ROMA. Sarà un Def «snello e assai asciutto», che ricalcherà le stime formulate nella Nota di aggiornamento dello scorso autunno rimandando ai prossimi mesi novità ed eventuali correzioni. «I numeri? Saranno realistici, né gonfiati, nè troppo impostati alla prudenza» fanno sapere font di governo. Il Pil del 2024 è così fissato +0,9% (anziché a +1,2) e a +1,2 (invece di +1,4) quello del 2025; il de…
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Una crescita del Pil per l’anno in corso all’1%, leggermente inferiore all’1,2% previsto nella Nadef, mentre per il 2025 il prodotto interno, a legislazione vigente, è stimato crescere dell’1,2% (anche in questo caso meno dell' l’1,4% della Nadef) per poi scendere nel 2026 all’1,1% (la Nadef stimava l’1%). Sono alcuni dei numeri delle bozze che circolano tra il Mef e la Presidenza del Consiglio, soggette fino all'ultimo a possibili aggiustamenti.
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Il Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha fornito una risposta chiara in merito alla possibilità di una manovra correttiva durante un evento a Trieste. Alla domanda se, considerate le difficoltà legate al Superbonus, sia necessario prevedere una manovra correttiva, Giorgetti ha risposto categ...
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All'1,1% (la Nadef stimava l'1%). Quanto ai dati di finanza pubblica, il rapporto deficit/pil nel 2024 dovrebbe essere confermato al 4,3%, lo stesso livello del quadro programmatico della Nadef. Per il 2025 invece l'asticella dovrebbe essere al 3,7% contro il 3,6% della Nadef e per il 2026 al 3% (invece del 2,9%). Questo dovrebbe essere l'andamento senza considerare interventi come la proroga del taglio del cuneo fiscale e dell'irpef a tre aliquote.
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, il Consiglio dei ministri potrebbe approvare il Documento di Economia e Finanza sulla base di un accordo di massima tra la premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, raggiunto venerdì scorso dopo un faccia a faccia a palazzo Chigi. In sostanza si tratterebbe di approvare un Def soltanto con il quadro macroeconomico tendenziale, ovvero con le stime a legislazione vigente, senza indicare gli obiettivi di finanza pubblica stabiliti dal governo.
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Celebrate le prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, la Commissione europea “raccomanderà” al Consiglio – lo ha confermato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti - una procedura di infrazione per disavanzo eccessivo, sulla base del dato di consuntivo del 2023 che colloca al momento il deficit al 7,2% del Pil, dunque ben distante dal tetto massimo del 3% previsto dalle regole europee.
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Il sottosegretario all’Economia, Federico Freni, dal Forum Ambrosetti di Cernobbio, getta una luce di speranza sui conti pubblici e conferma le prime stime sul DEF 2024, che sarà presentato dal Governo e approvato martedì 9 marzo. Per il Viceministro all’Economia, le cifre non si discosteranno molto da quelle già previste nella NaDEF. Le stime di crescita nel DEF DEF: debito alto e deficit eccessivo, riforme a rischio 3 Aprile 2024 La crescita pari a +0,6% per il PIL 2024 può arrivare a…
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Il conto finale, salatissimo, del Superbonus. E le stime definive del governo su debito, deficit e Pil. Queste le incognite che dovranno chiarirsi martedì 9 aprile quando il consiglio dei ministri approverà il Def, il Documento di economia e finanza che contiene le indicazioni programmatiche di politica economica e il quadro macroeconomico del governo. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti , ha già definito il Def “asciutto”.
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Giorgia Meloni vuole 8 miliardi dall’Europa. Non un euro in meno, anzi la richiesta potrebbe essere addirittura ritoccata all’insù. In ogni caso non basterà a risolvere i guai della prossima Finanziaria, che di miliardi ne richiederà molti di più, circa 22-23 nelle stime appena abbozzate che iniziano a circolare in ambienti di governo. A meno che, ma il contraccolpo sarebbe pesantissimo, l…
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Minuti per la lettura Nell’ambito del prossimo Def sarà bene evidenziare il saldo dei conti della pubblica amministrazione, un argomento da spendere bene in Europa Si avvicina il momento del Def, e sul tavolo ci sono i sogni (i palloncini) e i numeri (gli spilli). E si sa che le necessità e le ambizioni dovranno fare i conti con le disponibilità da una parte, e le regole dall’altra. È utile, allora, guardare al recente e turbolento passato della nostra finanza pubblica, per…
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«Siamo lì, attorno all'1%, mentre la dinamica del rapporto debito/Pil certamente resterà sotto il 140%». Il sottosegretario all'Economia, Federico Freni, al Forum Ambrosetti di Cernobbio ieri ha confermato che il Def, che sarà varato martedì prossimo, «non si discosterà molto da quelle che sono già state le previsioni del governo nella Nadef». La fiducia è massima. «Mi permetto di dire che raramente il Mef ha sbagliato i conti negli ultimi anni», ha aggiunto Freni.
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ANSA A stabilire la linea sono stati Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti: sterilizzare il Def, redigerlo alla stregua di un documento neutro, tecnico, i cui numeri provengono per inerzia dalle stime dello scorso autunno, con qualche ritocco ma senza lasciare tracce della futura manovra autunnale. Una scelta ma anche una necessità: con il Pil in calo rispetto alle previsioni, e il peso del superbonus ancora da mettere nero su bianco (c’è un allarme rosso per cui a giugno Eurostat potrebbe accertare quasi 250…
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