Il presidente Donald Trump ammette di non escludere la recessione e la borsa di Wall Street affonda trascinata dal Nasdaq (-4%) con Nvidia , Apple e Microsoft . Schianto anche di Tesla (-15%) che brucia oltre 100 miliardi su cui pesa il calo delle vendite in Cina (-49%). L'inizio di settimana è stato dunque negativo per Wall Street, con i tre principali indici che hanno azzerato i guadagni registrati dopo le elezioni presidenziali americane di novembre.
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Il Sole24Ore ha dato ampio risalto alla pesante correzione subita dai principali indici azionari statunutensi nella seduta del 10 marzo 2025. In particolare, il Nasdaq ha lasciato sul terreno il 4% e l’indice S&P500 il 2,7%. Ancora peggio hanno fatto le Magnifiche sette, le big tech che avevno trasciato il mercato da ottobre 2022, che hanno registrato un calo medio del 5,5%. Vito Lops ha evidenziato che a contribuire al nervosismo c'è stata la…
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I dazi imposti dagli Stati Uniti alla Cina continuano a scuotere i mercati finanziari, con Wall Street in forte calo. Il Nasdaq ha chiuso la seduta con una perdita del 4%, portando a -11% il bilancio delle ultime due settimane. L’S&P500 è sceso del 2,7%, azzerando i guadagni accumulati dall’elezione di Donald Trump. Tra i titoli più colpiti il colosso della grande distribuzione Walmart (-4,2%) e il gigante dell’e-commerce Amazon (-2,3%).
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In attesa che Trump annunci nuovi dazi (quelli su acciaio e alluminio, che certo colpiranno l’industria siderurgica europea, entrano in vigore domani), cresce il nervosismo sui mercati finanziari per i rischi di recessione e inflazione negli Usa proprio a causa delle scelte protezionistiche della Casa Bianca (ieri tonfo di Wall Street, con Nasdaq a -4%, borse di tutto il mondo in rosso) Nei giorni scorsi, d’altra parte, lo stesso tycoon, in un’intervista a Fox News, non aveva negato la…
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E' stato un mese difficile per i mercati, con i tre principali indici che hanno azzerato i guadagni registrati dopo le elezioni presidenziali americane di novembre. Le vendite diffuse sono state generate principalmente dai timori per l'impatto dei dazi di Trump che, in un'intervista domenica ha detto che l'economia statunitense avrebbe vissuto "un periodo di transizione", senza escludere il rischio di una recessione.
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La Casa Bianca ha minimizzato il crollo di Wall Street oggi sostenendo che c’è una differenza tra la Borsa e la situazione del business negli Stati Uniti. «Stiamo assistendo a una forte divergenza tra il mercato azionario e ciò che stiamo effettivamente vedendo svilupparsi nelle aziende. Quest’ultimo aspetto è ovviamente più significativo del primo per quanto riguarda l’economia a lungo termine», ha dichiarato in una nota un funzionario dell’amministrazione.
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Negativi, ma con maggior moderazione, pure gli indici europei. Francoforte arretra dell'1,5%, Parigi dello 0,4%, Londra dello 0,7%. La borsa italiana segna un - 0,9%. Tra i titoli più in sofferenza quelli maggiormente esposti ai dazi e al rallentamento economico. Tra questi i gruppi siderurgici ArcelorMittal (- 4,6%) e Thyssen Krupp (- 8%)
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La pesantissima sconfitta contro l'Atalanta non è l'unica pessima notizia per la Juventus: l'ultimissima conferma il crollo su tutti i fronti. L'ennesimo crollo della Juventus chiude definitivamente ogni discorso legato allo Scudetto e apre quello relativo al quarto posto. Contro l'Atalanta i bianconeri scrivono una delle peggiori pagine della
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