Un giudice non dev'essere solo imparziale ma lo deve anche apparire, questa è la lezione che Nordio ha ricordato ai magistrati italiani: "Più parla e più si espone al rischio di vulnerare questa sua apparenza"
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ROMA (ITALPRESS) – La separazione delle carriere “esiste in tutti i Paesi democratici che hanno introdotto, come noi, il codice accusatorio. Inglesi e americani ci ridono dietro quando diciamo che è un attentato all’indipendenza del giudice”. Lo afferma il ministro della Giustizia Carlo Nordio in un’intervista al Corriere della Sera. “Il presidente Mattarella si è più volte espresso sui limiti del cosiddetto protagonismo dei giudici.
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Con un documento emanato dall’Associazione nazionale magistrati, parte l’accusa di certa magistratura al centrodestra e al governo, accusati di aver creato un’atmosfera di sfiducia nei confronti dei giudici, con il fine di “preparare il terreno a riforme che tendono ad assoggettare alla politica il controllo di legalità”. Riforma quale la separazione delle carriere dei giudici, che il governo intende attuare allo scopo di tutelare maggiormente i cittadini.
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La Costituzione esiste ancora. Il titolo quarto è dedicato alla magistratura. E lì, all’articolo 101, si può leggere, almeno per ora, che “i giudici sono soggetti solo alla legge”. Non, dunque, al potere politico del momento. E ancora, all’articolo 104, che “la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”. Nessun giudice, quindi, deve battere i tacchi e metters…
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"È evidente che si vorrebbero dei magistrati allineati a quelle che in qualche modo sono le indicazioni della politica. E la preoccupazione è ancora più forte in una stagione di riforme costituzionali che in realtà, al di là di quello che viene detto apertamente dal ministro, mirano secondo noi proprio a ridimensionare il ruolo e il tono costituzionale della giurisdizione in questo Paese". Così il segretario generale Salvatore Casciaro dell'Anm ad Agorà su Rai 3.
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La separazione delle carriere "esiste in tutti i Paesi democratici che hanno introdotto, come noi, il codice accusatorio. Inglesi e americani ci ridono dietro quando diciamo che è un attentato all'indipendenza del giudice". Lo afferma il ministro della Giustizia Carlo Nordio in un'intervista al Corriere della Sera. "Il presidente Mattarella si è più volte espresso sui limiti del cosiddetto protagonismo dei giudici.
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A volte il paradosso nel nostro Paese supera i confini della realtà. È il caso del documento dato alla luce ieri dal comitato centrale dell'associazione magistrati, che già nel nome richiama un organismo classico dei partiti comunisti di un tempo. Nel testo la politica - cioè il governo e la sua maggioranza - viene accusata in sintesi di attaccare «i giudici per screditarli e assoggettarli». Ora chiunque abbia avuto la fortuna, e per alcuni versi la pena, di vivere o studiare gli ultimi trenta quaranta anni di storia del Paese…
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Non esistono "giudici sgraditi" o la volontà di assoggettare i magistrati alla politica, "sono solo slogan folcloristici, nessuna toga sgradita. Ma la loro libertà è vincolata dal dovere di imparzialità. La separazione delle carriere è il primo step". Parola di Carlo Nordio, ministro della Giustizia, che in un' intervista
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L'Anm, "attacchi da certa politica per screditare i magistrati". La Lega, "meno convegni e più lavoro" Il Comitato direttivo centrale del sindacato delle toghe auspica il rispetto del principio della separazione dei poteri
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Una rassegna "policentrica, con quattro o cinque questioni da affrontare": Daniele Capezzone presenta così la sua "Occhio al caffè", la rassegna stampa politicamente scorrettissima di oggi. Il documento dell'Anm, esordisce il direttore editoriale di Libero, "critica quelle che considera le ingerenze da parte della politica, il mondo al contrario avrebbe detto quel tale, visto che l'ingerenza in realtà la mettono in campo proprio i magistrati…
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L’assemblea nazionale di Libera, riunita a Roma, ha espresso forte preoccupazione per gli attacchi portati alla magistratura italiana. “Attaccare la magistratura significa attaccare le fondamenta stesse della nostra Costituzione. Difenderla è un dovere civile e politico di tutte e tutti , per garantire il rispetto delle regole e la protezione dei diritti di ogni cittadino”, …
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Le invasioni di campo della magistratura nelle faccende politiche quotidiane, l’interventismo giudiziario in materia di contrasto all’immigrazione irregolare. E ancora: le parole ambigue dell’Anm sul governo, gli interventi a gamba tesa di Elon Musk e le ultime manifestazioni violente targate antagonisti di sinistra. Incalzato dal Corriere della Sera, il ministro della Giustizia Carlo Nordio fa una panoramica a 360 gradi dell’aria viziata che, negli ultimi giorni, si…
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Salvatore Dama 18 novembre 2024 Ecco la reazione dei magistrati. Dopo giorni di polemiche, arriva un documento durissimo dell’Anm in cui si accusa il centrodestra di condurre una campagna denigratoria verso i giudici. Oltretutto funzionale a un progetto. Quello di «preparare il terreno» a una riforma, sulla separazione delle carriere e sul Csm, che vuole «assoggettare» il potere giurisdizionale alla politica.
