Lo scenario allarmante delineato ieri sulla crisi energetica dai due membri socialisti della Commissione europea, il commissario danese Jorgensen e la vicepresidente spagnola Ribeira, potrebbe a prima vista sembrare la premessa per riportare l’Europa al rompete le righe degli Stati membri dai severi vincoli economici, a cominciare dal Patto di stabilità rivelatosi assai difficile da rispettare, a prescindere da qualsiasi emergenza.
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Lo schema era stato illustrato in autunno. Una volta riportato il deficit entro il 3% e chiusa la procedura europea per disavanzo eccessivo, l'Italia avrebbe potuto richiedere l'attivazione della clausola di salvaguardia sulle spese in difesa. A questo punto, in tre anni, entro il 2028, avrebbe potuto mettere in campo risorse aggiuntive pari allo 0,5% del pil, circa 12 miliardi, in sicurezza e per rafforzare la propria capacità militare.
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La sospensione dei vincoli europei di bilancio potrebbe liberare fino a quasi 28 miliardi di euro. Uno spazio fiscale aggiuntivo che farebbe respirare l'Italia di fronte alla crisi energetica. Questi i numeri emersi dall'analisi del centro studi di Unimpresa, pubblicati prima dell'approvazione del Documento di economia e finanza 2026. In questo è stato confermato un deficit al 3,1%, una percentuale che ci porta lontano dall'uscita dalla procedura d'infrazione, come sperato dal…
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Giorgetti: "Non rompere patto stabilita', ma pronti a essere flessibili" "Noi abbiamo adeguato il PIL per il 2026-27 che scende nel 26 da 0,7 a 0,6 nel 2027 da 0,8 a 0,6, nel 2028 da 0,9 a 0,8. Mi sembra abbastanza chiaro che questo quadro, che fotografa la realta', meritera' di essere approfondito a brevissimo con decisioni di natura politica in merito a quello che da un lato e' la possibilita' gia' consentita di deroga sulle spese della difesa, ma a cui io aggiungo…
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Ue, Giorgetti: non chiedo deroga su Patto ma serve flessibilità 22 aprile 2026 Roma, 22 apr. - "In modo responsabile e realistico dovremmo vedere come gestire la situazione nel futuro. Non ho chiesto la deroga al patto di stabilità, ho chiesto di essere pronti e flessibili alle situazioni, non rilassati ma flessibili. Non è accettabile la rigidità rispetto ad un mondo che è completamente cambiato, è una cosa che non sta in piedi".
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Che ci sia una crisi finanziaria, una crisi pandemica o una guerra, la risposta della politica italiana è sempre la medesima: sospendere il patto europeo di stabilità e crescita cioè, in sostanza, essere autorizzati a fare più deficit e più debito pubblici. Quando l’emergenza non c’è la si inventa. Nel gennaio 2012 il Parlamento varò una riforma costituzionale per introdurre il pareggio di bilancio in Costituzione
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I politici italiani non temono per nulla le brutte figure a livello europeo. Anzi, in questo sport sono particolarmente bravi, e quasi insuperabili. Le due iniziative recenti che per me rientrano in questa categoria sono state quelle del ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti, e del ministro delle imprese, Adolfo Urso. Il primo ha chiesto la sospensione del Patto di Stabilità, mentre il secondo la sospensione delle quote ETS per ridurre i costi energetici delle imprese.
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