Da un lato ci sono gli iraniani che scendono in piazza in Italia per festeggiare la fine di Khamenei, dall'altro la sinistra italiana che manifesta contro l'Occidente. A Milano Cgil, Anpi e Arci hanno organizzato un presidio sotto al consolato Usa in cui non sono mancate tensioni. Un gruppo di manifestanti si è infatti presentato con la bandiera della Repubblica islamica dell'Iran e gli organizzatori hanno provato a correre ai ripari spiegando che "questo non è un presidio…
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«Ormai non la chiamiamo più Resistenza, ma Governo provvisorio, perché la signora Maryam Rajavi, la Presidente eletta dal Consiglio Nazionale della Resistenza, ha dichiarato da qualche giorno il Governo provvisorio, per poter transitare il popolo iraniano dalla dittatura verso la democrazia». Il dottor Khosro Nikzat, chirurgo all’ospedale Santa Croce di Cuneo e instancabile voce del movimento di …
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Da una parte gli iraniani di Torino che ringraziano Trump, dall'altra la sinistra più classica che protesta contro l'attacco militare di Stati Uniti e Israele. I giovani "persiani" mostrano i loro cartelli in cui chiedono "aiuto militare come l'Italia nel 1943", gli altri il solito striscione già sperimentato nelle manifestazioni pro-Pal: "Contro la guerra imperialista diciamo No al governo Meloni complice di USA…
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Tensione al sit-in "No War" a Milano tra pacifisti e iraniani pro Scià Circa trecento persone al presidio davanti al consolato Usa contro l'intervento militare di Israele e Stati Uniti. All'inizio è scoppiata una lite con alcuni esuli iraniani con bandiere e fotografie di Rheza Pahlavi (video Salmoirago/Ansa).
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Il presidio in piazza castello a Torino è stato organizzato da varie associazioni di sinistra a sostegno della pace, contro il riarmo europeo contro l'attacco di Usa ed Israele all'Iran. Tra gli organizzatori arci , cgil , associazione "Donna vita e liberta'". Fermare la guerra e affermare il diritto dei popoli è l'appello lanciato dalla piazza. "Non vogliamo", dicono, “un'Europa che investa miliardi in armamenti” In piazza c'erano anche…
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Tensione al presidio “No War” organizzato nel tardo pomeriggio davanti al consolato Usa di Milano da Cgil, Anpi e Arci per chiedere il “ritorno alla diplomazia e al negoziato” dopo l’escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran. Fin dall’inizio alcuni gruppi si sono presentati con la bandiera iraniana. “Questo non è un presidio a favore del regime, alcune bandiere non sono bene accette”, hanno chiarito dal palco gli organizzatori, ribadendo…
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Liti al presidio "No War" organizzato nel tardo pomeriggio davanti al consolato Usa di Milano da Cgil, Anpi e Arci per chiedere il "ritorno alla diplomazia e al negoziato" dopo l'escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran. Momenti di tensione e scontri verbali tra i partecipanti e un gruppo di cittadini iraniani contrari all'iniziativa. "Non è un presidio a favore del regime", hanno ribadito dal palco gli organizzatori.
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Roma, la comunità iraniana in piazza Montecitorio: “Chiediamo libertà” 3 marzo 2026 Quarto giorno di guerra e nuova manifestazione a Roma della comunità iraniana che questa volta si ritrovata davanti il Parlamento a Montecitorio. Un appuntamento che si lega ai “martedì contro le esecuzioni”, che ogni settimana i cittadini iraniani organizzano per fermare le impiccagioni (500 solo nel 2026) che solitamente si eseguono il mercoledì.
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Quarto giorno di guerra in Iran e nuova manifestazione a Roma della comunità iraniana che questa volta si ritrovata davanti il Parlamento a Montecitorio. Un appuntamento che si lega ai “martedì contro le esecuzioni”, che ogni settimana i cittadini iraniani organizzano per fermare le impiccagioni (500 solo nel 2026) che solitamente si eseguono il mercoledì. “Siamo venuti qui – spiega Shiva – per dire ai politici italiani di farsi portavoce dei tanti prigionieri politici detenuti nelle…
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Min lettura Dopo Dey (Dey nel calendario iraniano corrisponde all'incirca alla fine di dicembre fino a metà gennaio), il futuro in Iran non sembra più una “pianificazione”. Né sembra la classica speranza, quella che sorride da lontano e promette che, se si è pazienti, tutto si risolverà. Il futuro sembra più una passeggiata in una stanza buia: si sa dove si trova l'uscita, ma non si riesce a trovare la maniglia della porta.
