La legge dice stop ai furbetti che abusano dell’artigianato C’è una data che segna il confine tra l’ambiguità e la trasparenza per migliaia di imprese e milioni di consumatori: il 7 aprile 2026. Da quel giorno il termine ‘artigiano’ non potrà più essere usato con leggerezza o, peggio, in modo ingannevole. Infatti, la Legge annuale PMI, in vigore appunto dal 7 aprile, introduce una stretta sull’uso delle denominazioni “ artigianato ” e “artigianale“.
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TREVISO — Basta “artigiani” solo di nome. Dal 7 aprile entra in vigore una norma destinata a cambiare radicalmente il mercato: le denominazioni “artigianato” e “artigianale” potranno essere utilizzate esclusivamente dalle imprese regolarmente iscritte all’Albo. Una stretta voluta e sostenuta da Confartigianato, che introduce sanzioni pesanti contro gli abusi. Per chi utilizzerà impropriamente queste definizioni, la legge prevede una…
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GROSSETO Stop ai finti artigiani. Con la modifica dell’articolo 5 della Legge-quadro per l’artigianato (la numero 433 del 1985) è stato previsto un intervento di semplificazione delle procedure di iscrizione all’albo delle imprese artigiane e di rafforzamento giuridico della denominazione "artigianato". I nuovi commi, l’ottavo e il nono, sottolineano infatti che il riferimento all’artigianato è riservato solo alle attività iscritte all’albo delle imprese artigiane.
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“È urgente procedere con tempestività e in via autonoma all’adeguamento della normativa regionale, garantendo una piena ed immediata applicazione delle nuove disposizioni. Senza rinvii, senza subordinare questo passaggio a riforme più ampie, senza compromessi. Si tratta di decidere da che parte stare. Dalla parte di chi usa parole vuote per vendere di più,o dalla parte di chi ogni giorno costruisce valore vero, spesso in silenzio”.
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Dal 7 aprile costerà caro utilizzare i termini «artigianato» e «artigianale» senza averne i requisiti previsti dalla legge: potranno fregiarsene esclusivamente le imprese artigiane iscritte all’Albo, secondo quanto stabilito dalla normativa che entrerà in vigore il giorno dopo Pasquetta. Sono previste sanzioni fino all’1% del fatturato, con un minimo di 25 mila euro, per l’uso improprio dei due termini.
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