Con il voto a maggioranza del Consiglio Europeo il processo decisionale dell’Ue si sveltirebbe certamente: però in tale modo i parlamenti nazionali e le democrazie nazionali, i cittadini dei diversi paesi, non conterebbero più nulla Mario Draghi sbaglia clamorosamente. L’ex governatore della Banca Centrale Europea denuncia giustamente l’ormai evidente fallimento di questa Unione Europea e avverte che “un’Europa incapace di difendere i propri interessi rischia di diventare…
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Nonostante ciò che spesso ci raccontiamo le più importanti innovazioni sociali o politiche sono assai raramente il frutto di disegni deliberati. Sono per lo più figlie del caso. Nascono, quasi sempre, dall’incontro/scontro, dalle negoziazioni e dai conflitti, fra tanti (singole persone o gruppi che siano), ciascuno dei quali ha i suoi scopi particolari. Il risultato è spesso qualcosa di inaspettato, qualcosa che nessuna delle tante persone coinvolte aveva immaginato o prefigurato.
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L’Europa a un bivio: federalismo o frammentazione? Dove l’integrazione europea è reale i benefici sono concreti, come sostenuto da Draghi nel suo discorso a Lovanio. Superare quindi la frammentazione nazionale resta la condizione per non perdere sovranità e peso globale. L’intervento di Carlo Felicioni, ex direttore centrale in Mediocredito e consulente di finanza aziendale per le imprese L’intervento pronunciato da Mario Draghi a Lovanio rappresenta un passaggio di particolare rilievo nel dibattito sul futuro…
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La stessa cosa si può raccontare in molti modi. Se due persone fossero sedute ai lati opposti di un tavolo e venisse chiesto loro di descrivere la bottiglia che è sul tavolo, ognuna la descriverebbe a seconda del lato che ha davanti, ma si parlerebbe della stessa, medesima bottiglia. Così avviene per il discorso: a volte può avere le parole del mito, altre quelle misurate della giurisprudenza, a volte, come in questo caso, le parole di Mario Draghi
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Non ci sono solo i frugali a frenare sulle ricette di Mario Draghi per salvare l’Unione. Il “federalismo pragmatico” che l’ex governatore centrale ha proposto qualche giorno fa, in uno dei suoi tanti interventi a favore di una maggiore integrazione europea per salvarsi dalla competizione tra Usa e Cina, non piace anche a sud. Più precisamente, non piace alla pr…
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L’ex presidente del Consiglio italiano e ex numero uno della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha lanciato un monito sull’avvenire dell’Unione europea nel corso di un discorso pronunciato lunedì scorso all’Università belga Ku Leuven, dove ha ricevuto una laurea honoris causa. Secondo Draghi, l’Europa rischia di diventare subordinata e deindustrializzata se non abbraccia un profondo processo di integrazione politica e istituzionale per trasformarsi da una confederazione di Stati in una vera e propria federazione.
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Diritto di veto" nell'Unione sta rilanciando il tema dell'Europa a due velocità o a geometria variabile. L'escamotage adottato per i fondi all'Ucraina, con assunzione di debito comune, ha indicato una strada che, però, non può che essere provvisoria: si firma, rispettando l'obbligo dell'unanimità, un impegno comune, ma nel testo dell'accordo è prevista la clausola dell'"opting out", in luogo dell'esercizio del diritto di veto " ab origine", sull'accordo, da parte dei Paesi…
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In un mondo governato dai rapporti di forza, l’unico modo per l’Europa di non soccombere è federarsi: è il monito lanciato ieri dall’ex presidente del Consiglio italiano, già presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, in occasione della cerimonia per il dottorato honoris causa che gli ha conferito l’Università di Lovanio, in Belgio. Nell’attuale contesto internazionale, l’Europa rischia di diventare “subordinata, divisa e deindustrializzata” e “un’Europa incapace di difendere i propri interessi non potrà preservare a lungo i propri valori”, ha…
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Il laureato honoris causa a Lovanio pontifica sui mali dell’ordine globale e dell’Ue (come se lui fosse stato un passante). La cura: fare del Continente una federazione. Ma la prova che ciò funzionerebbe è l’euro...Con l’Europa ragionano come con il comunismo e con il vaccino Covid: se non funziona,...
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Non è una parola di moda, non scalda le piazze, non fa sognare anche se il sogno europeo, a ben vedere, si è rivelato tale a posteriori: Schuman, Adenauer e De Gasperi li chiamavano progetti. Ma oggi, nel cuore stanco dell’Europa, potrebbe essere l’unica ancora di salvezza. È questo il filo rosso che attraversa i suoi interventi più recenti, da Oviedo al Belgio, dove l’ex presidente della Bce ha parlato con la calma di chi non ha più nulla da chiedere alla politica, ma molto da dire all’Europa.
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L'ex premier, Mario Draghi, ieri, in occasione del conferimento della laurea honoris causa all'Università di Lovanio, ha detto chiaramente, per l'ennesima volta, quello che molti leader europei fanno finta di non vedere o non capire, nascondendosi dietro iniziative estemporanee o cordate a composizione variabile per portare avanti singoli capitoli di interesse comune. O l'Europa diventa una federazione, o, nel migliore dei casi, è destinata all'irrilevanza.
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L'Europa deve cambiare passo perché l'ordine mondiale è cambiato. Quello conosciuto finora è defunto e il Vecchio Continente ha davanti a sé "un futuro in cui rischia di diventare, al tempo stesso, subordinata, divisa e deindustrializzata". Lo ha dichiarato l'ex premier Mario Draghi (nella foto) nel suo discorso in occasione del conferimento della laurea honoris causa a Leuven, in Belgio, sottolineando che "un'Europa incapace di difendere i propri interessi non potrà preservare a lungo i propri valori" “Tra tutti coloro che…
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