L'assistente capo del commissariato Mecenate Carmelo Cinturrino avrebbe chiesto quotidianamente denaro e droga ad Abderrahim Mansouri, il marocchino di 28 anni ucciso dal poliziotto con un colpo di pistola alla testa il 26 gennaio nel boschetto della droga di Rogoredo durante un controllo antispaccio. È quanto è emerso dal racconto di alcuni conoscenti della vittima, ora al vaglio degli inquirenti.
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Il leader della Lega e Piantedosi furono i primi a condannare l'inchiesta nei confronti del poliziotto: "Più legittima difesa di così. Serve la tutela legale". Poi anche la premier Meloni aveva accusato i magistrati di "doppiopesismo". Il fatto di cronaca così era diventato la prova della necessità di una nuova norma. Ora dal lavoro degli inquirenti sta emergendo un quadro grave e opposto Il pusher ucciso a Rogoredo e l’indagine nei confronti del…
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Sparatoria Rogoredo, Decorato (FdI): "Io sempre con le divise ma deciderà la magistratura" 21 febbraio 2026 “Noi siamo sempre per le divise, io se devo scegliere, devo scegliere e scelgo sempre una divisa. Anche perché, come avete visto nel caso Ramy, quello che guidava il motorino è in galera con una condanna a due anni e mezzo perché gli hanno trovato droga, soldi rubati, per cui le indagini sono affidate alla magistratura.
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Voci che si aggiungono a quelle che già da tempo girano. Nuovi dubbi, nuove storie. Questa volta con protagonisti diretti loro due: Abderrahim Mansouri, il pusher ventottenne ammazzato lo scorso 26 gennaio nel bosco della droga di Rogoredo, e Carmelo Cinturrino, l’assistente capo della polizia che lo ha ucciso con un colpo di pistola alla testa. “Ho sparato per paura, lui mi ha puntato contro la …
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L'assistente capo Carmelo Cinturrino avrebbe chiesto quotidianamente denaro e droga ad Abderrahim Mansouri, il marocchino di 28 anni ucciso dal poliziotto con un colpo di pistola alla testa il 26 gennaio nel boschetto della droga di Rogoredo durante un controllo antispaccio. Emerge dai racconti di alcuni conoscenti della vittima, ora al vaglio degli inquirenti. Qualcuno avrebbe anche quantificato le richieste che sarebbero state di 200 euro e cinque…
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«Conosco abbastanza bene quel posto. Ho fatto circa quaranta arresti lì l’anno scorso e quest’anno quattro». Carmelo Cinturrino, 41 anni, assistente capo, è il «più anziano» della squadra investigativa del commissariato Mecenate. Non il più alto in grado, ma il più esperto e «operativo». Arresti a ripetizione, come ci terrà a ricordare a verbale nel primo interrogatorio poche ore dopo lo sparo di Rogoredo…
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L'assistente capo, 41 anni, del commissariato di Mecenate è indagato per omicidio volontario. Testimonianze raccolte dagli inquirenti parlano di richieste quotidiane di denaro e droga e di pressioni sugli spacciatori della zona. Altri quattro agenti sono indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso, mentre emergono dubbi sul metodo operativo e sul ruolo dominante di Cinturrino nella squadra ascolta articolo L'assistente capo Carmelo Cinturrino…
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«Mi ha detto di tornare in commissariato a prendere lo zaino. Non l’ho aperto, non sapevo cosa ci fosse dentro». Le parole dell’agente arrivano al termine di un interrogatorio drammatico. Il 28enne, indagato per favoreggiamento e omissione di soccorso con altri tre colleghi, era il poliziotto più vicino a Carmelo…
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L'ipotesi di richieste di "pizzo" avanzate dall'agente di polizia al pusher che nell'ultimo periodo avrebbero portato a dissapori e tensioni. È uno dei temi su cui stanno lavorando gli investigatori della Squadra Mobile di Milano nell'indagine coordinata dal pm Giovanni Tarzia e dal procuratore Marcello Viola sulla morte di Abderrahim Mansouri, ucciso il 26 gennaio nel boschetto di Rogoredo durante un controllo anti-spaccio, dall'assistente capo Carmelo…
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Non basta più ricostruire il “come”. Nell’inchiesta della Procura di Milano sull’omicidio di Abderrahim Mansouri, pusher 28enne ucciso a Rogoredo con un colpo di pistola esploso da circa 25 metri, la domanda decisiva è diventata un’altra: perché. Perché a sparare è stato l’assistente capo Carmelo Cinturrino, 42 anni, in servizio al commissariato Mecenate; perché la prima versione della legittima difesa – fondata sull’idea che Mansouri impugnasse…
