Maia Sandu ha un ruolo speciale nel recente e netto cambiamento di politica estera della Moldavia. L’attuale presidente è stata infatti eletta per un primo mandato nel 2020, sconfiggendo il capo dello Stato uscente, Igor Dodon, noto per i rapporti molto saldi con la Russia. La rinuncia di Dodon a correre nuovamente alle presidenziali del 2024 ha dato a Sandu un chiaro vantaggio, permettendole di avviarsi ad una riconferma al secondo turno.
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Le bandierine dell’Unione europea sono rimaste sulle sedie. Ne era stata posata una per ogni ospite, davanti al megaschermo allestito nel quartier generale del sì all’Europa. Anche ieri mattina, nonostante la vittoria all’ultimo voto, nessuno si è sentito di sventolarla. Questa del referendum moldavo è una storia a due facce. E appartengono entrambe alla stessa persona. Le accuse Nella notte di domenica, la presidente Maia Sandu è salita…
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Bruxelles – Per il rotto della cuffia i cittadini moldavi hanno deciso che il futuro del loro Paese è quello di entrare nell’Unione europea. Il “sì” al referendum popolare sull’adesione è passato in testa lunedì mattina (21 ottobre), il giorno dopo la chiusura delle urne, e pare che la volata sia stata tirata dai residenti all’estero. Ma domenica si è votato anche per le presidenziali: la presidente uscente Maia Sandu, un’europeista che ha ripetutamente denunciato ingerenze russe nel processo…
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Il voto nel Paese per le elezioni presidenziali e il referendum sul cambiamento della Costituzione in vista dell'adesione all'Ue Il voto in Moldova nelle elezioni presidenziali e nel referendum sul cambiamento della Costituzione in vista dell'adesione all'Ue è stato caratterizzato da "interferenze e intimidazioni senza precedenti da parte della Russia". Lo sottolinea il portavoce dell'Ue per gli Affari Esteri Peter Stano, durante il briefing con la stampa a Bruxelles
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