La furia dei bombardamenti israeliani su Beirut, mai così intensa dall’inizio dell’invasione, farebbe pensare il contrario, ma il cessate-il-fuoco potrebbe essere vicino. Secondo la stampa di Tel Aviv ci sono l’80% di probabilità che gli scontri si fermino a giorni. Mercoledì il nuovo leader di Hezbollah ha proclamato in tv di aver accettato il piano di pace americano e che «adesso la palla è ad Israele».
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«Gli israeliani sono ormai vicinissimi alle nostre posizioni. Hezbollah è in tutto il sud. La linea del fuoco si è avvicinata alle nostre basi. E Shama è un punto strategico». Andrea Tenenti, portavoce di Unifil, parla chiaro. Le battaglie infuriano lungo tutta la Blue Line e la guerra è sempre più vicina alle forze di pace. Cosa si sa di questa escalation? «Stiamo cercando di capire se gli attacchi siano deliberati o meno.
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Nessuno in pericolo di vita. Dalla base di Shama, quartier generale italiano nel Libano del sud, sono arrivate subito le prime rassicurazioni. Un sospiro di sollievo per tutti. Per i colleghi, per lo Stato maggiore, per il governo, ma soprattutto per amici e parenti di quegli oltre mille uomini delle forze armate schierati lungo la Blue Line. Una linea di confine (di demarcazione, come precisano da Unifil) che ora è diventata la linea…
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"Oggi due razzi hanno nuovamente colpito la base italiana di Shama. Due razzi lanciati da Hezbollah. Come gli otto di martedì. Oggi, come martedì, fortunatamente i nostri militari hanno riportato solo ferite superficiali. Oggi, come martedì, condanniamo questo atto di guerra verso i rappresentanti di una missione di pace. Possiamo solo condannarlo perché non abbiamo e non vogliamo interlocuzione con l'organizzazione terroristica di Hezbollah.
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“Quelli che hanno colpito la base Unifil “dovrebbero essere due missili, da quello che si vede, lanciati da Hezbollah. Ancora una volta è inaccettabile quello che sta accadendo e così come abbiamo detto a Israele di prestare la massima attenzione”, così “diciamo con altrettanta fermezza a Hezbollah che i militari italiani non si possono toccare. Se pensano di continuare a fare danni alle basi italiane hanno…
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MEDIO ORIENTE, RAZZI DI HEZBOLLAH SU UNIFIL IN LIBANO, QUATTRO MILITARI ITALIANI FERITI IN MODO LEGGERO. CROSETTO: “LE BASI NON SIANO UTILIZZATE COME SCUDO DA ISRAELE”. L’UNGHERIA IGNORA IL MANDATO D’ARRESTO PER NETANYAHU, E LO INVITA. La base Unifil presidiata dai militari italiani nel sud del Libano è entrata ancora nel mirino di Hezbollah. Due missili hanno causato quattro feriti, per fortuna non gravi.
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Sono tutti sardi i quattro militari della Brigata Sassari rimasti feriti nell’attacco alla base Unifil nelle vicinanze di Shama, in Libano. Il raid ( LA RICOSTRUZIONE) è stato compiuto dai miliziani Hezbollah con almeno due razzi, che hanno colpito un bunker e una postazione logistica. Fortunatamente, da quanto si apprende le condizioni dei quattro soldati non sono gravi. «Non sono in ospedale e hanno già parlato con i propri familiari, rassicurando loro di star bene», riferisce l’Ansa.
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Libano, attacco a Unifil, Tajani: "Italiani non si toccano. Se non sanno usare armi facciano altro" Quelli che hanno colpito la base Unifil "dovrebbero essere due missili, da quello che si vede, lanciati da Hezbollah. Ancora una volta è inaccettabile quello che sta accadendo e così come abbiamo detto a Israele di prestare la massima attenzione per impedire che la nostra base venisse attaccata, così diciamo con altrettanta fermezza a…
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"Sono vicina ai quattro militari italiani feriti nell'attacco alla base Unifil in Libano e alle loro famiglie, che vivono con apprensione questi momenti. Condanno con forza un'aggressione che mette a repentaglio la vita di chi lavora per la pace e viola il diritto internazionale, minando ogni possibilità di dialogo in una regione martoriata dalla guerra". Lo dichiara il ministro per le Riforme istituzionali, Elisabetta Casellati.
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