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True Alessandro Da Rold Milano, i poliziotti rispondono al pm Polizia di Stato e divisione scientifica in via Cassinis, per i rilievi dopo la sparatoria del 26 gennaio (Ansa) Per la morte del pusher magrebino, sentiti ieri gli uomini accusati di favoreggiamento e omissione di soccorso. Si rafforza l’ipotesi di omicidio volontario per chi ha sparato.L’inchiesta sulla morte del pusher marocchino Abderrahim Mansouri ruota attorno a due snodi decisivi che, insieme, stanno orientando il lavoro della Procura di Milano: se il ventottenne avesse o…
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– Al Corvetto lo conoscono tutti come Luca. Quello, però, non è il suo vero nome di battesimo. Sì, perché Luca sarebbe in realtà Carmelo Cinturrino, il quarantaduenne assistente capo del commissariato Mecenate indagato per l’omicidio del pusher ventottenne Abderrahim Mansouri. Il poliziotto lavora da anni negli uffici di via Tertulliano e frequenta quotidianamente le zone più calde del suo…
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Si scava nel passato di Carmelo Cinturrino. Ora l'inchiesta della Procura di Milano per l'omicidio volontario di Abderrahim Mansouri - pusher ucciso a Rogoredo con un colpo di pistola esploso da circa 25 metri di distanza dall'assistente capo del commissariato Mecenate, che inizialmente ha detto di aver sparato per legittima difesa dopo aver visto il 28enne impugnare un'arma, dimostratasi caricata a salve…
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In partenza, sulla scorta delle concordanti dichiarazioni di cinque agenti e dei primi rilievi, nessuna tragedia più di quella di Rogoredo sembrava «evidente» legittima difesa di un poliziotto, davanti a uno spacciatore che in un controllo antidroga gli stesse per sparare con la pistola in mano poi rivelatasi sfortunatamente solo una arma a salve. Tanto che dal governo, nei giorni del decreto legge (ancora non in vigore) che introduce appunto la non iscrizione nel registro degli indagati quando appaia «evidente che il…
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Precipita a tutta velocità la posizione di Carmelo Cinturrino, il poliziotto milanese accusato di omicidio volontario per la morte di un pregiudicato maghrebino, raggiunto alla testa da un colpo sparato dall’agente nel pomeriggio del 26 gennaio. A segnare il brusco peggioramento della situazione sono da un lato le dichiarazioni del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che appoggiano esplicitamente la linea dura seguita fin dall’inizio dalla Procura della Repubblica («Sono compiaciuto che la polizia di Stato sia in grado di fare…
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Serata movimentata lungo la SS6 Casilina, dove un controllo dei Carabinieri si è trasformato in un inseguimento culminato con un arresto per droga e resistenza a pubblico ufficiale. Nella giornata del 18 febbraio scorso, i militari del Reparto Operativo – Nucleo Investigativo – del Comando Provinciale di Frosinone hanno tratto in arresto un 35enne domiciliato ad Acuto, colto nella flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze…
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Arrestato a Bastia mentre vendeva cocaina (Bastia Umbra) I Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Assisi (PG) hanno arrestato in flagranza di reato un 26enne albanese, senza fissa dimora, ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Beccato mentre spacciava a un 50enne perugino. Nel corso di mirate attività preventive, finalizzate al contrasto del traffico di sostanze stupefacenti, condotte nel centro di Bastia Umbra, i militari hanno sorpreso il…
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Dovrà scontare oltre sei anni di reclusione il 52enne del posto arrestato ieri dai Carabinieri della Stazione di Frosinone, in esecuzione di un’ordinanza di sospensione degli arresti domiciliari con contestuale accompagnamento in carcere, emessa dalla Procura Generale della Repubblica presso il Tribunale di Roma. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, si trovava ai domiciliari per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
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