonio Scurati
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Zuppa di Porro 22 aprile 2024 La questione Scurati eccita la sinistra. Scurati davvero patetico, si potrà dire? O anche questa zuppa diventa un “giornasquadristi”? Peccato M era anche bello. Ovviamento Roberto Saviano non può che intervenire e parlare di sè. La Schlein nel simbolo? casino nel Pd. Prodi che dice: “E ora come facciamo a contestare Premierato?”. La più geniale di tutti è Pasquino: Ma a che serve? Mica porta voti.
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Quanto è costata l'attesissima intervista di Fedez a Belve? E quanto vale l'opinione di Vittorio Sgarbi o di Mauro Corona? A ricostruire una sorta di "prezzario" degli ospiti in Rai è La Stampa, che rivela i presunti cachet di opinionisti ed ospiti dei programmi più famosi. Fedez a Belve Per sedersi sullo sgabello di Francesca Fagnani e parlare della sua separazione da Chiara Ferragni, Fedez avrebbe preso 70mila euro, secondo La Stampa.
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(Adnkronos) – Una storia (vera) di spie, faccendieri, monuments men, intrighi internazionali e preziose opere ‘prigioniere di guerra’: è quella che raccontano Tommaso Romanin e Vincenzo Sinapi nel libro ‘Bottino di Guerra – il giallo dei quadri razziati dai nazisti e deportati a Belgrado’, edito da Mursia. Tutto inizia nel giugno del 1949, quando 166 oggetti lasciano per sempre il palazzo di Monaco di Baviera dove gli Alleati avevano stipato l’arte saccheggiata dai nazisti nei Paesi…
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Ci voleva Giulia Salemi ed il suo podcast "Non lo faccio per moda" affinché Cristina Fogazza, in arte l'Estetista Cinica, commentasse per le prima volta la separazione dell'anno: quella dei Ferragnez. Il perché lo spiega la diretta interessa: "Perché dovrei sputare in faccia a una persona che conosco e con la quale sono amica? Non mi sembra il caso", aveva tagliato corto l'influencer da 1 milioni di…
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