La scoperta più promettente del rover Perseverance rilancia il dibattito sulla ricerca di biofirme sul Pianeta Rosso, e accende la competizione globale per riportare campioni sulla Terra. Un'impresa tuttavia ricca di sfide che, nell'attuale clima geo-politico impone di rivalutare le priorità della ricerca scientifica
Leggi
Approfondimenti:
Si è concretizzata una piccola rivoluzione nel modo in cui osserviamo la storia geologica di Marte. Neanche a dirlo, è tutto merito di Perseverance, che torna a sorprendere tutti. A raccontarlo è Melissa Rice, professoressa di Scienze Planetarie presso la Western Washington University, in un aggiornamento ufficiale della missione NASA. Nel corso dell’esplorazione dell’area nota come Vernolden, che si trova sul bordo del cratere Jezero, il rover ha analizzato due rocce…
Leggi
Nuove ipotesi sul passato di Marte riaccendono il dibattito sull’abitabilità: un’indizio trovato da Curiosity cambia tutto. Da un po’ di tempo a questa parte, Marte ha smesso di essere solo uno sfondo per romanzi di fantascienza. Ogni tanto salta fuori una scoperta che rimette tutto in discussione e accende nuove domande. I rover, i satelliti, le simulazioni al computer… tutto concorre a svelare – o almeno…
Leggi
Una scoperta sotto la superficie marziana riaccende il mistero: tracce sepolte potrebbero cambiare tutto ciò che sappiamo. Da anni si scava, si osserva, si ascolta Marte. E ogni volta che si pensa di aver capito qualcosa, salta fuori un dettaglio che rimette tutto in discussione. Il pianeta rosso affascina da sempre per la sua natura misteriosa e il suo silenzio profondo. Ma stavolta, dietro a quei dati raccolti…
Leggi
Le rocce marziane potrebbero custodire i segreti di antiche forme di vita microbica che popolarono il pianeta rosso oltre tre miliardi di anni fa. Una nuova ricerca condotta da un team internazionale di scienziati, pubblicata su Nature, ha identificato potenziali tracce biologiche nei campioni analizzati dal rover Perseverance della NASA nella formazione geologica denominata Bright Angel, situata nel cratere Jezero
Leggi
Quando esce un articolo su Nature Astronomy che parla di “potenziali biosignature” su Marte, la NASA manda i comunicati stampa, i giornali si eccitano, Twitter (X, come cavolo è stato rinominato quell’uccellino carino) esplode di “abbiamo trovato la vita su Marte”, e io penso sempre la stessa cosa: ok, andiamo a leggere, per riportare gli entusiasti marzianofili con i piedi per terra. È vero, abbiamo trovato tracce chimiche interessanti: segnali di carbonio organico sufficientemente preservato…
Leggi
