TRIESTE Più ferite inferte con un oggetto da taglio, una in particolare letale, quella che ha reciso la gola. E', secondo indiscrezioni, l'esito dell'autopsia eseguita oggi sul corpo del piccolo Giovanni dall'anatomopatologo Stefano D'Errico. Il bambino, di 9 anni, è stato ucciso dalla madre mercoledì scorso nell'appartamento della donna, a Muggia. .
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"Ci deve essere un legame sociale che viene prima della legge e deve anche stimolarla la legge, non solo per evitare il male, ma anche per consentire il bene. Dobbiamo riscoprire la bellezza della vicinanza. Siamo connessi costantemente, ma sempre più distanti. Vedo ma non guardo, perché non mi riguarda". E' un passaggio del discorso del parroco di Muggia, don Andrea Destradi, pronunciata ieri sera nel corso della veglia in Duomo in ricordo del piccolo Giovanni ucciso dalla madre.
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«Mi fa paura il coltello, mamma, mi fa paura...succederà ancora?». La madre, seduta sul gradino del sagrato davanti alla chiesa, abbracciando il figlio: «No, non succederà più, non succederà più». Alle nove e mezza di sera i volti dei bimbi piccoli sono ormai stanchi, ma quelli dei più grandicelli sono svegli e attenti. Sono sguardi che capiscono. Ed erano in tanti i bambini che sabato sera hanno accompagnato i genitori in duomo a Muggia per la veglia in memoria di Giovanni.
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