A Bologna si spala il fango e si affrontano i primi disagi da giorno feriale (anche con le scuole chiuse, domani riaperte) dopo l'alluvione di sabato notte. Una notte da incubo, in cui la furia dell'acqua si è riversata sulle strade della città dopo sei ore di pioggia caduta in quantità mai vista prima, 160 millimetri, ovvero la stessa che cade in due mesi di autunno. In città è esondato il torrente Ravone e l'Aposa è uscito dalla sua sede sotterranea e le sue acque hanno allagato via San Mamolo e dintorni.
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L’incubo è ricorrente. E la popolazione stremata. A un anno e mezzo dalle due alluvioni che nel 2023 fecero 17 morti e diversi miliardi di danni, a nemmeno un mese dalla nuova batosta di settembre soprattutto nel Ravennate, l’Emilia-Romagna torna sott'acqua. Da Cesenatico a Reggio Emilia, con il tributo più alto pagato stavolta nel Bolognese dove, a Pianoro, ha perso la vita un ragazzo di appena 20 anni.
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