Il presidente dell'Assemblea del Venezuela, Jorge Rodríguez, ha annunciato oggi la «liberazione di un numero importante di detenuti venezuelani e stranieri». Una decisione presa in modo «unilaterale» dal governo di Caracas con l'obiettivo di «favorire e raggiungere la pace». Si riaccendono le speranze per la famiglia di Alberto Trentini, il cooperante italiano detenuto in Venezuela da oltre 400 giorni.
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Approfondimenti:
"Nelle prossime ore" sarà rilasciato "un numero importante" di prigionieri politici in Venezuela, tra cui anche cittadini stranieri. Lo ha annunciato il presidente del Parlamento venezuelano,Jorge Rodriguez, come gesto per "consolidare la pace e la coesistenza pacifica" nel Paese. Nelle carceri venezuelane sono detenuti anche alcuni italiani, tra cui il cooperante veneziano Alberto Trentini, arrestato nel novembre 2024.
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Un annuncio a sorpresa quello del presidente dell'Assemblea del Venezuela. Jorge Rodríguez ha annunciato oggi la «liberazione di un numero importante di detenuti venezuelani e stranieri». Rodríguez ha affermato che la decisione è stata presa in modo «unilaterale» dal governo di Caracas con l'obiettivo di «favorire e raggiungere la pace». Chi sono i prigionieri rilasciati Ha poi annunciato che i dettagli…
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Il presidente del Parlamento venezuelano ha parlato di "un numero importante" di rilasci nelle prossime ore. Attesa per l'italiano Trentini, detenuto nel Paese da oltre un anno. Madrid: "Liberi 4 spagnoli" Il presidente del Parlamento venezuelano, Jorge Rodriguez, annuncia il rilascio di un "numero importante" di prigionieri, tra cui alcuni cittadini stranieri. Tra loro potrebbe esserci anche l'italiano Alberto Trentini, cooperante veneto detenuto da oltre un anno in…
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Il presidente dell'Assemblea del Venezuela, Jorge Rodríguez, ha annunciato oggi la "liberazione di un numero importante di detenuti venezuelani e stranieri". Il rilascio avverrà nelle prossime ore, secondo il New York Times. Rodríguez ha affermato che la decisione è stata presa in modo "unilaterale" dal governo di Caracas con l'obiettivo di "favorire e raggiungere la pace". Si attende di capire se tra loro ci sia anche l’italiano…
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"Libereremo diversi prigionieri venezuelani e stranieri" nelle prossime ore. A dirlo è Jorge Rodriguez, presidente del Parlamento del Venezuela e fratello di Delcy Rodriguez, attuale presidente ad interim, spiegando che il rilascio di un numero "significativo" di detenuti è "un gesto di pace". Una speranza in più per Alberto Trentini,…
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Rinvio al 17 marzo - il processo per l’inchiesta su una presunta associazione per delinquere finalizzata a reati fiscali, tra cui le indebite compensazioni per crediti inesistenti che vede, tra gli imputati, l’imprenditore Mario Burlò, detenuto da 14 mesi «arbitrariamente» in Venezuela. Alla presidente del collegio, Elisabetta Chinaglia non è restato che prendere atto dell’assenza, come spiegato dal difensore, l’avvocato Maurizio…
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Sarebbero almeno cento, secondo quanto riferito dal ministro degli Interni del Venezuela, Diosdado Cabello, le vittime nell'ambito dell'operazione Usa per catturare il leader del Paese sudamericano Maduro. Sempre un centinaio sarebbero i feriti. Cabello non ha però fornito un dettaglio relativo ai civili e ai membri delle forze armate coinvolti, né alle loro nazionalità. Tra i feriti ci sarebbero anche Maduro e la moglie Cilia Flores…
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La famiglia ha chiesto di rispettare "la consegna del silenzio" per non compromettere la scarcerazione di Alberto. Le aperture della presidente ad interim contestate da ministro dell'Interno, Diosdado Cabello. La Farnesina naviga a vista mentre un gruppo di senatori americani assieme ad una Ong cerca di ottenere un elenco affidabile dei prigionieri detenuti a Caracas Sulla scrivania di Delcy Rodríguez, presidente ad Interim del Venezuela, spunta già il dossier che…
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Non vede suo padre da 14 mesi e non lo sente da tre, Gianna, figlia ventunenne dell’imprenditore torinese Mario Burlò, detenuto «arbitrariamente» — ricordano i suoi legali, gli avvocati Maurizio Basile e Benedetto Marzocchi Buratti — nel carcere «El Rodeo» di Caracas, insieme al cooperante Alberto Trentini e a un’altra ventina di cittadini italiani o italo-venezuelani, fermati dalle autorità sudamericane «in…
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Il cooperante italiano è detenuto nel Paese caraibico da oltre un anno. L'avvocata dei familiari: «Ogni parola sbagliata può compromettere la sua liberazione» La famiglia di Alberto Trentini sta vivendo «giornate di angoscia e di speranza». Lo afferma Alessandra Ballerini, avvocata dei familiari del cooperante detenuto in Venezuela da oltre un anno. Dopo la cattura del presidente Nicolas Maduro da parte dell’esercito…
