Abbiamo quindi scoperto quanto sia cruciale lo stretto di Hormuz per la nostra agricoltura. E potrebbe essere un assist, per passare ad altre coltivazioni, migliorare l'uso dei concimi e produrre altri fertilizzanti, decisamente differenti. La guerra in Iran e il blocco dello stretto di Hormuz – appena revocato, ma la tregua durerà? – non hanno messo in crisi solo l’approvvigionamento e la distribuzione mondiale del petrolio, ma anche quella del fertilizzanti, e quindi dell’agricoltura mondiale.
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La speranza iniziale di una risoluzione rapida sembra essere stata spazzata via dalla realtà con una tensione internazionale che non trova soluzioni e continua, anzi, a produrre i suoi effetti sull'economia. A pagare dazio poi sono come sempre i cittadini. L'inflazione vola, in Italia le stime di Oxford Economics parlano di un +1,1% nel 2026, peggio di praticamente tutti i grandi paesi del mondo, il doppio della media attesa in Unione Europea
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Non è un accordo. Almeno non è ancora l’accordo che sigilla “una pace duratura”. Ma di sicuro l’annuncio dell’apertura dello Stretto di Hormuz è il primo vero passo cruciale verso la “nuova normalità” dei flussi nello Stretto. La prima condizione per la trattativa più ampia che partirà già questo week-end a quanto pare. Oltre che un buon auspicio per l’inflazione dei prossimi mesi. Lì dove il rischio Hormuz, seppure dimezzato (o…
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Dai timori dell’Europa per le scorte di carburante ai rapporti tra Italia e Stati Uniti dopo gli ultimi attacchi di Trump. Le conseguenze economiche e diplomatiche del conflitto. Nello Sky Cube insieme a Tonia Cartolano ci saranno Andrea Bignami e Rolla Scolari.
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Roma, 17 apr. – “Siamo fortemente preoccupati per gli effetti economici sul settore agroalimentare dovuti al conflitto in atto in Medio Oriente e in particolare dalla chiusura prolungata dello stretto di Hormuz, snodo commerciale strategico per il passaggio di numerose materie prime essenziali, che, direttamente e indirettamente, sono necessarie per le nostre coltivazioni e alle nostre produzioni alimentari”.
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La guerra contro l’Iran ha un impatto globale. La chiusura dello stretto di Hormuz, il rallentamento dei passaggi delle navi petrolifere e non solo, costano alle famiglie italiane fino a 950 euro in più all’anno. Una cifra che va considerata alla luce degli aumenti delle bollette di gas e luce, del costo del carburante alla pompa di benzina e degli effetti indiretti sul trasporto dei beni alimentari e delle materie prime.
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Ma da dove arriva il carburante che mettiamo nei nostri serbatoi? E soprattutto, quanto siamo vulnerabili se le rotte marittime del Medio Oriente dovessero chiudersi? LA NUOVA MAPPA DEL PETROLIO ITALIANO (DATI 2025-2026) Dopo l'addio forzato al greggio russo nel 2022, l’Italia ha ridisegnato i suoi canali di approvvigionamento. Oggi la nostra mappa dei fornitori è più diversificata, ma non per questo priva di rischi.
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La possibile escalation della crisi tra Iran e Stati Uniti rischia di avere effetti diretti sulle tasche degli italiani, con un aumento fino a 950 euro annui per famiglia tra bollette, carburanti e assicurazioni. È quanto emerge da un'analisi di Facile.it, che fotografa i rincari già in atto e quelli attesi nei prossimi mesi. Dalle bollette luce e gas, fino alla benzina e diesel, qual è l'impatto del conflitto sulle spese "irrinunciabili" delle famiglie? Vediamo cos'è emerso dall'analisi di…
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È innegabile che i bombardamenti di Trump e Nethanyau sull’Iran, che hanno provocato la chiusura dello Stretto di Hormuz, abbiano conseguenze sul commercio di tante merci. A cominciare da petrolio e gas. E che questo a cascata abbia fatto crescere il costo della benzina e in genere dei carburanti. Tanto per avere un’idea di come funziona l’economia, i prezzi sono saliti anche negli Stati Uniti che sappiamo da qualche anno sono assolutamente autonomi dal punto di vista delle fonti fossili
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