Il matrimonio tra Tim e Iliad torna a essere un’ipotesi di attualità. Ad aprire esplicitamente ieri è stato Pietro Labriola, amministratore delegato del gruppo italiano. Sul consolidamento delle tlc «abbiamo avviato il primo pezzo, quindi c'è ancora da fare», ha detto. «In Europa tutti quanti stanno dibattendo riguardo alla possibilità del consolidamento» e anche in Francia «si parla di scendere da quattro a tre…
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La crescita di Poste come primo azionista di Tim è positivo "soprattutto perché il sistema Paese Italia ha riscoperto l'importanza dell'azienda di telecomunicazioni che è alla base dello sviluppo della digitalizzazione e della modernizzazione del nostro Paese". Lo afferma al Tg1 Pietro Labriola, amministratore delegato di Tim, dopo la crescita di Poste al limite del 25% del capitale del gruppo Tlc.
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Poste italiane è salita al 24,81% di Tim, comprando il 15% dalla francese Vivendi. Un'operazione da 684 milioni di euro. Così il gruppo delle spedizioni è diventato il primo azionista dell'azienda delle telecomunicazioni. E ora deciderà del suo futuro: dalla governance alle strategie industriali. Come l'ipotesi di una fusione con Iliad. L'operazione La scalata di Poste, per il 65% dello Stato, era già iniziata a febbraio con l'ingresso nel capitale di Tim.
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Tim: Poste Italiane primo azionista col 24,81%, investimento da 684 milioni; L'Ad Del Fante e il Dg Lasco: con Tim Poste Italiane completa 8 anni di crescita e trasformazione; Tim: si chiude una storia travagliata lunga 30 anni Poste Italiane è diventata la prima azionista di Tim con il 24,81%, avendo rilevato il 15% del capitale dalla francese Vivendi, che si è aggiunto al 9,81% delle azioni già nel portafoglio di Poste Italiane.
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Tim: Freni, sia protagonista consolidamento, operazione Poste denota vivacita' (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 31 mar - "Tim dovrebbe essere protagonista del consolidamento del settore delle tlc'. Lo ha detto Federico Freni, sottosegretario all'Economia, dopo l'aumento di Poste (quasi al 25%) nel capitale del gruppo di tlc. Interpellato a margine del convegno annuale Aifi 2025, Freni ha spiegato che questa operazione 'denota vivacita' industriale e finanziaria di Poste…
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Poste Italiane ha acquisito un ulteriore 15% del capitale di TIM dal gruppo francese Vivendi. In questo modo la sua partecipazione complessiva è salita al 24,81%. Il perfezionamento dell'operazione è atteso entro la fine di giugno. L’acquisto segna l’uscita quasi definitiva di Vivendi dal capitale di TIM: la società francese rimane infatti con meno del 3%. Con questa operazione, Poste Italiane è diventato il primo azionista di TIM, in un contesto in cui la…
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Si può dire che lo stato torna a prendersi i telefoni. Nel fine settimana, è emerso che Poste Italiane ha avanzato un’offerta di 684 milioni di euro a Vivendi per rilevare un altro 15% di TIM. La proposta è stata accettata, per cui l’azionista francese scende al 2,51% dal 23,75% detenuto per oltre un decennio fino a qualche settimana fa. Viceversa, l’operatore postale sale dal 9,81% al 23,81% e ha fatto sapere che non andrà oltre tale…
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«Questa operazione è molto importante per Poste. Si conclude un percorso di 8 anni di rilancio dei pacchi, telefonia, pagamenti, contratti e gas permettendo agli italiani di aver più servizi e facendo anche guadagnare i nostri azionisti, che partivano da un valore dell'azienda di 8 miliardi e sono arrivati a 27 miliardi». Al Tg1 delle 20 di ieri, Matteo Del Fante ha spiegato il senso strategico dell’operazione che fa di Poste il primo socio di Tim riportandola italiana.
