C’è un punto in cui la geopolitica diventa cinismo, e la diplomazia si trasforma in un’arma al servizio della sopravvivenza personale. Benjamin Netanyahu ha superato da tempo questa soglia. Il conflitto in corso a Gaza non è più soltanto una guerra contro Hamas: è diventato il prolungamento della sua agenda personale, il bastone con cui tenere in scacco una società divisa, un Parlamento ostile, una Giustizia che non smette di indagare.
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Approfondimenti:
L'attivista egiziano a margine del convegno per i 50 anni di Amnesty International Italia “È molto importante ora fare pressione diplomatica ed economica sul governo israeliano dopo due anni di uccisioni sistematiche e sono veramente stupito dal fatto che l’Italia non lo stia facendo. Anche nel voto al Parlamento europeo l’Italia è stata uno dei paesi che hanno rifiutato di fare questa pressione da parte dell’Ue”: sono le parole dell’attivista egiziano Patrick Zaki a margine del…
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Greenpeace esprime profondo allarme per il catastrofico bilancio umanitario del conflitto in corso a Gaza, esacerbato da una nuova azione militare nota come i “Carri di Gedeone” e descritta dal gabinetto di Netanyahu come pulizia etnica. Mentre il governo israeliano continua impunemente i suoi devastanti atti di punizione collettiva, la comunità internazionale non ha ancora risposto con la necessaria urgenza morale e integrità.
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"È molto importante ora fare pressione diplomatica ed economica sul governo israeliano dopo due anni di uccisioni sistematiche e sono veramente stupito dal fatto che l'Italia non lo stia facendo. Anche nel voto al Parlamento europeo l'Italia è stata uno dei paesi che hanno rifiutato di fare questa pressione da parte dell'Ue" sono le parole dell'attivista egiziano Patrick Zaki a margine del convegno in Campidoglio a Roma per i 50 anni di Amnesty International Italia.
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L'ex presidente della Camera La parlamentare dem ha partecipato alla carovana solidale, fermata a Rafah, alle porte della Striscia. “Porto con me racconti terribili, non ci hanno permesso di varcare il cancello perché Israele non vuole testimoni” La solidarietà in movimento ha sfidato le bombe d’Israele e ha provato a raggiungere Gaza. Fermata a Rafah, alle soglie dell’inferno. Resta un fatto politicamente, oltreché…
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STRASBURGO Le scelte operate da Israele a Gaza "vanno nella direzione della pulizia etnica e del genocidio", afferma Saskia Kluit (Paesi Bassi, Soc), relatrice dell'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa per il rapporto sottolineando "l'assoluta e urgente necessità di porre fine alla crisi umanitaria per le donne, i bambini e gli ostaggi a Gaza". "Con il blocco totale delle forniture umanitarie essenziali dal 2 marzo 2025 e la ripresa dell'attacco su larga scala al territorio…
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È ingiustificabile l’«eccidio sistematico di innocenti in nome della sconfitta dei terroristi di Hamas, un mix mortale di bombe e riduzione alla fame di migliaia di innocenti a Gaza da parte del regime di Netanyahu». È nettissima la condanna dello sterminio dei palestinesi perpetrata da Israele da parte del direttore di Famiglia Cristiana, don Stefano Stimamiglio, sul numero in edicola oggi. Vale solo la «ragion di Stato».
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Incontro nella sede dell'Ordine con Aed Yaghi, in prima linea nell’assistenza sanitaria alla popolazione stremata dal conflitto: «Nella Striscia un’uccisione pianificata dei civili, fra cui molti bambini. Mancano cibo e acqua, le persone svengono per strada per la fame e la sete» «L’Ordine dei Medici di Brescia condanna la tragedia umanitaria che si sta consumando in Palestina, e fa proprio l’allarme sulle conseguenze sanitarie a breve e a lungo termine che il conflitto a Gaza sta facendo…
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