Dieci anni dopo, l’Oms conferma i rischi associati al consumo di prosciutto cotto, inserendo il salume tra i “cancerogeni di tipo 1”. La notizia è stata ripresa dai media nazionali e internazionali, costringendo il settore delle carni lavorate ad alzare la voce e a ribadire l’eccellenza dei prodotti in commercio. Sull’argomento, ad esempio, è intervenuto Marco Mola, referente di Federcarni per la Lombardia.
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Il prosciutto cotto sul 'banco degli imputati' per la valutazione dell'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Airc) dell'Organizzazione mondiale della sanità, che ha inserito le carni lavorate nella stessa categoria di rischio cancerogeno del tabacco (il Gruppo 1 Iarc). "E' dal 2015 che c'è questa classificazione che torna ciclicamente a spaventare i consumatori", dice all'Adnkronos Salute l'immunologo clinico Mauro Minelli, docente di Nutrizione umana…
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