Tanti annunci, pochi provvedimenti, tutti in ordine sparso. Il tutto, mescolato a un uso importante del codice penale e a scarsi investimenti sulla sicurezza. Nei giorni in cui salgono agli onori delle cronache le nuove inchieste sui dossieraggi e sui furti di informazioni sensibili dalle banche date nazionali, diventa evidente quanto poco lungimiranti siano le politiche del governo Meloni sul di…
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Marco Carrai. Basta un hacker qualsiasi per bucarci, figuriamoci una potenza straniera (di A. Raimo)
Nei recenti casi di accesso abusivo a banche dati nazionali “l’infrastruttura di cybersicurezza italiana si è dimostrata estremamente vulnerabile e impreparata a fronteggiare” minacce più strutturate, qualora fossero portate “da stati ostili o da organizzazioni specializzate”. Servono “maggiori investimenti in cybersicurezza” e una visione che punti a garantire “la sovranità digitale”. Allo stato “incapacità tecnica e strategica mettono a rischio…
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Dal 2011 ad oggi, si sono verificati oltre 15.000 incidenti informatici, con oltre la metà di questi avvenuti negli ultimi quattro anni e mezzo. La domanda conseguente allora è perché siamo a questo punto di grave insufficienza culturale e procedurale della sicurezza informatica e digitale? Le vicende di questi giorni sui temi della cybersecurity e di accesso fraudolento a dati sensibili evidenziano la grande povertà…
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Equalize e le banche dati: mai fidarsi del wetware Spionaggi di banche dati statali: serve un radicale ripensamento dell’accreditamento delle strutture, degli operatori e dei responsabili. Perché se il wetware fa acqua, è inutile disporre del software e dell’hardware migliori del mondo. L'analisi di Gregory Alegi Le reti informatiche italiane sono davvero così vulnerabili che chiunque può bucarle e portarsi via quel che crede? È la domanda che il caso Equalize ha messo sulla bocca di tutti.
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'L'insicurezza delle banche dati pubbliche diventa a questo punto un problema di sicurezza nazionale, che andrà affrontato dal governo e dal parlamento in maniera adeguata. Non stupisce più di tanto noi addetti ai lavori, data la più volte annunciata - in questi anni e,
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Questo articolo affronta il tema della fuga di dati dai palazzi statali senza prendere in considerazione gli aspetti politici e partitici. Ciò che interessa è che, dal punto di vista della cyber security, lo Stato italiano si sta dimostrando un colabrodo, così come lo sono parte delle istituzioni e degli istituti a questo collegati. Possiamo citare, a supporto di questa affermazione, il caso Carmelo Miano e il ministero di Giustizia oppure l’attacco hacker alla…
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Dice di essere "basito", non dalle indagini sul mercato di dati, ma"sono stupito che ci si stupisca". Lo afferma in una intervista a Repubblica Franco Gabrielli, ex capo della Polizia ed ex direttore dell'Aisi. "Com'è possibile che nel 2024, in un tempo in cui le informazioni sono milioni e facili da reperire, qualcuno pensi che non esista un mercato? Nel …
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