– “Non esistono diritti acquisiti”. Così Carlo Fidanza replica a Massimiliano Romeo. Il capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo si rivolge esplicitamente al segretario della Lega Lombarda nonché capogruppo del Carroccio al Senato: “Ho letto l’amico Romeo parlare di radicamento. Un partito come Fratelli d’Italia, che prende ripetutamente il 30% nelle ultime competizioni elettorali in Lombardia, è abbastanza radicato per poter ambire a esprimere…
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La notizia, nei palazzi romani, ha smesso di essere un'indiscrezione già da giorni tanto da essere stata addirittura ufficializzata: la Lombardia andrà a Fratelli d’Italia. Matteo Salvini ha ceduto. Lo ha fatto con quella ostentata tranquillità che usa quando non vuole mostrare debolezza, ma che dietro le quinte nasconde un travaglio profondo. Perché quella lombarda non è una regione qualunque: è la casa madre della Lega, la terra che in anni passati…
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Si vocifera una forte tensione nella Lega a causa di un possibile accordo del suo Segretario nonché vicepresidente con il resto della coalizione di centrodestra rispetto al futuro candidato alla Presidenza della Regione Lombardia, data la non rieleggibilità dell’attuale Presidente leghista Attilio Fontana. L’ipotesi è che il nuovo candidato possa essere l’attuale Presidente della Coldiretti Ettore Prandini
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Sono diventate terreno di se non scontro almeno frizioni tra le diverse anime del centrodestra, che da oltre un trentennio ininterrotto amministra la Lombardia (dal 1995 con Paolo Arrigoni). In vista del prossimo appuntamento elettorale è già iniziato un braccio di ferro tra Lega e Fratelli d’Italia: di quale area sarà espressione il futuro candidato alla poltrona di Palazzo Lombardia?…
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“L’intenzione è quella di governare al meglio per questa metà restante di legislatura in Lombardia, poi a tempo debito valuteremo profili, candidature e equilibri all’interno della coalizione. Certo è che non esistono diritti acquisiti, ho letto l’amico Massimiliano Romeo parlare di ‘radicamento’, insomma un partito come Fratelli d’Italia che prende ripetutamente il 30% nelle ultime competizioni elettorali in Lombardia, direi che è abbastanza radicato per poter ambire a…
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Non è una semplice scaramuccia, ma una questione che potrebbe sfociare in una crisi interna dai contorni indefinibili. La decisione — o presunta tale — di Matteo Salvini di consegnare la Lombardia a Fratelli d’Italia in cambio della conferma di un candidato del Carroccio in Veneto ha scatenato un terremoto tra i leghisti lombardi, che parlano apertamente di “resa” e minacciano la ribellione. Da Milano a Brescia, da Varese a Bergamo, il…
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Il risiko dei candidati governatore del centrodestra che finalmente s'incastra, fa deflagrare il dibattito nei partiti. Un po' perché tutti hanno la necessità di marcare il territorio per far digerire ai militanti le concessioni fatte agli alleati, ma soprattutto perché ora la partita si sposta sulla Lombardia e su una poltrona di governatore che per Pil e peso politico, diceva l'allora regnante Roberto Formigoni, vale più della maggior parte dei ministeri.