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Sono giornate di angoscia quelle che stanno vivendo i genitori, i parenti e i familiari di Alberto Trentini, detenuto da oltre 400 giorni nel carcere El Rodeo I a Caracas, in Venezuela. A dirlo è la sua famiglia: «Stiamo vivendo giornate di angoscia e di speranza. Chiediamo a tutti di rispettare la consegna del silenzio indicata da Palazzo Chigi ed…
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Roma, 7 gen. – “La nostra famiglia sta vivendo giornate di angoscia e di speranza. Chiediamo a tutti di rispettare la consegna del silenzio indicata da Palazzo Chigi ed evitare qualunque strumentalizzazione perché ogni parola sbagliata può compromettere la liberazione di Alberto.Ringraziamo tutti per la comprensione e la solidarietà”. Così afferma la famiglia di Alberto Trentini, il cooperante italiano detenuto da oltre un anno a Caracas, in una nota diffusa dall’avvocato…
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" La nostra famiglia sta vivendo giornate di angoscia e di speranza. Chiediamo a tutti di rispettare la consegna del silenzio indicata da Palazzo Chigi ed evitare qualunque strumentalizzazione perché ogni parola sbagliata può compromettere la liberazione di Alberto. Ringraziamo tutti per la comprensione e la solidarietà". Lo afferma la famiglia di Alberto Trentini , il giovane detenuto da 420 giorni in Venezuela…
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La famiglia Trentini rompe il silenzio solo per chiedere altro silenzio. Un appello misurato, sofferto, che arriva mentre le ore scorrono lente tra l’angoscia e una speranza che resta aggrappata a ogni possibile spiraglio. «La nostra famiglia sta vivendo giornate di angoscia e di speranza. Chiediamo a tutti di rispettare la consegna del silenzio indicata da Palazzo Chigi ed evitare qualunque stru…
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Visite: 61 135 Visite Il governo lavora, con discrezione, per fare tornare in Italia i sette connazionali detenuti in Venezuela, dopo la caduta di Nicolas Maduro. Lo hanno ribadito oggi Alberto Mantovano e Antonio Tajani, mentre arriva l’appello delle mogli di due di loro. ‘Il governo ha lavorato fin dal primo giorno per la liberazione” del cooperante Alberto Trentini, in carcere in Venezuela da oltre un anno.
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Dal 1980, la lugubre silohuette del carcere di massima sicurezza “El Rodeo I” si staglia sul panorama di Guatire, località a 30 chilometri da Caracas. In una cella di quel tetro palazzone con le sbarre, sinistro simbolo dei mali del sistema penitenziario venezuelano e del trattamento inumano riservato a molti detenuti, il cooperante Alberto Trentini attende da 418 giorni la propria liberazione. Arrestato il 15 novembre 2024 a Guasdualito, nello Stato di Apure, senza precise…
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Dalle sbarre del carcere El Rodeo, la prigione dove finiscono gli oppositori politici, l’imprenditore torinese Mario Burlò, tramite l’ambasciatore italiano Giovanni de Vito, fa sapere: «Mi trattano bene, mi hanno anche dato una dieta per diabetici, ma quando posso tornare in Italia? Da 14 mesi ho una sola uniforme che lavo a mano, la mia famiglia mi aveva spedito un pacco con alcuni indumenti ma…
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Nel crescendo di ansia che sale ormai da 419 giorni, al Lido di Venezia è il momento più difficile per mamma Armanda e papà Ezio. La destituzione di Nicolás Maduro ha aperto qualche squarcio di cauto ottimismo per il rilascio del cooperante Alberto Trentini, ma la fiducia rimane inevitabilmente sospesa nell’incertezza della situazione geopolitica internazionale. Gli accadimenti convulsi rendono ancora più delicate, di quanto non lo siano state in precedenza, le…
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"La nostra preghiera per la liberazione di Alberto Trentini che, innocente, soffre in carcere". A dedicarla al cooperante, detenuto da 419 giorni in Venezuela, i fedeli della chiesa di Sant'Antonio al Lido di Venezia. Un pensiero speciale durante la messa dell'Epifania, nel luogo di culto a due passi dall'abitazione della famiglia Trentini. Ad assistere alla celebrazione officiata da don Renato Mazzuia c'erano anche Ezio e Armanda, i genitori di…
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A tre giorni dall’arresto di Nicolás Maduro, presidente del Venezuela, la situazione è più che mai delicata. Per la comunità italiana che risiede nel Paese e per i detenuti che affollano le carceri del regime: fra loro c’è sempre Alberto Trentini, l’operatore umanitario originario del Lido di Venezia fermato il 15 novembre 2024 e trattenuto nel penitenziario di massima sicurezza El Rodeo I, poco distante dalla capitale, Caracas
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Chiedono attenzione i familiari di Mario Burlò, l'imprenditore torinese che da ormai 14 mesi si trova nello stesso carcere a Caracas di Alberto Trentini. Sono questi giorni cruciali per entrambi, dopo il blitz degli Stati Uniti che ha di fatto decapitato il vertice politico di Caracas con la cattura di Maduro. Una nuova situazione che potrebbe rappresentare una svolta fondamentale per uno sviluppo positivo di entrambe le vicende.