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Poste Italiane ha comunicato di aver formalizzato l’acquisizione da Vivendi del 15% del totale delle azioni ordinarie (10,77% del capitale) di Telecom Italia TIM. Il corrispettivo per l’acquisto delle azioni è stato pari a 684 milioni di euro (0,2975 euro per azione) e sarà finanziato mediante cassa disponibile. Al perfezionamento dell'operazione - atteso entro il 1° semestre del 2025 - Poste Italiane deterrà in Telecom Italia TIM una partecipazione complessivamente pari al 24,81% delle…
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La telefonia italiana ha urgente bisogno di riparazioni. Fra il 2010 e il 2023 il fatturato dell’industria delle telecomunicazioni nazionale è sceso del 35%, da 41,9 a 27,2 miliardi, con un crollo della telefonia mobile (-47%) a causa della guerra dei prezzi fra gli operatori. L’occupazione nel settore è scesa del 30%, con un taglio di circa 40 mila posti. Acquistando il 15% dai francesi di Vivendi, sabato Poste è diventata il primo azionista con il 24,81% di…
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"Questa operazione è molto importante per Poste Italiane. Arriva a conclusione di un percorso di 8 anni durante il quale abbiamo rilanciato i pacchi, la telefonia, i pagamenti, i contratti luce, i contratti gas permettendo agli italiani di aver più servizi dalla nostra azienda e facendo anche guadagnare i nostri azionisti, che partivano da un valore dell’azienda di 8 miliardi e sono arrivati a 27 miliardi".
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ROMA. Il sottosegretario all’Economia Federico Freni plaude all’operazione di Poste: «L’impegno in Tim rappresenta un valore aggiunto per la società di telecomunicazioni. Avere come primo azionista una realtà con una vocazione industriale e finanziaria d’eccellenza, come è quella di Poste, sarà determinante per rafforzare il consolidamento di un asset altrettanto strategico per il Paese». L’espon…
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Per capire meglio, almeno in parte, che cosa significhi l’ingresso di Poste Italiane in Tim come azionista principale è utile rammentare il passato. Quando Tim si chiamava Telecom Italia, subito prima della privatizzazione del 1997, era una grande e florida azienda, un fiore all’occhiello del sistema delle imprese italiane. All’avanguardia nel mondo per capacità tecnologica, inventiva commerciale…
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Milano – Dopo 28 anni la ex Telecom Italia torna a essere controllata dallo Stato. Un percorso lunghissimo iniziato nel 1997 con una vendita che era sembrata fin da subito particolare. Il governo Prodi con Carlo Azeglio Ciampi ministro del Tesoro aveva ottenuto l’ingresso dell’Italia nell’euro ma per abbattere l’indebitamento dell’Iri si impegnava a privatizzare Telecom, che venne venduta interam…
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Digitale, servizi, cloud, senza dimenticare l’energia e l’entertainment. Si delineano le prime linee chiave dopo la salita di Poste Italiane in Tim fino al 24,81%, quota che vale la palma di primo azionista del gruppo telefonico italiano. Due le direttrici sarebbero chiare, stando alle indiscrezioni. Primo, la centralità del cliente finale. Secondo, conseguenza diretta del primo punto, l’intenzione a creare una piattaforma dotata di più anime
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MILANO – Lavori in corso tra Poste Italiane e Tim, per far emergere «le molteplici sinergie» sui ricavi che hanno indotto il gruppo guidato da Matteo Del Fante a investire 858 milioni, sacrificando il 3,78% di Nexi, per diventare l’investitore “ancora” dell’ex monopolista tricolore delle tlc con il 24,81%. Intanto oggi con l’apertura del mercato, si capirà quanto gli investitori apprezzano. «Questa operazione è molto importante per Poste - ha detto ieri Del Fante al Tg1 - Arriva a conclusione di un…
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«Questa operazione è molto importante per Poste. Si conclude un percorso di 8 anni di rilancio dei pacchi, telefonia, pagamenti, contratti e gas permettendo agli italiani di aver più servizi e facendo anche guadagnare i nostri azionisti, che partivano da un valore dell'azienda di 8 miliardi e sono arrivati a 27 miliardi». Al Tg1 delle 20 di ieri, Matteo Del Fante ha spiegato il senso strategico dell’operazione che fa di Poste il primo socio di Tim riportandola italiana.