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Le fibrillazioni sono molte. Con i leghisti già sul piede di guerra, e il rischio che a farne le spese sia la trattativa (già di per sé in salita) sul candidato del centrodestra per Milano, ora più in salita che mai. Lo scambio tra Lombardia e Veneto suggellato due giorni fa da Giorgia Meloni e Matteo Salvini — con FdI a dare il via libera ad Alberto Stefani come successore di Luca Zaia, a patto …
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Se alle prossime elezioni politiche Fratelli d’Italia sarà il primo partito in Lombardia, «avrà tutto il diritto di rivendicare la guida della Regione». Matteo Salvini sigilla così l’accordo stretto con Giorgia Meloni e Antonio Tajani. Lo fa per silenziare i malumori interni alla Lega lombarda, capeggiata da Massimiliano Romeo, ma mettere sul tavolo un patto del genere, a quasi due anni dal voto,…
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ROMA – Il sollievo per la difesa della roccaforte veneta dura poco in casa Lega. All’indomani della fumata bianca, Matteo Salvini conferma il prezzo da pagare – ed è un prezzo troppo alto per una parte dei lùmbard: «È chiaro che se FdI sarà il primo partito, ha tutto il diritto di rivendicare la guida di alcune regioni, compresa la Lombardia». Per tutto il giorno il segretario regionale Massimil…
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“La partita ancora non è chiusa. E se Fratelli d’Italia esercita il diritto di rivendicare il candidato per Palazzo Lombardia, noi come Lega abbiamo il dovere di fare altrettanto, visto che governiamo la Regione da tanti anni, e con buoni risultati”. Massimiliano Romeo è capogruppo al Senato dei salviniani e segretario della Lega Lombarda: è in questa veste che si ritrova nel mezzo delle fibrilla…
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L’accordo è siglato, FdI ha già il suo nome per la Lombardia, Ettore Prandini, presidente di Coldiretti: civico di nome, tricolore di fatto. Solo che Max Romeo, capo dei senatori leghisti e uomo di punta nella regione ceduta in cambio del Veneto, si mette di mezzo. Lo fa da due giorni. La sola differenza è che stavolta si oppone a viso aperto: «Nel 2028 il candidato in Lombardia sarà della Lega. Non è una regione qualunque: è il cuore pulsante della Lega e se dovessimo perderla la Lega rischierebbe di…
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FdI ottiene il diritto di rivendicare la Lombardia nel 2028. Salvini parla di equilibrio, ma nella Lega cova la rivolta contro il leader Quando la nota di Salvini è uscita alle 20:07 di martedì sera, nei gruppi interni della Lega lombarda si è scatenato il caos. Il segretario aveva appena firmato, con Giorgia Meloni e Antonio Tajani, l’accordo che definisce le candidature per il mini-election day di novembre – Stefani in Veneto, Cirielli in Campania, Lobuono in Puglia…
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MILANO «Sono molto deluso. Anzi, direi esterrefatto per il comportamento di Fratelli d’Italia. È come se si volessero piantare bandierine». Era nell’ordine delle cose che il via libera ad un leghista in Veneto si sarebbe riverberato sulla Lombardia con una contropartita per l’alleato principale. Se n’è parlato per settimane, ma quando mercoledì sera lo…
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L’accordo sulle Regionali finalmente è stato trovato, nella maggioranza di governo. Era scontato, come era prevedibile che avrebbe lasciato una scia di malumori. E soprattutto promette di proiettarli sia sul prossimo voto in Veneto, sia sul remoto voto in Lombardia. Dopo avere ottenuto il proprio candidato, Alberto Stefani, i leghisti del Nord avvertono che dovrà essere lo stesso anche lì. Ma Matteo Salvini li corregge: se FdI nel 2028 sarà il primo partito avrà il diritto di chiedere la Lombardia.
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Potrebbe essere ancora tutta da giocare la partita delle elezioni regionali in Lombardia. Dopo il faticoso accordo raggiunto per Campania, Puglia e Veneto, che dà «diritto di prelazione» a Fratelli d'Italia per la Lombardia, interviene il segretario della Lega Matteo Salvini: «Dovrei dire di ragionare dell'esistente non del futuro; è chiaro che se FdI sarà il primo partito, ha tutto il diritto di rivendicare la guida di alcune regioni, compresa la Lombardia», dice…
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Il patto per il veneto apre ufficialmente nel centrodestra la partita per le regionali in Lombardia: nell'accordo che dà il via libera al leghista Stefani a Venezia, i leader della coalizione Meloni, Salvini, Tajani e Lupi mettono anche nero su bianco per la prima volta che il candidato presidente in Lombardia nel 2028 sarà espressione del partito che avrà ottenuto più voti nella tornata precedente, le politiche 2027.