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Anche ieri, nella messa solenne dell'Epifania, la parrocchia di Sant'Antonio al Lido di Venezia ha pregato per la liberazione di Alberto Trentini. Papà Ezio e mamma Armanda erano presenti alla liturgia, presieduta dal parroco don Renato Mazzuia e concelebrata dal diacono Bruno Brunelli. Come avviene dal giorno in cui, a gennaio di un anno fa, è stato reso pubblico il suo arresto, la vicinanza ad Alberto e alla sua famiglia è stata espressa dall'ambone in una preghiera dei…
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«in assenza di alcuna contestazione di reato, nè di regolare processo» - non c’è solo il cooperante Alberto Trentini, ma anche l’imprenditore torinese Mario Burlò. È il senso di un lungo comunicato firmato dagli avvocati Maurizio Basile e Benedetto Marzocchi Buratti, che assistono appunto l’uomo e tutelano i suoi famigliari. «Leggiamo sugli organi di stampa di un’azione…
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Cronache dalla reclusione di Nicolás Maduro (e Cilia Flores) a Sunset Park. È il peggior carcere federale degli Stati Uniti, conosciuto anche come «la Guantanamo di New York», il Metropolitan Detention Center di Brooklyn, noto per le sue «condizioni disumane»: dai topi «che circolano in libertà» al cibo «infestato di vermi», passando per «i maltrattamenti medici» e «la disciplina durissima». Chissà allora se il destituito caudillo del Venezuela, incriminato…
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Il veronese Giovanni Umberto De Vito, ambasciatore italiano in Venezuela, pesa le parole con estrema e comprensibile cautela. Ma il diplomatico lo dice, al telefono con il Tg3: «Posso assicurare che il Governo italiano al massimo livello, fino al sottoscritto, all'ambasciata d'Italia, al consolato a Caracas, siamo totalmente mobilitati per conseguire la liberazione di Alberto e di tutti i nostri connazionali che sono qui…
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Mentre i familiari di Giancarlo Spinelli, il 59enne cesenate detenuto in carcere a Caracas da 22 mesi, vivono ore di angoscia e di apprensione, seguendo passo a passo ogni evoluzione che sta attraversando il paese venezuelano dopo l’attacco americano, compare una lettera dal carcere, scritta proprio dal detenuto Spinelli, e rivolta alla presidente del consiglio Giorgia Meloni. Ci si affida e si confida ancora in tentativi diplomatici per liberare il detenuto, di…
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Ascolta la versione audio dell'articolo 2' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] Una trattativa complessa che comunque sta andando avanti a fari spenti. Per il futuro di Alberto Trentini, il cooperante detenuto in Venezuela in un carcere di massima sicurezza da oltre 400 giorni, sono questi giorni cruciali. Il blitz degli Stati Uniti che ha, di fatto, decapitato il vertice politico di Caracas con la cattura di Nicola Maduro, può rappresentare una svolta…
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Alberto Trentini avrebbe potuto essere libero già dal 5 gennaio. Ma il blitz americano a Caracas per la cattura di Nicolas Maduro lo ha impedito, secondo quanto risulta a Domani da fonti vicine al dossier. La scarcerazione non avrebbe riguardato solo il nostro connazionale, ma un gruppo di detenuti stranieri. Da più di un anno il cooperante veneto è rinchiuso nelle carceri venezuelane: senza un preciso atto d’accusa, è stato di fatto sequestrato.
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«Il governo ha lavorato sin dal primo giorno per la sua liberazione e continua a lavorare e ogni parola in più può solo danneggiare la celere soluzione della vicenda». L'imperativo è quello del silenzio, ma Palazzo Chigi, fin dalle prime notizie trapelate sul blitz statunitense in Venezuela, si è mosso con determinazione sul dossier di Alberto Trentini, il cooperante italiano detenuto nel Paese sudamericano.
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