Quali sono i valori soglia oltre i quali una persona viene definita “ipertesa”? La risposta non è univoca ovvero dipende dalle linee guida a cui si fa riferimento. “C’è però una costante: nel corso dei decenni i valori soglia si sono costantemente abbassati fino ad arrivare, in alcuni casi, a parametri che fino a poco tempo fa erano considerati normali”. A mostrarlo è un’analisi guidata da ricerc…
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Ascolta la versione audio dell'articolo 5' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] Chi ha i capelli bianchi ricorderà come qualche decennio fa esisteva un semplice calcolo per definire i valori ottimali di pressione arteriosa massima. Basta aggiungere a 100 l’età. Facile, intuitivo, sicuramente agevole da monitorare. Poi, progressivamente, si è scesi prima si è arrivati a 160 di sistolica e…
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BOLOGNA – Potrebbero essere molte più del previsto le persone che soffrono di ipertensione. Un “numero enorme” solo in Italia. Questo perchè, nel corso degli anni, i valori soglia si sono costantemente abbassati fino ad arrivare a parametri che fino a poco tempo fa erano considerati normali. A mostrarlo è un’analisi guidata dagli studiosi dell’Alma Mater di Bologna e pubblicata sulla rivista Medical Sciences.
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Secondo stime recenti, in tutto il mondo sono oggi circa 1,4 miliardi le persone tra i 30 e i 79 anni con una diagnosi di ipertensione: una condizione in cui la pressione arteriosa a riposo risulta più alta rispetto a valori soglia considerati normali. Essere affetti da ipertensione significa convivere con un importante fattore di rischio per diverse malattie cerebrovascolari e cardiovascolari potenzialmente letali.
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I parametri di pressione sanguigna per considerare una persona “ipertesa” si sono costantemente abbassati nel corso dei decenni, fino ad arrivare, in alcuni casi, a valori considerati normali fino a poco tempo fa: ma non tutte le linee guida nazionali e internazionali sono concordi – Secondo stime recenti, in tutto il mondo sono oggi circa 1,4 miliardi le persone tra i 30 e i 79 anni con una diagnosi di ipertensione: una condizione in cui la pressione arteriosa a riposo…
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Le evidenze provenienti dal trial clinico SPRINT, pubblicato sul New England Journal of Medicine, e da successive analisi su ampie coorti di pazienti ipertesi indicano che un controllo più intensivo della pressione con obiettivo di sistolica (massima) sotto 120 mmHg è associato a una riduzione del rischio di infarto del miocardio, ictus e scompenso cardiaco, soprattutto nei soggetti con elevato rischio cardiovascolare.
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Da una parte una certezza assoluta. L’ipertensione è un fattore di rischio per infarto ed ictus e va controllata, con stili di vita e poi con farmaci o altre strategie seguendo i consigli del curante. Dall’altra, l’osservazione di quanto avviene ogni giorno. Per alcune persone, soprattutto se anziane, abbassare troppo i valori pressori può anche comportare un aumento del rischio di cadute, rallentamento dei battiti, sofferenza dei reni
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