Com’è noto, nei giorni scorsi il Parlamento (I) ha approvato in via definitiva la legge ordinaria che reca norme procedurali per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario (deliberazione Camera dei deputati di mercoledì 19 giugno); (II) ha effettuato (Senato della Repubblica, martedì 18 giugno) la prima delle quattro deliberazioni volte alla adozione della legge di modifica della Costituzione sul punto della forma di governo…
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La lettera La presidente dell'associazione chiede ai primi cittadini di attendere l'assemblea che si terrà nei prossimi giorni: «Da lì potrà uscire una determinazione unitaria con il coinvolgimento di ciascuno» La presidente dell'Anci Calabria Rosaria Succurro, in relazione all'Autonomia differenziata, ha scritto ai sindaci dei Comuni calabresi, cui ha chiesto di «evitare forme di fughe in…
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La sparata del Presidente del Senato circa l’abolizione del doppio turno nelle elezioni comunali, consentendo così di eleggere il Sindaco con il 40% dei voti validi (in pratica con il 20% degli aventi diritto), pare avere un seguito negli intendimenti del centro destra che intenderebbe procedere rapidamente in questa direzione per via legislativa. Questo elemento si inserisce in una strategia complessiva che, in una fase di forte riflusso nella partecipazione politica e nella strutturazione dei partiti segnalata non…
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Dopo 10 anni di mandato alla guida dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, eletto europarlamentare, ha annunciato le sue dimissioni ieri, tra gli applausi della mattina e un accordo in extremis sull’azienda ex Bellico per salvare 350 posti di lavoro. Tra gli ultimi atti da presidente (le dimissioni saranno operative tra 15 giorni), se i tempi tecnici lo …
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Come se non bastassero il premierato, l’autonomia differenziata e la riforma della magistratura, il centrodestra mette sul piatto anche il cambiamento della legge elettorale per i Comuni. E nel più autorevole dei modi: con un intervento del presidente del Senato e in nome della lotta all’astensionismo.C’è da chiedersi se tutta questa carne al fuoco produrrà solo fumo o anche un po’ di arrosto. La serietà di un intento riformatore si giudica infatti dal suo realismo e dalla sua prudenza, dalla coerenza delle proposte e dall’approfondimento dei temi.
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– Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha promulgato la legge sull'Autonomia differenziata, ovvero la legge recante “disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione”. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha promulgato la legge sull'Autonomia differenziataANSA La legge sull’Autonomia differenziata, tanto contestata dalle opposizioni e da diverse amministrazioni regionali del Sud…
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L'Autonomia differenziata riceve il via libera anche dal Quirinale. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha promulgato la legge recante «disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione», che era stata approvata il 19 giugno a Montecitorio dalla Camera. Il cosiddetto ddl Calderoli è una delle tre grandi riforme…
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Vite parallele o convergenze parallele? Citare Plutarco e Aldo Moro ci serve a capire meglio la stramba coincidenza per cui il nostro Parlamento ha approvato in pratica lo stesso giorno due delle riforme principali di questi anni. Il premierato è una idea portata avanti soprattutto da Fratelli d’Italia, partito guida di questo governo. E’ una riforma costituzionale e come tale richiede quattro ap…
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L'autonomia differenziata è un cavallo zoppo e affaticato Giorgia Meloni in colloquio con Orban (foto LaPresse) La trattativa per la formazione della nuova Commissione europea, e le riforme istituzionali e costituzionali. Il metronomo della vita del governo e della politica italiana si muove, in queste settimane, pendolando tra questi due cardini. Sono due partite del tutto autonome, eppure entrambe costruiscono le basi per il destino di questo governo e di questa maggioranza.
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La trattativa per la formazione della nuova Commissione europea, e le riforme istituzionali e costituzionali. Il metronomo della vita del governo e della politica italiana si muove, in queste settimane, pendolando tra questi due cardini. Sono due partite del tutto autonome, eppure entrambe costruiscono le basi per il destino di questo governo e di questa maggioranza. Entrambe le partite sono regolate da un sistema di tiranti e contrappesi interni ed esterni che portano la coperta…
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“C’è un disprezzo diffuso e le riforme volute dal governo accentuano la crisi del nostro sistema”. Il professor Gaetano Azzariti boccia "la madre di tutte le riforme" La «madre di tutte le riforme», per usare la definizione della presidente del Consiglio, «è un suicidio». Gaetano Azzariti, professore di Diritto costituzionale alla Sapienza di Roma, lo vede chiaramente e con scioltezza illumina il precipizio fortemente voluto da Giorgia Meloni…
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Quel 20 giugno del ’76 quando si affermò (e poi declinò) la Repubblica dei partiti e del Parlamento | In In Storia | Di Di Franco Astengo La votazione svoltasi ieri in Parlamento sull’autonomia differenziata ha rappresentato un ulteriore passo d’addio alla Costituzione Repubblicana, già mutilata in passato per ragioni di mera convenienza tattica da parte delle forze politiche di centrosinistra (Titolo V, riduzione del numero dei parlamentari).
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Non voglio eludere la questione delle riforme liquidando in poche battute anche l'ultimo tentativo riformatore in corso. La domanda, però, è: riforme perché e per fare cosa. Mi chiedo preliminarmente cosa non vada nella nostra forma di governo attuale, in particolare sul versante del governo, per meritare una modifica piuttosto drastica. È chiarissimo per esempio che da decenni il ruolo del Parlamento è stato degradato e che l'organo sia ormai emarginato nelle dinamiche costituzionali.
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Ascolta ora 00:00 00:00 «Il premierato evita lo scoglio di un presidente sganciato dalla maggioranza, con i relativi possibili esiti autoritari di un capo dell'esecutivo in balia della dialettica infinita dei partiti forti e dei governi deboli». Trent'anni fa la sinistra non era affatto preoccupata della deriva autoritaria di cui blatera oggi, ma proponeva come una riforma del premierato identica a quella che ha in mente l'esecutivo di Giorgia Meloni
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"Spaccano l’Italia con il favore delle tenebre", "la notte della vergogna", "Meloni sfascia Costituzione", "Voto di scambio sulla pelle degli italiani". Sono alcune delle chicche firmate dai leader della sinistra che, all'indomani del via libera alle riforme (premierato e autonomia differenziata), tornano a intonare la stanca litanìa della dittatura
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