– “Quanto successo a Latina, dove un bracciante extracomunitario è stato lasciato morire, è disumano, indegno di un Paese in cui, ogni giorno, si sottolinea “l’eccellenza“ della filiera agroalimentare: come possiamo continuare a ostentare il valore del cibo made in Italy, se non diamo valore alle braccia che, per prime, raccolgono quei frutti?". Pesano come macigni le parole di Yvan Sagnet, attivista e saggista camerunense, ex vittima del…
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A nulla è servito il volo in elicottero all'ospedale San Camillo di Roma: è morto per le gravissime ferite riportate il giovane bracciante abbandonato davanti casa assieme alla moglie, dal datore di lavoro. L'incidente, in una azienda agricola a Borgo Santa Maria, in provincia di Latina. Satnam Singh si era ferito con un macchinario avvolgi plastica a rullo, trainato da un trattore. Un grave infortunio che ha staccato il braccio e schiacciato gli arti inferiori al 31 enne di nazionalità indiana.
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Si chiamava Satnam Singh ed era soprannominato Navi il bracciante indiano di 31 anni che ha perso un braccio in un incidente di lavoro ed è morto per le ferite riportate. Il suo datore di lavoro Antonello Lovato, 38 anni, è indagato per omicidio colposo, violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro ed omissione di soccorso. Singh lavorava all’azienda agricola Lovato di via del Passo a Borgo Santa Maria in provincia di Latina.
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Non ce l’ha fatta, Satnam ‘Navi’ Singh, bracciante indiano di 31 anni. È morto dopo due giorni di calvario nel reparto di rianimazione dell’ospedale San Camillo di Roma. Aveva perso un braccio nel corso di un tragico incidente, lunedì mattina, in un campo di fragole a Borgo Santa Maria (Latina). Un macchinario, che serve ad avvolgere i teli che coprono le delicate colture, lo aveva artigliato nei suoi ingranaggi.
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"È il momento che tutti ci rendiamo conto di cosa siamo e di cosa è diventato il nostro Paese". Il direttore Enrico Mentana, durante l'edizione del TgLa7, ha commentato la tragica vicenda del giovane Satnam Singh, il bracciante indiano di 31 anni rimasto gravemente ferito in un incidente sul lavoro, lunedì 17 giugno, abbandonato in strada a Latina e infine morto all'ospedale San Camillo di…
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“Siamo sgomenti dalla tragica morte di Satnam Singh, il bracciante agricolo barbaramente abbandonato, alla stregua di un rifiuto, dopo il grave incidente agli arti superiori. Abbiamo deciso di indire il lutto cittadino a Cisterna, dove Satnam risiedeva, per il giorno delle esequie e di costituirci parte civile nel futuro procedimento. Il caporalato di cui è rimasto vittima il 31enne indiano va condannato fermamente e ci auguriamo che i responsabili…
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Non ce l’ha fatta Satnam Singh, il bracciante indiano che dopo aver perso un braccio mentre lavorava era stato lasciato in strada come un sacchetto di rifiuti a Borgo Santa Maria, nel territorio di Latina. L’uomo era rimasto ferito mentre lavorava ad un macchinario ed era stato abbandonato di fronte alla sua abitazione senza avvertire i soccorsi. Satnam è morto la mattina di mercoledì 21 giugno all’ospedale San Camillo di Roma
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Una riflessione sulla questione dei migranti in Italia Il direttore Enrico Mentana, durante l'edizione del tgLa7 delle 20, ha fatto il punto sulla situazione del giovane bracciante indiano, 31 anni, rimasto gravemente ferito in un incidente sul lavoro, lunedì 17 giugno, e morto all'ospedale San Camillo di Roma, questa mattina, 19 giugno. Cos'ha detto Mentana “Come tutti i braccianti di quella ditta; come tutti i braccianti o quasi, che ci sono nelle nostre campagne da Nord a Sud, come tanti altri…
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È morto Satnam Singh, il bracciante indiano sikh di 31 anni che, nella giornata di lunedì 17, mentre lavorava nell’azienda Agrilovato di Latina, ha subito un grave indicente sul lavoro, il suo braccio è stato tranciato di netto da un macchinario agricolo. Satnam era impiegato insieme alla moglie senza un regolare contratto e dopo il gravissimo incidente è stato caricato su un furgone e scaricato davanti la sua abitazione, a borgo Santa Maria, ancora a Latina, insieme a una cassetta contenente il suo arto.
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Dopo due giorni di agonia, un bracciante non ce l'ha fatta ed è morto a causa delle gravi lesioni riportate - Era stato portato d'urgenza con eliambulanza al San Camillo di Roma : Latina – Perde un braccio mentre lavora nei campi e viene abbandonato in strada prima di raggiungere l’ospedale. Roma – L’ospedale San Camillo Forlanini Non ce l’ha fatta, dopo due giorni di agonia in ospedale al San Camillo di Roma, l’operaio di origine indiana che…
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Non ce l'ha fatta il bracciante indiano vittima di un terribile incidente sul lavoro, mutilato a un arto e abbandonato gravemente ferito, col braccio tranciato: è morto oggi e lo choc che la notizia provoca è pari allo strazio che evoca e al dolore che suscita. No, non ce
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La posizione del datore di lavoro si aggrava LATINA (ROMA) – È morto il bracciante di origine indiana Satnam Singh, che lo scorso lunedì 18 giugno era rimasto coinvolto in un terribile incidente sul lavoro in un’azienda agricola di borgo Santa Maria, nella periferia di Latina. Il 31enne aveva perso il braccio destro che è stato mozzato da un macchinario avvolgi plastica a rullo trainato da un trattore.
