Con la proposta di revisione del regolamento SFDR (Sustainable Finance Disclosure Regulation – o regolamento sulla finanza sostenibile), giunta dalla Commissione europea lo scorso 20 novembre, si è confermato un trend in crescita nell’ultimo anno: il settore della difesa e degli armamenti rientra sempre più a pieno titolo negli investimenti sostenibili, i cosiddetti fondi ESG (Environmental, Social, and Governance).
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Il futuro è in guerra? La crescita a livello globale della spesa di armi è senza precedenti, trainata dalla guerra in Ucraina e dal genocidio a Gaza. Secondo il rapporto dello Sipri, Stockholm international peace research institute, i ricavi dei produttori nel 2024 hanno raggiunto i 582 miliardi di euro. Delle prime dieci aziende al mondo sei sono statunitensi, con il 49 per cento dei ricavi. In Europa le vendite sono aumentate del 13 per cento, per un totale di 131 miliardi di euro.
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L'inchiesta giornalistica è stata coordinata da VoxEUROPE e pubblicata da El País in Spagna, IRPI Media in Italia e Mediapart in Francia. Le guerre in corso, dall'Ucraina al Medio Oriente hanno permesso di spingere sull'acceleratore di spese per armi sempre più sofisticate, con l'avallo della Commissione europea: anche investire in droni e razzi poteva essere una scelta "etica" Immaginate di investire i vostri risparmi in un fondo…
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“La guerra è pace, la pace è guerra”. Insieme all’industria della difesa, la Commissione europea sembra aver fatto proprio lo slogan più famoso del distopico 1984 di George Orwell per convincere i mercati finanziari che la produzione di armi può essere considerata sostenibile. L’obiettivo: aprire le porte del crescente mercato degli investimenti sostenibili o ESG (che promuovono attività ecologiche, sociali o di buona governance), il segmento verde della finanza europea che attira capitali globali per…
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Miliardi di ricavi per l’industria bellica nel 2024, con un aumento del 5,9%. General Dynamics con i suoi sottomarini registra la crescita maggiore tra le aziende statunitensi. Ecco il nuovo report di SIPRI. È stato pubblicato l’ultimo rapporto annuale dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI) sui 100 produttori di armi più importanti al mondo. Dallo studio emerge come i ricavi globali del settore degli armamenti siano aumentati drasticamente nel…
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“Sui titoli della Difesa la guerra in Ucraina ha cambiato l’approccio Esg degli investitori europei”
L’invasione dell’Ucraina ha modificato in profondità il modo in cui investitori e istituzioni europee guardano alla difesa. Per molto tempo il settore era trattato come un’esclusione automatica, al pari del tabacco o dei combustibili fossili. Oggi si osserva un cambiamento» afferma Tom Bailey, Head of Research di HANetf. In che direzione va questo cambiamento? «È cresciuta la consapevolezza che l…
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Per anni investire nella difesa ha voluto dire seguire uno schema consolidato: allocare capitale ai contractor storici, replicare gli indici ampi su difesa e aerospazio, e dare per scontato che le tensioni geopolitiche avrebbero portato rendimenti prevedibili per i fornitori governativi tradizionali. Ma le dinamiche che sostenevano questo approccio sono cambiate, nota Rahul Bhushan, Global Head of Investment Products di Ark Invest Europe.
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“Per decenni, investire nella difesa ha voluto dire seguire uno schema consolidato: allocare capitale ai contractor storici, replicare gli indici ampi su difesa e aerospazio, e dare per scontato che le tensioni geopolitiche avrebbero portato rendimenti prevedibili per i fornitori governativi tradizionali. Ma le dinamiche che sostenevano questo approccio sono cambiate”. Rahul Bhushan, global gead of investment products di ARK Invest Europe, spiega che, “oggi, la difesa non è più definita dalla scala, dai…
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