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In Iran, la repressione dell’ultima ondata di proteste è stata senza dubbio la più sanguinosa dall’instaurazione della Repubblica islamica: le organizzazioni per la difesa dei diritti umani contano decine di migliaia di morti e feriti. ARTE ha incontrato alcuni membri della diaspora iraniana che seguono con grande apprensione gli eventi che scuotono il loro Paese d’origine.
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Foto Getty “Spero che il regime possa crollare presto e che il mio Paese volti pagina inaugurando una nuova fase di democrazia”. In questo modo Amir (nome di fantasia, ndr), un iraniano a Bergamo, commenta le notizie che stanno arrivando in questi giorni dall’Iran. Sabato 28 febbraio il Paese persiano è stato colpito da massicci attacchi di Stati Uniti e Israele: durante questa operazione ha perso la vita l’ayatollah Alì Khamenei, guida suprema…
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Anche se coi bombardamenti in corso «per tre giorni non ho avuto notizie dalla mia famiglia perché non hanno più internet e il telefono», l’iraniana Ghazal Tiyam Rahimi, che da tre anni vive a Novara, sta dalla parte degli Usa: «Ieri abbiamo manifestato a sostegno di Trump all’ambasciata americana a Milano». Ghazal si è trasferita per prendere una seconda laurea in Medical Biotechnology all’Upo.
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Iraniani a New York: torneremo e ricostruiremo, molta strada da fare 3 marzo 2026 New York, 3 mar. - A Times Square fra bandiere e slogan, ragazze e ragazzi iraniani festeggiano la morte dell'ayatollah Khamenei, che ha guidato il Paese per oltre 30 anni, reprimendo ogni protesta contro il regime nel sangue. "Sebbene abbiamo fatto un passo importante nella giusta direzione, grazie a Netanyahu e al presidente Trump, c'è ancora molta strada da fare e dobbiamo ancora realizzare la transizione…
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Pavia. «Più che le bombe degli statunitensi soffriamo il regime degli ayatollah: a nessuno piace la guerra, ma quando Khamenei è morto abbiamo festeggiato». È questo il giudizio netto di Sadì, iraniano di 33 anni e studente di un master dell’università di Pavia, in merito alla guerra che Israele e Stati Uniti stanno scatenando nel suo Paese con l’obiettivo dichiarato di innescare un cambio di regime che provochi la caduta della teocrazia
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La sera del 28 febbraio, il giorno in cui Stati Uniti e Israele hanno cominciato l’operazione militare “Ruggito del leone” contro l’Iran, Ashkan, 28 anni, era in piazza Duomo, a Milano, a festeggiare con bandiere e slogan in mezzo a una marea di giovani iraniani. «Ci siamo sentiti come schiavi liberati dalle catene», racconta Ashkan – che preferisce non dire il suo cognome per motivi di sicurezza e per proteggere la sua famiglia in Iran -…
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Il telefono è muto da giorni. Nessun segnale, nessuna voce familiare. Solo un messaggio sporadico che attraversa una connessione fragile. Maedeh Fallah, studentessa iraniana a Napoli, vive così l'attesa. I genitori sono a Teheran mentre l'Iran è sotto attacco. È arrivata a Napoli nel 2022 per studiare alla magistrale in Biotecnologie mediche all'Università Federico II, cercando in Italia un po' di serenità che nel suo Paese manca.