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Satman e Alisha lavoravano insieme, fianco a fianco, nei campi delle campagne pontine. Erano arrivati insieme dall'India e non erano ancora riusciti ad ottenere il permesso di soggiorno. Il giorno della tragedia Alisha era lì ed è la vera testimone di questa incredibile tragedia.
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"Interpretando il sentire comune della nostra comunità, profondamente scossa dall'accaduto, e delle forze politiche tutte, che siedono in Consiglio comunale, preannuncio che domani provvederò attraverso apposita ordinanza ad indire il lutto cittadino, con l'esposizione della bandiera a mezz'asta, per la morte del giovane bracciante indiano", così il sindaco di Latina Matilde Celentano. Intanto il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha reso noto che…
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“E’ inaccettabile quello che è accaduto a Latina. Saranno le autorità giudiziarie a fare chiarezza, ma il quadro che sta emergendo in queste ore è agghiacciante. Un episodio disumano. Una intollerabile tragedia che inorridisce il mondo agricolo nazionale e conferma la necessità di tenere altissima la guardia contro il fenomeno del caporalato”. Così il presidente di Coldiretti Latina, Daniele Pili, nell’esprimere il proprio cordoglio e quello di tutta la Coldiretti per la morte del bracciante indiano, Satnam…
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Non ce l’ha fatta Singh Satnam, il giovane bracciante indiano che due giorni fa in provincia di Latina era stato abbandonato per strada come un animale, senza soccorsi, con un braccio amputato da un incidente sul lavoro, il braccio buttato lì a fianco, in un cassetta della frutta. Dopo due giorni di agonia Singh Satnam è morto oggi a Roma. Insistiamo sul nome, perché troppo spesso tra i diritti negati agli sfruttati c’è anche il diritto ad avere un nome proprio.
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Non ce l’ha fatta Satnam Singh, il bracciante di 31 anni di origine indiana, che lunedì pomeriggio era rimasto vittima di un incidente sul lavoro in un’azienda agricola di borgo Santa Maria, a Latina. È morto all’ospedale San Camillo di Roma, dove era ricoverato in gravi condizioni. Aveva perso un braccio, completamente staccatosi dal corpo dopo essere rimasto incastrato in un…
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LATINA – “Come Comunità Indiana del Lazio, non possiamo accettare una morte come questa di Satnam. C’eravamo già trovati di fronte a veri e propri atti disumani nei confronti dei tanti fratelli indiani che abitano e lavorano nella Provincia di Latina, ma mai avremmo pensato di trovarci addirittura davanti una morte. Una morte che forse si sarebbe potuta e si sarebbe dovuta evitare. Invece no. Satnam dopo due giorni di agonia non ce l’ha fatta.
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Roma, 19 giu. – E’ morto il l’operaio agricolo di nazionalità indiana, lasciato esanime davanti casa con un braccio tranciato da un macchinario, mentre lavorava nella campagne di Latina. Satnam Singh, 31 anni, lunedì è stato scaricato per strada, davanti alla sua abitazione senza un braccio e con le gambe lacerate. Lesioni che sarebbero state dovute all’azione di un macchinario. Trasportato in condizioni gravissime al San Camillo di Roma, non ce l’ha fatta.
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Ansa Si chiamava Satnam Singh. Aveva 31 anni, un bel pezzo di vita davanti. Per dare dignità a quella vita, dall'India, aveva scelto di venire a vivere e lavorare in Italia tre anni fa con suo moglie. E come tanti altri suoi connazionali si era stabilito nell'Agro Pontino, nella provincia di Latina, dove vivono migliaia di altri braccianti indiani di origine sikh che lavorano per lo più con contratti irregolari e in condizioni di gravissimo sfruttamento, assicurando…
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Sono arrivati in Italia con il sogno di una vita dignitosa e dopo tre anni Satnam Singh si trova in una bara e la moglie a piangere quell’uomo con cui condivideva ogni respiro. A rendere ancor più atroce quanto avvenuto nei campi dell’agro pontino c’è la storia di “Navi”, come lo chiamavano gli amici, e della compagna, che chiameremo Alisha, la storia di un rapporto…
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Il 31enne lavorava in una azienda agricola di borgo Santa Maria, nella periferia di Latina. L'incidente in cui ha perso un braccio è accaduto con l'avvolgiplastica a rullo trainato da un trattore. Le ferite sono risultate troppo gravi. La Procura di Latina ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, omissione di soccorso e violazione delle disposizioni in materia di lavoro irregolare. Il Comune di Latina ha già fatto sapere che si costituirà parte civile: «L'episodio…
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Ascolta ora 00:00 00:00 Non ce l'ha fatta Satnam Singh, il bracciante indiano di 31 anni che aveva perso il braccio mentre stava lavorando come bracciante nei campi di Latina. Purtroppo le ferite riportate a seguito del terribile incidente avvenuto sul posto di lavoro sono risultate troppo gravi. Cosa è successo La vicenda risale al pomeriggio dello scorso 17 giugno. Satnam Singh, che svolgeva la mansione di bracciante in un'azienda agricola di Borgo Santa Maria (Latina), era…
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È morto il bracciante indiano vittima di un incidente sul lavoro lunedì in una azienda agricola di Latina, rimasto mutilato per la perdita di un braccio (poggiato su una cassetta di frutta) e abbandonato dal datore di lavoro a casa sua. Nessuno dei «caporali» è intervenuto per soccorrerlo. Nonostante perdesse molto sangue, è stato lasciato solo: solo ma moglie disperata a vigilare su di lui. Poi portato al San Camillo in…
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