Pubblicità Negli scorsi giorni, alla fine dell’estate, due notizie si sono accavallate e forse sono un po’ passate in sordina. Sono due vicende aperte che meritano ancora di essere seguite nel loro sviluppo, ma anche di essere analizzate già adesso. Il casus belli La prima viene dalla cronaca giudiziaria parigina: Pavel Durov, il multimilionario russo-francese (ha la doppia cittadinanza, e ha anche passato un periodo della sua vita in Italia), fondatore assieme al fratello di Telegram…
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Secondo NewsGuard, la piattaforma, molto usata anche dai vertici miliatari e politici russi, è origine di una larga fetta della disinformazione circolata in rete sul conflitto in corso Il 42% della disinformazione sulla guerra in Ucraina arriva da Telegram. E’ l’analisi di Newsguard, la piattaforma che monitora la disinformazione online, che è stata in grado di identificare l’origine delle false informazioni circolare sulla piattaforma di proprietà di Pavel Durov, particolarmente sotto i…
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Emergono importanti dettagli sull'operazione che ha portato all'arresto di Pavel Durov sette giorni fa all’aeroporto Le Bourget, a Parigi, nell’ambito di una inchiesta giudiziaria su 12 presunte violazioni penali. All’imprenditore è stata concessa la libertà condizionale dopo il pagamento di una cauzione di 5 milioni di euro e a condizione che si presenti due volte a settimana in una stazione di polizia e rimanga in Francia.
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Un paladino della libertà della Rete che combatte contro l'intrusione di ogni autorità nella privacy degli utenti o un cinico colluso col regime russo, che ha messo la sua popolare piattaforma di messaggistica, basata sulla crittografia, a servizio di guerra e propaganda. Sono le due versioni diametralmente opposte con cui viene descritto il fondatore di Telegram, Pavel Durov
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Pian piano qualcosa di questo intricato affaire Telegram inizia a filtrare. Mettendo assieme quel che diversi giornalisti locali hanno intercettato (Parisien, Reuters, Libération) emerge sempre di più il profilo di un Pavel Durov spavaldo, che atterra a Parigi sabato sera con la fidanzata e la guardia del corpo convinto che le sua protezioni nelle alte sfere lo rendano immune da un’indagine in fondo laterale.
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Telegram è un servizio di messaggistica multipiattaforma fondato dall'imprenditore russo Pavel Durov, lanciato per la prima volta su iOS e Android alla fine del 2013 e che ora conta circa 700 milioni di utenti mensili. Ciò che rende Telegram unico è il suo focus sulla privacy e la crittografia, caratteristica che ne fa un’app molto apprezzata dagli utenti particolarmente attenti alla riservatezza dei dati, ma che allo stesso tempo apre la strada alle ambizioni di chi intende sfruttare l’alto grado di privacy per…
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Un'app per tutto il mondo, un''arma' per Vladimir Putin. E' il doppio ruolo di Telegram, il social che ha un peso speciale per Mosca e che rischia di lasciare un vuoto pesante nello scacchiere russo dopo il fermo del Ceo Pavel Durov, bloccato a Parigi una settimana fa e rilasciato su cauzione senza possibilità di lasciare la Francia. Durov deve rispondere di una serie di capi di accusa, legati all'assenza di moderazione su Telegram e alla creazione di un ambiente favorevole ad attività illecite.
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Diventa un caso la cittadinanza francese che Pavel Durov ha ottenuto nel 2021, già al centro di un’inchiesta giornalistica in cui il quotidiano Le monde si poneva domande sulla regolarità e la trasparenza della procedura. Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato dalla sua visita in Serbia di aver concesso personalmente il passaporto francese al fondatore di Telegram, attualmente sotto indagine e in libertà vigilata per ordine della Procura di Parigi
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Il miliardario dai quattro passaporti è un eroe della libertà di parola o un complice dei peggiori criminali? In attesa della decisione del magistrati di Parigi, rischia di saltare l’ipo di Telegram. E la cripto Toncoin se la passa male
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La polizia francese ha arrestato nei giorni scorsi il patron di Telegram, Pavel Durov. Dopo qualche giorno di galera è stato messo fuori con una cospicua cauzione. Le accuse sono numerose e passibili di tenere in galera il miliardario per decenni. Visto che il personaggio non era ignoto e pare nemmeno sprovveduto, tutto il mondo sta discutendo di questo fatto da giorni. Direi che a fronte di una situazione simile tre sono le possibilità: 1) La giustizia…
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Di Mariarita Cupersito – L’arresto in Francia del fondatore di Telegram, il franco-russo Pavel Durov, continua a far discutere e a tenere alta l’attenzione di Mosca. “La cosa più importante, ovviamente, è che ciò che sta accadendo in Francia non si trasformi in una persecuzione politica”, ha dichiarato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, come riportato dall’agenzia Interfax. “Sappiamo che il presidente francese ha negato qualsiasi legame con la politica…
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Min lettura Minaccia alla libertà di espressione, ingerenza degli Stati che cercano di ficcare il naso nelle chat private, richiesta di una maggiore collaborazione ai servizi di messaggistica nel delicato equilibrio tra lotta ai crimini e tutela della privacy degli utenti, o spy story che vede protagoniste le intelligence dei paesi occidentali nel tentativo di acquisire dati sensibili sui movimenti dei militari russi?…
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Telegram sembra essere incappata in un vortice dal quale potrebbe uscirne davvero con le ossa rotte. Dopo il fermo e il rinvio a giudizio degli scorsi giorni del suo fondatore Pavel Durov, per capi d’accusa molto gravi, è ora finita al centro di un’indagine Ue condotta dalla Commissione europea che ha l’obiettivo di far emergere delle eventuali irregolarità dell’app di messaggistica nel rispetto delle norme sancite dal Dsa, Digital Services Act.
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Per cosa è accusato il proprietario di Telegram e come non agisce la piattaforma contro l’illegalità Mercoledì sera, Pavel Durov è stato rilasciato dopo l’arresto avvenuto all’aeroporto di Parigi lo scorso 24 agosto 2024. Tuttavia, il fondatore di Telegram non è libero di lasciare la Francia, poiché dovrà rispondere a una serie di accuse formulate dal Tribunale parigino. La vicenda ruota intorno a una vasta indagine che riguarda reati quali la pedofilia, la…
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(Adnkronos) – Entro il 2025 si prevede che circa 322 milioni di uomini nel mondo soffriranno di disfunzione erettile. In Italia, secondo i dati dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) nel 2023 le vendite ufficiali dei farmaci per trattare la patologia hanno superato i 200 milioni di euro, posizionando il nostro Paese al secondo posto nel mondo, subito dopo il Regno Unito. Per questo motivo, in occasione della Giornata mondiale dedicata al Benessere sessuale, che si celebra il 4 settembre, l’Università di…
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