"La riforma costituzionale sulla giustizia punta a raggiungere un obiettivo di sistema e che finora il sistema non ha raggiunto. L'art. 111 della Costituzione ci dice che 'il giusto processo' è quello che si 'svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale'. Il giusto processo si attua, in contradditorio, davanti ad un giudice che non deve solo essere terzo, ma che deve anche apparire…
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«La riforma costituzionale sulla giustizia punta a raggiungere un obiettivo di sistema e che finora il sistema non ha raggiunto. L'art. 111 della Costituzione ci dice che 'il giusto processo' è quello che si 'svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale'. Il giusto processo si attua, in contradditorio, davanti ad un giudice che non deve solo essere terzo, ma che deve anche apparire terzo».
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Dello sciopero dei magistrati, gli italiani non se ne sono nemmeno accorti, e io tra loro. Preoccupano molto di più gli scioperi dei treni e dei tram. Non riesco a rigirarmi, come credo quasi tutti, tra separazione delle carriere e doppio Csm. Ho cercato di acculturarmi in materia. C'è al riguardo un dotto articolo sulla prima pagina della Stampa di ieri che porta l'autorevole firma di Vladimiro Zagrebelsky, del quale non cito i ruoli apicali svolti in magistratura perché non basterebbe questo modesto articolo per…
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Sbianchettare chi sciopera? “Servizio” da affidare al Tg1. L’astensione che giovedì scorso ha letteralmente fermato la giustizia in Italia offerto nel notiziario della rete ammiraglia Rai come una semplice tesi di parte. Senza informare i telespettatori – cittadini e contribuenti del canone - sulla percentuale record dei magistrati che hanno aderito allo sciopero indetto dall’Anm (ovvero: oltre l…
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«Dico no a questa riforma perché è profondamente sbagliata». Alberto Lari, 61 anni, genovese, procuratore capo della Procura di Imperia, dopo 35 anni di esperienza in magistratura non ha dubbi.«Il sistema giudiziario non è da riformare dal punto di vista dell'organizzazione della magistratura. Se non funziona è perché vanno cambiate le strutture, vanno potenziati i mezzi, va semplificato il processo.
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Sì al dialogo con le toghe, quella allo studio non è una riforma contro di loro. Nel giorno della protesta di giudici e Pm contro la separazione delle carriere voluta dall'esecutivo, Giorgia Meloni presiede il vertice di maggioranza a Palazzo Chigi per fare il punto sulla giustizia. E detta la linea, confermando la volontà di avviare un'interlocuzione positiva con la magistratura dopo le tensioni delle ultime settimane.
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L’ordine parte dalla premier in persona ed è comunque solo la conferma di una linea già adottata: Dialogo, Dialogo, Dialogo. Mentre i magistrati incrociano le toghe per protesta, la premier riunisce lo stato maggiore ed è tassativa. La riforma della giustizia non deve apparire come punitiva nei confronti della magistratura. Bisogna rassicurare gli elettori. Con lei ci sono il guardasigilli Carlo Nordio, i due vicepremier Salvini e Tajani, Maurizio Lupi e il sottosegretario Alfredo Mantovano
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