Il 10 febbraio 2026 il Parlamento Europeo ha approvato a larga maggioranza due passaggi chiave nel percorso legislativo verso l’introduzione dell’euro digitale. Il voto rappresenta un segnale politico forte a favore della creazione di una moneta digitale pubblica emessa dalla banca centrale, pensata per affiancare il contante e rafforzare l’autonomia strategica dell’Unione nel settore dei pagamenti.
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L’Europa valuta l’euro digitale tra pressioni della BCE e timori delle banche per depositi e commissioni. Il testo confronta CBDC, criptovalute e carte, spiega perché i token privati non reggono come moneta e racconta la strategia cinese del renminbi digitale contro SWIFT. Per l’Italia, possibili risparmi e meno contante
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In un contesto internazionale sempre più instabile, le dipendenze esterne nei gangli vitali dell’economia europea rischiano di trasformarsi in vulnerabilità strutturali. Dalla finanza per famiglie e imprese ai sistemi di pagamento, fino al finanziamento dell’innovazione, l’Europa deve rafforzare la propria autonomia per evitare che fattori esterni compromettano la sua sovranità monetaria. A lanciare l’allarme è stato Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della Banca Centrale Europea, intervenendo all’Accademia Nazionale dei…
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Il futuro dei nostri pagamenti sta per cambiare. Lo scorso 10 febbraio, il Parlamento Europeo ha votato a larga maggioranza a favore dell‘euro digitale, un progetto ambizioso sostenuto dalla Banca Centrale Europea (BCE). Ma di cosa si tratta esattamente? Immaginate di avere la sicurezza del denaro contante, ma con la comodità di poter utilizzare un’app sul telefono o una carta fisica hi-tech. L’obiettivo è far partire le prime sperimentazioni già l’anno prossimo, per arrivare a…
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Il 10 febbraio il Parlamento Ue vota due risoluzioni sull’euro digitale che potrebbero dare un segnale politico «forte» riguardo al destino del progetto. La loro bocciatura potrebbe rallentare l’emissione della moneta virtuale, specialmente nella sua versione online. approvazione dimostrerebbe che a Strasburgo c’è una maggioranza a favore dell’euro digitale nella doppia forma immaginata da Bce e Commissione Ue.
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