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Dopo gli attacchi militari di Stati Uniti e Israele in Iran, che hanno portato all’uccisione dell’ex presidente della Repubblica islamica Ali Khamenei sabato mattina, oggi in piazza Castello ci sarà un presidio di protesta per «fermare la guerra». Partecipano Anpi, Arci, Acli, Donna Vita e Libertà, i sindacati Fcl Cgil, insieme al Pd e a esponenti di Alleanza Verdi Sinistra. «In piazza contro l’a…
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Domenica a Roma erano scesi in piazza, numerosi, cittadini iraniani (e non solo) per festeggiare la morte di Khamanei. Lunedì, invece, davanti alla sede dell'ambasciata Usa a via Veneto si sono radunate alcune decine di persone per un presidio di protesta contro gli attacchi in Iran e per esprimere solidarietà al regime degli ayatollah
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Mostra il telefonino, sullo schermo un video. Sventolano le bandiere, i bagliori fino al cielo dei fuochi d’artificio. "I miei connazionali hanno cominciato a festeggiare quando era appena cominciato l’attacco, mentre cadevano le bombe. La popolazione è uscita in strada, adesso non si può più. Gli assassini che stanno al governo hanno annunciato che verrà ucciso chi inneggia alla libertà", Hossein Alaei, 39 anni…
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Ci sono i voli, quelli reali, che restano a terra: nella sola giornata di ieri, 3 quelli cancellati da Orio — per Dubai e Sharjah — per la chiusura dello spazio aereo in Medioriente, dopo che sabato erano stati 4 gli aerei rimasti a terra, con anche la giordana Amman off limits. Ci sono poi i voli dell’entusiasmo, che è più difficile fermare. Sono quelli di chi ieri (2 marzo) si è dato appuntamento in piazza Pontida per brindare alla morte di Ali…
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«Ma le persone che oggi pomeriggio saranno in piazza dov’erano in questi mesi? Dove sono stati? Ora fanno quello che vuole il regime». È durissima la posizione di Saghi Zavareh, presidente dell’associazione iraniana Diar, da settimane tra le animatrici delle mobilitazioni studentesche torinesi contro il governo degli ayatollah. Sabato sera era al Valentino, insieme a centinaia di…
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BOLZANO. Il paradosso di festeggiare nonostante le bombe cadano sulle case dei propri parenti o dei propri cari in Iran. Una gioia sofferta quella di un gruppo di iraniani che vive e lavora a Bolzano, e che ieri pomeriggio si è ritrovato nel parco del Talvera, nell'area giochi in prossimità del bar Sant'Antonio per "festeggiare" quello che loro chiamano «l'inizio della fine del regime». Da sabato mattina, bombe e missili, americani e israeliani, sono cominciati a…
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Sono diversi gli studenti iraniani a Rieti per frequentare i corsi universitari. E cresce anche in città il timore per la situazione nel loro Paese, dopo gli attacchi a Teheran e in altri luoghi. La testimonianza. Sahar ha 28 anni, sono sei anni che vive e studia a Rieti. Oggi lavora come stagista e sta frequentando l’ultimo anno per conseguire la laurea magistrale in Ingegneria civile. «Tutti i miei…
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Nel suo libro più noto Le ragazze di Teheran, la scrittrice iraniana Mahsa Mohebali, da alcuni mesi esule in Europa, racconta la storia di Elham, giovane segretaria di un potente uomo d’affari nella Teheran contemporanea, abituata a essere una “bambola” compiacente. Ma la scrittrice, al contrario della protagonista della sua opera, ha sempre denunciato la …
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Iran, i sostenitori del regime in piazza a Roma 2 marzo 2026 A tre giorni dall’inizio dell’ operazione militare sostenuta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, la comunità iraniana a Roma scende di nuovo in piazza davanti l’ambasciata americana di via Veneto. Al contrario di domenica, quando le strade della capitale sono state animate dai festeggiamenti per la morte di Ali Khamenei e a sostegno dell’intervento israelo-americano, questa volta a manifestare è stata la parte legata al regime.
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Martedì 3 marzo alle ore 18, a piazza Santi Apostoli a Roma si terrà una manifestaizone in difesa di un Iran libero dalla dittatura islamica. L’iniziativa è promossa da organiuzzata dall’associazione Setteottobre: aderiscono Woman Life Freedom Europe, Associaizone Italia-Iran, Associazione Luce dell’Iran, Associazione Donna Vita Libertà, Associazione Anahita. “Il regime sanguinario degli ayatollah è stato decapitato! – si legge in una comunicazione di Setteottobre…
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