“Questa è una battaglia politica, ma dovrebbe interessare tutti gli italiani, non certo soltanto una parte. Non può essere una scelta di merito”. Così Domenico Procacci, uno dei produttori del documentario Tutto il male del mondo, commenta la decisione del ministero della Cultura, guidata da Alessandro Giuli, di escludere l’opera dai finanziamenti per le opere cinematografiche come ha riportato Il Fatto Quotidiano lo scorso 4 aprile.
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Sabato 11 aprile 2026 alle 10.30 alla biblioteca Regeni di Colognola, a Bergamo si terrà l’iniziativa “Narrare il lavoro attraverso la letteratura – Letture ad alta voce condivise”. Il Circolo dei Narratori rende omaggio a Giulio Regeni nel decimo anniversario della sua morte.
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Il documentario, co-prodotto da Ganesh Produzioni insieme a Fandango, aveva richiesto un contributo di 100 mila euro. Per il Ministero della Cultura, l’opera non risponde ai criteri di qualità artistica e non racconta la realtà italiana. Per il produttore Domenico Procacci si tratta invece di una decisione politica: “Non è il primo caso… se le intendiamo così” e “spero possa non essere la battaglia di una sola parte”.
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Il Pd e +Europa presentano un’interrogazione urgente al ministro della Cultura, Alessandro Giuli, per il mancato finanziamento del docufilm sula vicenda di Giulio Regeni. “Siamo davanti a un fatto che deve essere chiarito", sottolineano i dem. “Parliamo di un’opera di evidente valore civile e culturale, eppure esclusa dal sostegno pubblico senza motivazioni convincenti”. L’interrogazione Pd, a prima firma della capogruppo Chiara Braga, è…
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«Una scelta politica». Non usa giri di parole Domenico Procacci di Fandango per puntare il dito contro la decisione del Ministero della Cultura di chiudere i rubinetti per il documentario su Giulio Regeni, il ventottenne ricercatore universitario di Fiumicello (Udine) torturato e ucciso al Cairo nel 2016. Il lavoro, dal titolo “Tutto il male del mondo”, che richiama le parole strazianti di sua madre, non riceverà nulla dei 14 milioni di euro di contributi selettivi distribuiti dai quindici…
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Niente finanziamenti pubblici del Mic per il documentario su Giulio Regeni, il ricercatore di Fiumicello rapito, torturato e ucciso in Egitto nel 2016. È quanto riporta l’edizione del quotidiano La Repubblica in edicola oggi, raccogliendo la denuncia di uno dei due produttori, Domenico Procacci di Fandango, che parla di “una scelta politica”. Il documentario, dal titolo ‘Giulio Regeni, tutto il male del mondo’, diretto da Simone Manetti e vincitore del Nastro della Legalità 2026, non riceverà nulla dei 14…
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Dal 15 aprile a fine maggio “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo” verrà proiettato a ciascun incontro della rassegna che coinvolge 76 università della Penisola. Inoltre il 5 maggio la sua visione sarà proposta agli eurodeputati. Intanto però… … la commissione del Ministero della Cultura incaricata di assegnare contributi alle produzioni rappresentative di “qualità artistica” e “identità culturale” del cinema italiano ha negato il finanziamento alla…
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Niente finanziamenti pubblici del Ministero della Cultura per il documentario su Giulio Regeni, il ricercatore italiano rapito, torturato e ucciso in Egitto nel 2016. È quanto riporta l'edizione del quotidiano La Repubblica in edicola oggi, raccogliendo la denuncia di uno dei due produttori, Domenico Procacci di Fandango, che parla di "una scelta politica". Il documentario, …
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Il ministero dei beni culturali avrebbe negato al film su Giulio Regeni ogni forma di contributo perché ritenuto privo di interessi culturali. La notizia la trovate su Repubblica in un articolo firmato da Giuliano Foschini, il cronista che segue sin dal primo momento le vicende legate al sequestro, alle torture, all’assassinio di Giulio. Chiunque abbia visto il film sa che si tratta di una testimonianza eccezionale, di un’opera scritta con cura, sobria, lontana da ogni retorica, un film verità che onora il cinema…
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Niente fondi, progetto bocciato. Il documentario «Tutto il male del mondo» dedicato a Giulio Regeni, ricercatore sequestrato e ucciso al Cairo nel 2016 non convince il ministero della Cultura che nega il finanziamento pubblico - anticipa Repubblica -. Diretto da Simone Manetti e prodotto da Mario Mazzarotto per Ganesh insieme a Fandango, è stato escluso dai finanziamenti per le opere cinematografiche.
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Mentre il Mic finanzia documentari su locali di Capri, re delle fettuccine e icone del vintage, nega i fondi all'opera sulla storia del ricercatore ucciso al Cairo. Il produttore Domenico Procacci attacca: «Questa storia dovrebbe indignare tutti, invece è diventata una battaglia di parte» Per lo Stato italiano la storia di Giulio Regeni non merita il sostegno pubblico destinato al cinema. Mentre la commissione del ministero della Cultura (Mic)…
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Se l’esclusione del documentario su Giulio Regeni grida vendetta, c’è un’altra manciata di film che gli “esperti” nominati dal ministro Alessandro Giuli hanno giudicato non meritevoli di finanziamento pubblico. Sebbene scritti o diretti da registi pluripremiati da critica e botteghino, la Commissione incaricata di distribuire i contributi selettivi al cinema non li ha ritenuti degni di ricevere s…
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Ci sono i fondi pubblici per il documentario su Anema e Core, il locale di Capri. Quello su Gigi d’Alessio. C’è il racconto di Angelo, il principe del Vintage. E di Gabriele D’Annunzio, ça va sans dire. Ed è stato anche finanziato con centomila euro il lavoro per raccontare la vita di Alfredo, il re delle fettuccine. Per Giulio Regeni, invece, nemmeno un euro. Zero. Bocciato. Il documentario di …
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Il documentario Giulio Regeni, tutto il male del mondo, Nastro d’argento della legalità, non merita dunque uno solo dei 14 milioni di euro di “contributi selettivi” distribuiti dai quindici esperti della commissione del ministero della Cultura alle opere cinematografiche e documentaristiche che si siano segnalate per “interesse artistico e culturale” e “identità nazionale italiana”. E dobbiamo dunque intendere che alla rappresentazione della storia di questo…
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La Commissione regionale Sanità e Politiche sociali ha dato parere favorevole alla delibera sugli investimenti in edilizia sanitaria e tecnologie che destina oltre 81 milioni di euro al potenziamento tecnologico e 72,5 milioni di euro a interventi di edilizia sanitaria. Alla provincia di Frosinone arrivano 20.612.575,98 euro, risorse fondamentali per rafforzare la rete dei servizi territoriali. Una parte rilevantissima, oltre 17 milioni…
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