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"Dovrei dire di ragionare dell'esistente non del futuro; è chiaro che se FdI sarà il primo partito, ha tutto il diritto di rivendicare la guida di alcune regioni, compresa la Lombardia". Così il segretario della Lega, Matteo Salvini. "La Lombardia è stata governata da Formigoni e la Lega era in maggioranza, ma le elezioni immediate sono Toscana, Veneto, Puglia e Campania. Poi da qui al 2026, 2027, 2028, 2029, abbiamo tempo", ha quindi aggiunto.
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"Dovrei dire di ragionare dell'esistente non del futuro; è chiaro che se FdI sarà il primo partito, ha tutto il diritto di rivendicare la guida di alcune regioni, compresa la Lombardia". Così il segretario della Lega, Matteo Salvini, ai cronisti in provincia di Siena a margine di una visita a un cantiere stradale per il raddoppio della SS223. Salvini ne ha parlato rispondendo sul candidato del centrodestra in Lombardia.
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L’umore generale è tutto nelle frasi del segretario lombardo Massimiliano Romeo, dopo l’ufficializzazione di Alberto Stefani come candidato del centrodestra per il Veneto, e l’accordo raggiunto tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni sul fatto che al primo partito della coalizione si riconoscerà «il diritto di individuare» il candidato per la Lombardia nel 2028. Romeo, allora, dice che «fra tre anni …
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Nonostante le smentite, l'effetto domino era iniziato in estate, quando il centrodestra cercava un accordo sul dopo-Zaia. Ora questo accordo c'è. E anche la Lombardia entra ufficialmente in gioco, con due anni e mezzo di anticipo: se in Veneto il candidato alla presidenza della Regione è il vicesegretario leghista Alberto Stefani, Fratelli d'Italia prenota la poltrona di Attilio Fontana, alla scadenza del suo secondo mandato.
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ROMA – Matteo Salvini ai suoi la mette giù così, travestendo l’operazione da capolavoro diplomatico: abbiamo tenuto il Veneto subito, per la Lombardia ci sarà tempo. Come dire: meglio l’uovo oggi che la gallina domani. Ma la Lega lombarda frigge. Il segretario regionale, Max Romeo, si sente per tutto il giorno con il governatore del Pirellone, Attilio Fontana, e ripete a tutti: io non ci penso pr…
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Neanche il tempo di ufficializzare la candidatura del leghista Alberto Stefani alla presidenza del Veneto che nel centrodestra si apre un nuovo fronte: quello della Lombardia. La scelta del deputato del Carroccio, fedelissimo di Matteo Salvini, come successore di Luca Zaia ha infatti spostato gli equilibri interni alla coalizione, aprendo la strada a una trattativa più ampia tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni
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"Il candidato presidente in Lombardia non è legato al Veneto. Sarà annunciato al momento opportuno, riconoscendo il diritto di individuare il candidato presidente, da scegliere con la coalizione, al partito con il più recente maggior peso elettorale in Lombardia precedente le elezioni". Così Matteo Salvini a nome della Lega. Dopo mesi di tira e molla - con i territori sull'orlo della crisi di nervi - Matteo Salvini riesce a mantenere la guida del…
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Roma, 8 ott. – “Il candidato presidente in Lombardia non è legato al Veneto. Sarà annunciato al momento opportuno, riconoscendo il diritto di individuare il candidato presidente, da scegliere con la coalizione, al partito con il più recente maggior peso elettorale in Lombardia precedente le elezioni”. Lo dichiara Matteo Salvini a nome della Lega.
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"Il candidato presidente in Lombardia non è legato al Veneto. Sarà annunciato al momento opportuno, riconoscendo il diritto di individuare il candidato presidente, da scegliere con la coalizione, al partito con il più recente maggior peso elettorale in Lombardia precedente le elezioni". Così Matteo Salvini a nome della Lega. .
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Salvini cede la Lombardia a Fratelli d’Italia, che si prepara a candidare Ettore Prandini, presidente della Coldiretti e figura vicina al ministro Francesco Lollobrigida. L’intesa nel centrodestra sulle prossime regionali — che definisce anche i nomi per Campania, Veneto e Puglia — apre però una crepa profonda nel Carroccio. La decisione di riconoscere a Giorgia Meloni il diritto di rivendicare la…
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