MeteoWeb Trovati “i più forti indizi mai scoperti finora di attività biologica al di fuori del Sistema Solare“. La scoperta è di un team di astronomi guidato dall’Università di Cambridge e riguarda l’esopianeta K2-18 b. Utilizzando il telescopio spaziale James Webb, i ricercatori hanno rilevato nell’atmosfera di K2-18 b molecole che rappresenterebbero la prova di una forma di vita aliena: tracce di dimetil solfuro (DMS) e/o di dimetil disolfuro (DMDS), composti che sulla Terra vengono prodotti…
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Potrebbe arrivare presto quell'annuncio che l’umanità aspetta da secoli. Il telescopio spaziale James Webb ha rilevato «i più forti segnali di una possibile vita al di là del nostro sistema solare», utilizzando le parole degli scienziati, rilevando nell'atmosfera di un esopianeta le impronte chimiche di gas che sulla Terra sono prodotti solo da processi biologici. I due gas individuati, il dimeti lsolfuro (DMS) e il dimetil disolfuro (DMDS), vengono…
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Rappresentazione artistica dell'esopianeta (credits: Wikipedia) Una sensazionale scoperta sta facendo tremare il mondo dell'astronomia: tracce di vita sono state individuate sull'esopianeta K2-18b, situato a 124 anni luce dalla Terra; come riporta anche il quotidiano Il Giornale nella sua edizione online, questo pianeta, circa otto volte la massa terrestre, orbita attorno alla stella nana rossa K2-18 e si trova nella zona abitabile, il…
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Una scoperta epocale potrebbe rivoluzionare la nostra comprensione dell’universo. Gli scienziati hanno individuato quella che definiscono la “prova più consistente” dell’esistenza di vita extraterrestre, rilevata grazie al telescopio spaziale James Webb. Il team internazionale di ricercatori ha osservato un esopianeta avvolto da un’atmosfera ricca di idrogeno, al cui interno sono stati rilevati due gas molto particolari: dimetil solfuro (DMS) e dimetil disolfuro (DMDS).
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Il corpo celeste di K2-18b ha una massa di 8,6 volte quella della Terra e si trova a circa 124 anni luce dal nostro pianeta Ha spiccato il primo volo nello spazio il il 25 dicembre 2021 dalla base di Arianespace a Kourou, nella Guiana francese, il telescopio Webb, nato dalla collaborazione internazionale tra l’Agenzia spaziale statunitense (NASA), l’Agenzia spaziale europea (ESA) e l’Agenzia spaziale canadese (CSA).
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Una nuova e affascinante scoperta arriva dallo spazio profondo: l’esopianeta K2-18b, situato a circa 124 anni luce dalla Terra nella costellazione del Leone, potrebbe contenere tracce di vita. A rivelarlo sono le ultime osservazioni effettuate dal James Webb Space Telescope (JWST), il telescopio spaziale della NASA che sta rivoluzionando la nostra comprensione dell’universo. K2-18b: un mondo "Hycean" con oceani e atmosfera ricca di idrogeno K2-18b è classificato come un pianeta…
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Il telescopio spaziale James Webb ha rilevato nell'atmosfera di K2-18b, un mondo situato a 124 anni luce da noi, tracce di molecole che sulla Terra sono prodotte da organismi viventi. Senza dubbio è uno dei dati più intriganti mai ottenuti in astrobiologia. Ma è ancora ben lontano dal dimostrare l’esistenza di vita extraterrestre
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Scienziati astrofisici hanno rilevato quello che sembra essere un segnale extraterrestre di vita su K2-18 b, un pianeta gigante a 124 anni luce da noi, (dietro l’angolo per dirla con il grande Hawking). Usando il telescopio spaziale James Webb, hanno trovato tracce di molecole che, sulla Terra, sono prodotte esclusivamente da organismi semplici. Amebe, per intenderci. Non siamo ancora agli Omini Verdi che ci invadono, sembra comunque che ci siano composti chimici che potrebbero indicare una biochimica…
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Un team di astronomi ha rilevato una possibile firma biologica nell’atmosfera di K2-18b, un esopianeta che dista 120 anni luce dalla Terra. Uno step a dir poco emozionante, che però richiede ulteriori verifiche. Vita nell’universo Un nuovo traguardo cruciale nella ricerca di vita nell’universo. L’attenzione del mondo scientifico si è spostata su K2-18b, dopo anni d’interesse su Marte e Venere, tra speculazioni sul metano e fosfina
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E pensare che Giordano Bruno fu bruciato vivo solo per aver ipotizzato l'esistenza di infiniti mondi, altri pianeti intorno alle altre stelle. Ma solo nell'ultimo trentennio abbiamo avuto le prove dell'esistenza di pianeti che orbitano intorno a altre stesse, i cosiddetti «esopianeti». Ne abbiamo scoperti diversi: Super-Terre (pianeti rocciosi più grandi della Terra), Mini-Nettuno (pianeti gassosi più piccoli di Nettuno), Giganti Gassosi (come Giove, o più grandi), Mondi Oceanici (pianeti…
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Una nuova indagine condotta con il telescopio spaziale James Webb (JWST) della NASA su K2-18b, un esopianeta 8,6 volte più massiccio della Terra, ha rivelato la presenza di un cocktail di molecole contenenti carbonio, tra cui metano e anidride carbonica, un indizio che si aggiunge ad altri studi degli anni scorsi che suggeriscono che K2-18b potrebbe essere un esopianeta hyciano un mondo possibile ospite di forme di vita.
