"Quello che ha fatto in Israele" facendo esplodere cercapersone e walkie talkie colpendo i civili "è una dichiarazione di guerra contro la sovranità del Libano, è un atto di guerra". Lo ha detto il leader degli Hezbollah libanesi, Hassan Nasrallah, nel suo discorso televisivo.
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Mentre queste righe vengono scritte, dispositivi elettronici in Libano e in Siria continuano ad esplodere. Dopo la strage provocata dalla detonazione simultanea di migliaia di cercapersone in Libano e nella vicina Siria, tutti di proprietà di membri di Hezbollah, il giorno successivo sono esplose anche radio ricetrasmittenti, sempre possedute dai terroristi sciiti. Il bilancio è ancora lungo, ma include morti nell’ordine delle decine e feriti nell’ordine delle migliaia.
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L’esplosione in contemporanea di migliaia di cercapersone in mano (o in tasca) a esponenti Hezbollah in Libano e in Siria, e ieri quella dei walkie-talkie, per un attimo hanno restituito la fama sempiterna all’intelligence israeliana. Fauda, la serie tv che ha reso celebri quei servizi segreti, è di nuovo tra noi. Giusto alla vigilia del primo anniversario del 7 ottobre che invece quella fama l’aveva incrinata in un modo forse definitivo.
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