Il candidato filo-europeo e sindaco di Varsavia Rafał Trzaskowski, del partito democratico e liberale Piattaforma civica del premier Donald Tusk, è in testa al primo turno di elezioni presidenziali in Polonia, registrando il 30,8% degli voti, mentre il suo rivale Karol Nawrocki sostenuto dal Pis, il partito dell'ex premier Mateusz Morawiecki, ha ricevuto il 29,1% delle preferenze, secondo l'exit poll realizzato dall'Istituto Ipsos
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PUBBLICITÀ I polacchi residenti all’estero sono fortemente motivati a partecipare alle elezioni: in base alla legge polacca, possono votare alle elezioni parlamentari e presidenziali, ma non a quelle locali. È importante sottolineare che, per votare all’estero, non è necessario risiedere in modo permanente nel Paese in cui si vota. Chiunque possieda la cittadinanza polacca ha diritto di voto, anche se non ha mai vissuto in Polonia
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Questa potrebbe essere la volta buona per il sindaco di Varsavia e aspirante presidente Rafał Trzaskowski. Nel luglio del 2020 il candidato dei liberali di Piattaforma civica (Po) era stato sconfitto per un pugno di schede dal presidente uscente Andrzej Duda della destra populista di Diritto e giustizia (Pis). E da mesi comunque tutti i sondaggi indicano che Trzaskowski, promotore da primo cittadino della capitale polacca di una “Dichiarazione Lgbt+” contro le discriminazioni sessuali, non riuscirà a chiudere la…
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Il voto di oggi alle presidenziali polacche il premier Donald Tusk lo aspetta da un anno e mezzo: da quando cioè ha riconquistato la guida del governo. L’obiettivo è eliminare l’ultimo ostacolo per la realizzazione del suo programma per la Polonia. A rendergli la premiership più semplice potrebbe arrivare Rafal Trzaskowski, sindaco della capitale, Varsavia, …
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Città del Vaticano In un clima di grande incertezza politica ed economica, i polacchi si recano domenica 18 maggio alle urne per le attese elezioni presidenziali. Divisioni politiche profonde Lo scenario a poche ore dal voto appare frammentato, con schieramenti decisamente opposti. I due principali partiti, espressione di coalizioni eterogenee, riflettono una divisione politica profonda, complicata da rivalità personali, emergenze economiche e tensioni geopolitiche.
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Domenica di voto per i cittadini romeni (ballottaggio presidenziali), polacchi (primo turno presidenziali) e portoghesi (legislative). Si confrontano forze conservatrici e nazionaliste, con coalizioni europeiste o partiti socialisti. Da Bruxelles si seguono i risultati, che potrebbero avere ripercussioni sul cammino dell'Unione europea Campagna elettorale in Romania (Foto ANSA/SIR) Una delicatissima domenica elettorale attende l’Europa.
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BERLINO – Un altro Paese della vecchia Cortina di ferro rischia di rimanere stritolato tra una virulenta campagna di disinformazione e vere e proprie azioni di sabotaggio pilotate dal Cremlino e la propaganda antieuropea dei trumpiani. Ma la Polonia è al bivio anche per altri motivi. Domenica si vota per il primo turno delle presidenziali, e al momento i due favoriti per il ballottaggio del primo…
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Agganciata agli Stati Uniti e sempre più influente in Unione europea, la Polonia questa domenica sceglie il suo presidente della Repubblica. O più probabilmente, dato che la maggioranza assoluta al primo colpo è ardua, individua la coppia di punta per il secondo turno del primo giugno. Alla fine riuscirà a superare la coltre di scandali, il candidato del Pis alleato meloniano, che si fa forte dei selfie con Donald Trump, oppure arriverà finalmente il momento del sindaco di…
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Il Paese si prepara a eleggere un nuovo capo dello Stato, con il primo ministro che spera di rafforzare la sua leadership. Le presidenziali sono per lui una prova cruciale per rilanciare la sua agenda riformista. Ma se la destra mantiene la presidenza, il governo rischia lo stallo fino al 2027. L’esito del voto peserà sull’intera legislatura
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