Da queste colonne Mario Deaglio ha svolto alcune considerazioni sulla politica di privatizzazioni che il governo Meloni sembra avere in animo di perseguire. Partendo dalla notizia – non confermata ma plausibile- che il Mef intenda vendere il 4% di Eni ricavando così 2 miliardi di euro da destinare all’abbattimento del debito pubblico, l’illustre economista ed editorialista propone due considerazi…
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Altro che regionali, contropartite politiche per non sbilanciare la maggioranza e seminari per fare team building che invece ottengono l’effetto contrario. Quello del Pd a Gubbio, ad esempio. Il vero ordine del giorno del governo è ben altro. E’, ad esempio, la cessione di Tim ad una cordata guidata da Kkr; l’amministrazione controllata straordinaria per Ilva che il governo ha fatto scattare prima del previsto per stoppare ulteriori manovre dilatorie e ulteriormente…
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Nel 2024 ci saranno ben 11 Paesi che dovranno essere sanzionati perché non rispettano i vincoli europei sul deficit, per effetto del ripristino del Patto di stabilità, accettato da tutti i governi, Italia compresa. Per provare a evitare queste sanzioni che cosa fa il nostro governo? Decide di avviare un piano di privatizzazioni che prevede la cessione di quote di Eni, Poste Italiane e persino Ferrovie dello Stato.
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Negli Anni 90 la narrazione con cui si aprì la grande stagione delle privatizzazioni era che serviva a migliorare la governance dei colossi statali, sottraendoli al “ricatto della politica”. È stato un disastro ma oggi, che la governance è cambiata, il governo Meloni riprende quel filo senza neanche inventarsi una scusa. C’è un grande non detto nel piano di privatizzazioni da 20 miliardi che il ministro Giorgetti ha inserito nel Def – Poste, Eni, forse Fs (intanto…
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Il verbo privatizzare, comparso prepotentemente sulla scena italiana negli anni Novanta, lasciava trasparire l’inizio di un nuovo mondo dell’economia. Ci si credette, un po’ ingenuamente. Giuliano Amato, il cui primo governo nel 1992 trasformò gli enti pubblici in società per azioni, disse in un’intervista che si sarebbero creati altri gruppi industriali al pari dell’impero Agnelli, allora dominante
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ROMA. Richiesto di un parere sulle privatizzazioni il sottosegretario all’Economia Federico Freni ieri si è mostrato molto cauto. Ha glissato sull’ipotesi che il Tesoro di qui a breve possa mettere sul mercato il 4% del capitale dell’Eni («Non so di che cosa stiate parlando» ha dichiarato ai cronisti a margine di una conferenza organizzata da Assonime a Milano), salvo poi spiegare che «il Def dà …
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Il prossimo gioiello di Stato è pronto per essere esposto in vetrina. Tocca a Poste. Il governo accarezza l’idea di cedere tra il 10 e il 20% della cassaforte degli italiani, dove sono contenuti più di 300 miliardi di risparmi. Vendere per incassare, fino a due miliardi e mezzo. E concatenare così il piano di privatizzazioni da 20 miliardi o “pari ad almeno l’1% del Pil”, come annunciò a settembr…
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Nella nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza il governo ha indicato, attraverso un piano di privatizzazioni, un obiettivo di incasso pari a 20 miliardi euro entro il 2026. Le risorse serviranno ad abbattere il debito pubblico. Alla fine di novembre il Tesoro ha ceduto, tramite una procedura accelerata di raccolta ordini, il 25% di Banca Mps. La vendita ha garantito un incasso di 920 milioni euro.
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Il governo italiano starebbe pianificando la vendita fino al 4% di Eni in ottica di riduzione del debito pubblico. Nel mentre, Bonomi fa la ramanzina all’Europa che lascia ogni Stato per conto suo e, infine, Simson si aspetta dall’Italia più chiarezza su come intende raggiungere gli obiettivi sulle rinnovabili. Ecco cosa dicono i giornali Il Tesoro – in ottica riduzione del debito pubblico – sta pianificando la vendita…
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