Occhi puntati a Wall Street su Tesla che da inizio anno ha messo a segno una performance negativa. E il big californiano delle auto elettriche è ancora alle prese con complesse sfide. Prima un trimestre debole, la forte concorrenza cinese ma anche il voto degli azionisti alle porte che si pronunceranno sulla maxi remunerazione di Musk. Osservando il quadro tecnico, a livello tecnico un primo timido segnale di risposta c’è stato nelle ultime due sedute settimanali di…
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Tesla si è rivolta ai piccoli investitori del gruppo per votare a favore del maxi stipendio da 56 miliardi di Elon Musk. La notizia è arrivata pochi giorni dopo il no del fondo norvegese Nbim, che detiene lo 0,98% dell’azienda per un valore di 7,72 miliardi di dollari, alla cifra che renderebbe il Ceo dell’azienda americana il più pagato della storia. Il 13 giugno ci sarà l’assemblea annuale dei soci e il tempo per raccogliere assensi sta per scadere.
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Si allarga il fronte degli azionisti di Tesla contrari allo stipendio da 56 miliardi di dollari per l'amministratore delegato Elon Musk. In vista dell'assemblea dei soci del 13 giugno arriva la posizione del fondo sovrano norvegese che ha preannunciato il voto contrario al maxi stipendio, in linea con «il nostro voto sullo stesso premio nel 2018». Uno stipendio da 56 miliardi di dollari farebbe di Musk il ceo più pagato…
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Il conto alla rovescia è su un sito ad hoc, VoteTesla.com . Le ore corrono in vista dell’assemblea degli azionisti più controversa della storia della società automobilistica con la maggiore capitalizzazione: oltre 550 miliardi di dollari, ma con un vistoso -30% nel 2024. Tesla sta attraversando una fase complessa. Primo trimestre deludente , poi l’annuncio di un taglio del 10% ai posti di lavoro, concorrenza sempre più agguerrita in Cina da parte di una quantità di nuovi produttori di auto a batteria.
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