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Professor Battiston, come è possibile “vedere” una molecola a 124 anni luce di distanza? «È certamente la parte più affascinate di questa avventura scientifica. I pianeti spesso hanno una atmosfera, ma non brillano di luce propria. Quando passano nelle vicinanze della propria stella, la luce di quest’ultima passa attraverso quell’alone di atmosfera: come se noi guardassimo da lontano la Terra ch…
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La vita extraterrestre, a 124 anni da noi. Forse. Ha impiegato più di un secolo la luce partita dal pianeta K2-18b prima di arrivare fino alla Terra: con sé ha portato informazioni che, secondo gli scienziati dell’Istituto di astronomia dell’Università di Cambridge, sarebbero «la prova più forte mai raccolta dell’esistenza di vita là fuori». Nessun messaggio in codice inviato da ipotetiche inte…
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Sul pianeta K2-18 b, lontano 124 anni luce da noi, potrebbe esserci la vita. Lo sostengono gli astrofisici dell’università di Cambridge che hanno analizzato la sua atmosfera, pubblicando i risultati ieri sulla rivista Astrophysical Journal Letters. Nell’atmosfera di K2-18 b ci sono due gas, il dimetil solfuro e il dimetil disolfuro (molecole composte di idrogeno, carbonio e zolfo) che sulla Terra sono prodotti dal metabolismo di batteri, funghi, piante e alghe
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PUBBLICITÀ Gli astronomi hanno trovato possibili segni chimici di vita su un lontano pianeta al di fuori del nostro sistema solare, ma avvertono che è necessaria ulteriore ricerca per confermare le loro scoperte. La ricerca, guidata da scienziati dell'Università di Cambridge, ha rilevato nell'atmosfera dell'esopianeta prove di composti che sulla Terra sono prodotti solo da organismi viventi e sostiene che si tratta del più forte segno potenziale di vita individuato finora nello…
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E' stato inserito nella lista dei pianeti potenzialmente abitabili Si chiama K2-18 b e si trova nella costellazione del Leone, a circa 124 anni luce dalla Terra. È un esopianeta, cioè un pianeta che orbita intorno a una stella diversa dal Sole, e rappresenta da tempo un oggetto di grande interesse per la comunità scientifica, anche grazie alle osservazioni compiute con il telescopio spaziale James Webb della NASA
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“La notizia è stata presentata con grandi crismi ed è certamente entusiasmante. Però bisogna andarci cauti”. In che senso? “Le misure che hanno portato a sospettare che su K2-18b ci fosse vita sono estremamente difficili da calcolare. L’atmosfera che il telescopio spaziale James Webb è in grado di osservare è paragonabile per noi alla buc…
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Si chiamano dimetil solfuro e dimetil disolfuro. Sono due molecole organiche, nonché potenziali biofirme. Un team di scienziati guidati dell'Università di Cambridge le ha individuate, in quantità molto superiori a quelle presenti sulla Terra, nell’atmosfera dell'esopianeta K2-18b. Sebbene si tratti di promettenti impronte di processi biologici al di fuori del Sistema solare, gli scienziati sono cauti.
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Un'illustrazione dell'esopianeta K2-18b - Cambridge University Vita oltre la Terra e non solo. Dallo spazio arrivano nuovi elementi per completare al meglio l'atlante del cielo, che i ricercatori - grazie all'uso delle informazioni provenienti dai telescopi spaziali - stanno iniziando ad elaborare ma anche preziosi dati sulle prospettive della vita extraterrestre. Le informazioni raccolte riguardano, infatti, il moto dei pianeti attorno alle stelle e l'astrobiologia, che si occupa dello studio della definizione…
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I ricercatori dell'Università di Cambridge hanno rilevato sostanze chimiche riconducibili a organismi Gli scienziati hanno trovato nuove, seppur provvisorie, prove del fatto che un pianeta fuori dal sistema solare potrebbe ospitare la vita. Un team dell’Università di Cambridge che ha studiato l’atmosfera di un pianeta chiamato K2-18b ha rilevato tracce di molecole che sulla Terra sono prodotte solo da organismi semplici.
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Sono considerate le prove più forti di vita extraterrestre raccolte finora quelle che gli astronomi hanno trovato su un pianeta a 124 anni luce dalla Terra. Grazie a un telescopio spaziale in grado di identificare specifiche molecole organiche gli scienziati hanno rilevato segni di attività biologica nell'atmosfera di K2-18b, un pianeta ricoperto d'acqua, 8,6 volte più grande della Terra e in orbita attorno a una nana rossa
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