Buongiorno,Sul fronte diplomatico non arrivano buone notizie. Ieri Teheran aveva respinto il piano di pace proposto dagli Usa, con la mediazione del Pakistan, e rilanciato con richieste massimaliste: vogliono mantenere il controllo sullo stretto di Hormuz anche dopo la guerra. Alcuni aggiornamenti: Le vittime in Iran sono quasi duemila, in Libano più di mille. Nei Paesi del Golfo, si contano 22 morti, in Israele 18 Trump ha commentato il rifiuto: «Gli iraniani sono strani, in privato ci implorano di trovare un accordo, in pubblico dicono il…
Leggi
Porta a porta Iran: 3mila paracadutisti Usa nella regione, le condizioni dell'Iran per la tregua - 25/03/2026 St 2025/26 2 min La Casa Bianca ha inviato un piano di pace in 15 punti all'Iran, ma intanto mobilita oltre tremila soldati nella regione. La risposta dell'Iran per avviare le trattative della tregua: stop all'aggressione militare di Usa e Israele, garanzie di sicurezza per il futuro, pagamento delle riparazioni di guerra e riconoscimento al…
Leggi
Jauhar Saleem è stato l’ambasciatore del Pakistan in Italia e in Germania. Tornato a Islamabad, dirige un think tank legato al ministero degli Esteri pachistano, l’Institute of regional studies, e segue da vicino gli sforzi di mediazione del Pakistan per arrivare a un negoziato tra Stati Uniti e Iran. Ambasciatore, la soluzione alla guerra può arrivare dal suo Paese? «Il Pakistan è in una posizi…
Leggi
Nell’imprevedibile panorama geopolitico infiammato dalla guerra dell’asse Israele-Stati uniti contro l’Iran, il Pakistan emerge come un perno diplomatico capace di dialogare simultaneamente con due attori agli antipodi. Martedì il primo ministro pakistano Shabaz Sharif ha confermato su X: «Previa approvazione da parte di Stati uniti e Iran, il Pakistan è pronto e onorato di ospitare colloqui significativi e decisivi finalizzati a una soluzione globale del conflitto in corso»…
Leggi
, che Munir ha assunto un ruolo di crescente primo piano divenendo il leader de facto del paese e un interlocutore chiave per Stati Uniti e Cina. A giugno scorso fu ricevuto alla Casa Bianca da Trump. Poi domenica scorsa un colloquio telefonico con The Donald, un modo per dare il via a un incontro - da tenersi a Islamabad - tra il vicepresidente J.D. Vance, gli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner e non meglio specificati funzionari iraniani.
Leggi
I funzionari pakistani hanno accennato al contenuto della proposta, affermando che include: alleviamento delle sanzioni; cooperazione sul nucleare civile; un passo indietro nel programma nucleare iraniano; monitoraggio da parte dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica; limiti al programma missilistico iraniano; accesso per la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz
Leggi
Il possibile ruolo nasce da un equilibrio delicato: relazioni aperte con Teheran, canali privilegiati con Washington e la necessità di rafforzare il proprio peso internazionale in un contesto regionale sempre più instabile per lo scontro con l'Afghanistan Stando a due recenti report appena pubblicati, nel 2025 il Pakistan è stato il Paese più colpito dal terrorismo internazionale e quello più inquinato
Leggi
Mediatori dichiarati e negoziatori occulti. Messaggi ambigui e calcoli di bottega. È questa la scena sulla quale si agitano diversi governi nella speranza di fermare la guerra. Quando c’è un fuoco in Medio Oriente i primi a muovere per circoscriverlo sono gli egiziani. Secondo i media è stata l’intelligence a stabilire un contatto utile con Teheran. Solo un primo passo da parte del Cairo preoccupata più di altri.
Leggi
Dire – Il ministero degli Esteri del Pakistan ha fatto sapere che il Paese è pronto a ospitare colloqui tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto armato in corso dal 28 febbraio. Teheran ha finora negato che con Washington ci siano stati contatti, a differenza di quanto riferito in precedenza dal presidente americano Donald Trump. Media statunitensi e israeliani hanno sostenuto che Pakistan, Egitto e Turchia starebbero facendo da intermediari tra Washington e Teheran.
Leggi