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L'Associazione nazionale magistrati (Anm) denuncia attacchi mirati ad assoggettare i giudici alla politica ma per il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, non è così: «No - dice al “Corriere della Sera” -. E non capisco da dove traggano questa convinzione. Mi attendo argomentazioni logiche, non slogan folcloristici». Temono che screditarli prepari il terreno per sottomettere alla politica il controllo di legalità.
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Ministro Carlo Nordio l’Anm denuncia attacchi mirati ad assoggettare i giudici alla politica. È così?«No. E non capisco da dove traggano questa convinzione. Mi attendo argomentazioni logiche, non slogan folcloristici». Temono che screditarli prepari il terreno per sottomettere alla politica il controllo di legalità. La separazione delle carriere non è il primo step?«No. Esiste in tutti i Paesi democratici che hanno introdotto, come noi, il codice…
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E alla fine è sempre colpa dei giornalisti. L'Anm bacchetta la stampa cui vorrebbe insegnare i rudimenti di etica per un presunto «linciaggio mediatico» cui sarebbero sottoposte le toghe al centro delle sentenze svuota Cpr in Albania e in Italia, un metodo «cui certa politica e un certo giornalismo (quale? ndr) si è prestato» per colpire «i giudici e la loro naturale tensione a decidere liberi dalle proprie convinzioni e passioni: scrutare la vita delle persone, riportando le loro…
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ROMA — Non intendono più restare a guardare, i magistrati. Né subire in silenzio l’assalto contro singoli giudici e l’intera categoria, accusata dal governo di essere politicizzata solo per aver fatto il suo dovere: scrivere sentenze a norma di legge, criticate «perché sgradite all’indirizzo della maggioranza» di turno. In gioco c’è «l’autonomia e l’indipendenza» di una funzione tutelata dalla Co…
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Roma — «Ai parlamentari democraticamente eletti spetta il compito di rappresentare il popolo italiano, non ai magistrati». Il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, interviene nello scontro tra politica e giudici respingendo «le guerre di religione». E sulla possibilità di spostare alle Corti d’appello alcune competenze in materia di migranti fa sapere che sono in corso approfondime…
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ROMA — «C’è un fatto inedito con cui fare i conti. Il governo e questa maggioranza hanno deciso di portare avanti un conflitto totale con la giurisdizione e la magistratura. Chi non si adegua viene bastonato», è la premessa di Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd. Serracchiani, questa destra si riconosce nella separazione dei poteri su cui si fonda la Costituzione? «È qu…
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– Non accadeva da tempo che la magistratura si compattasse, nelle sue molteplici correnti, per fare fronte comune contro il governo Meloni e quelli che vengono definiti “attacchi continui alla categoria per delegittimarla, in un’operazione che lede la tenuta democratica del Paese”. Così, dopo la Corte Costituzionale che ha bocciato i 7 undicesimi della riforma dell’autonomia differenziata e mentre l’altra legge bandiera, quella sul premierato, segna invece il passo…
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«Nell'ultimo periodo abbiamo assistito da parte di una certa politica ad attacchi sempre più frequenti a provvedimenti resi da magistrati italiani nell'esercizio delle loro funzioni giurisdizionali, criticati non per il loro contenuto tecnico-giuridico, ma perché sgraditi all'indirizzo politico della maggioranza governativa». A evidenziarlo un documento approvato dal Consiglio direttivo centrale…
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