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Nell’immediato le tariffe non si toccano. Ma potrebbero nascere nuovi servizi offerti ai clienti, nel matrimonio tra Tim e Poste, sfruttando anche i 13 mila sportelli di Poste e la forza della sua base utenti. E poi, chissà: la porta a una fusione con Iliad non è ancora chiusa. È sempre un’ipotesi valida, perché opportuna per avere un vero consolidamento del mercato. A quel punto ci sarebbe sì un…
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Poste riporta Tim sotto il controllo italiano. Il gruppo che fa capo al Tesoro e a Cassa Depositi e Prestiti ha rilevato da Vivendi un altro 15% di Tim, salendo al 24,81% del capitale. Poste è ora il maggiore azionista del gruppo di tlc e si posiziona a ridosso della soglia oltre la quale scatterebbe l’obbligo di promuovere un’offerta pubblica. L’accordo tra Poste e Vivendi vale 684 milioni e chiude virtualmente il cerchio della scalata con cui Roberto Colaninno rilevò nel 1999 l’allora Olivetti-Telecom.
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Formalizzato da parte di Poste Italiane l’acquisizione del 15% delle azioni ordinarie di Telecom Italia (TIM) da Vivendi per un corrispettivo di 684 milioni di euro, equivalenti a 0,2975 euro per azione. Questa operazione porta la partecipazione complessiva di Poste Italiane al 24,81% delle azioni ordinarie di TIM, rendendola il principale azionista della compagnia telefonica. Poste Italiane – Tim: i dettagli dell’operazione Le implicazioni per il mercato…
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Tim, l'ex monopolista della telefonia, è tornato interamente in mani italiane. Poste ha acquistato circa il 15% delle azioni dalla francese Vivendi, portandosi a poco meno del 25% della società. Una soglia che permette all'azienda di controllare Tim senza dover ricorrere a un'offerta pubblica. Si conclude con un nuovo passaggio allo Stato la complessa privatizzazione di Tim, che nel frattempo si è profondamente trasformata, riducendosi da gestore della rete a semplice operatore.
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Che cosa succederà a Tim con Poste Tim torna in mani italiane (o meglio statali, con Poste), a differenza dei suoi concorrenti, in mano a gruppi esteri come Swisscom (Fastweb-Vodafone), Hutchinson (WindTre) e la francese Iliad. E’ questo il senso anche politico della crescita di Poste Italiane in Tim fino a diventare primo azionista con il 24,81%, asticella sotto il 25% che consente a Poste di non lanciare un’Opa.
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Poste Italiane sale al 24,81% di Tim, comprando il 15% da Vivendi per 684 milioni. Dopo essere entrato nel capitale a inizio febbraio, il gruppo delle spedizioni diventa così primo azionista della compagnia telefonica, arbitro delle strategie industriali e delle strategie di governance. I francesi di Vivendi si apprestano invece a concludere un’avventura nell’industria delle telecomunicazioni italiane iniziata 10 anni fa e costellata di battaglie con gli altri soci e con il…
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Il proxy advisor ISS boccia l'Ops di Mps su Mediobanca raccomandando agli azionisti di Banca Monte dei Paschi di Siena di esprimersi contro l'aumento di capitale destinato a finanziare l'offerta in vista dell’assemblea del 17 aprile. Nella propria raccomandazione, ISS ha evidenziato diverse criticità legate all'operazione. "La banca sta facendo un'offerta per un istituto più grande, senza avere accesso alla due…
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