Il vincitore della Palma d'Oro all'ultimo Festival di Cannes si rivolge all’ONU con un appello contro la guerra tra Iran e Israele e chiede la fine del regime di Teheran, denunciando decenni di oppressione Jafar Panahi, regista iraniano da anni in conflitto con il regime di Teheran, ha lanciato un appello pubblico via Instagram in cui denuncia la guerra tra Iran e Israele (DIRETTA) chiedendone l’immediata cessazione.
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Le bombe piovono sulla capitale e risvegliano i traumi del conflitto con l’Iraq. Internet salta, i blackout diventano frequenti, i bancomat non funzionano. Nelle strade di Teheran il traffico ferma chi cerca il futuro altrove, a nord, mentre i missili di Israele sventrano palazzi alla ricerca degli Ayatollah, che intanto strozzano ancor di più il popolo. È una storia drammatic…
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Nella notte tra il 12 e il 13 di giugno, Israele ha attaccato Tehran, la capitale della Repubblica islamica e altre aree del Paese, con l’obiettivo di colpire i principali vertici dell’esercito iraniano e i siti nucleari. Per Israele, l’attacco sarebbe stato funzionale a sventare un “olocausto nucleare” che avrebbe coinvolto lo Stato ebraico: in realtà, si è trattato dell’ennesimo attacco arbitrario e immotivato che non trova alcuna giustificazione valida in un rischio relativo al…
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Attacco improvviso ed imprevisto di Israele al nucleare iraniano? No, assolutamente no, considerato che alla vigilia dell'operazione le misure adottate dagli Stati Uniti nei riguardi del proprio personale nella regione hanno fatto comprendere a tutti che qualche cosa di grave stava per accadere nel tormentato teatro mediorientale. E non era necessario un grosso sforz…
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Iraj Mesdaghi è uno scrittore e attivista per i diritti umani di origine iraniana, nato a Teheran. Per essere stato un oppositore al regime teocratico della Repubblica islamica è stato prigioniero politico nelle carceri di Ghazelhasar, Evin e Gohardasht per oltre 10 anni, dal 1981 al 1991. In seguito è stato rilasciato, ma è stato costretto nel 1994…
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È possibile esultare se la propria terra viene bombardata? Se il potere nel tuo Paese è detenuto dal 1979 dai ‘Guardiani della rivoluzione’ che reprimono libertà e diritti si può, e gli iraniani lo stanno dimostrando. Intellettuali, dissidenti e giovani si stanno schierando senza mezzi termini contro il regime teocratico e sperano nella caduta degli ayatollah. I giovani oppositori alla Repubblica islamica esultano per la distruzione dei lussuosi palazzi dei…
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Cronache e prime riflessioni mentre cadono le bombe su Teheran. L’irruzione della guerra nel cuore della notte Erano le due del mattino. Una videochiamata con un’amica a Teheran si è trasformata all’improvviso nella visione in diretta di un incubo: la prima ondata dell’attacco israeliano contro l’Iran. Le case tremavano, il cielo era attraversato dai rumori dei missili e dei bombardamenti e le strade erano sommerse dal fumo, dalle urla e dall’abbandono.
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Cosa sta succedendo e che impatto può avere la guerra sul regime teocratico di Teheran, ma soprattutto su una popolazione che da anni si mobilita? Lo chiediamo ad Alì Ghaderi, dirigente dei Fedayn del Popolo Iraniano, parte della Resistenza iraniana Mentre era appena partito il riposizionamento tattico dei governi occidentali nei confronti di un imperialismo israeliano sempre più indifendibile anche per loro è arrivato l’attacco all’Iran, che ha fatto fare una mezza marcia indietro alle…
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PUBBLICITÀ L'attacco di Israele contro l'Iran non è stato solo un colpo militare, ma una sfida diretta al regime iraniano in un momento critico a livello regionale e internazionale, ponendo Teheran a un bivio esistenziale: O risponde, o perde la sua posizione di potenza regionale in ascesa. Rispondere a Israele per il regime iraniano è una scelta strategica Per Teheran rispondere agli attacchi israeliani non è solo una scelta sovrana, ma una necessità…
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In questo momento il destino «della Repubblica Islamica e del suo establishment s'intreccia con quello di tutto l'Iran, ogni danno al sistema di potere è un danno all'Iran». Lo ha detto Javad Emam, portavoce del Fronte Riformista, cartello dell'opposizione legale iraniana legata alla figura dell'ex presidente Mohammad hatami, in un appello all'unità patriottica di fronte ai raid israeliani.
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Nei rovesciamenti istituzionali, è storia, per prima cosa va spento il segnale televisivo. Quel che è accaduto ieri a Teheran, per mano degli aerei israeliani, non è casuale: rientra perfettamente nella strategia di Netanyahu: rovesciare il regime teocratico e riportare la democrazia in Iran. La diretta televisiva interrotta dalla tv di Stato, con una conduttrice che fugge mentre lo studio sta per crollarle addosso, fornisce agli spettatori…
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Al di là della sacrosanta volontà di intervenire nel tentativo di bloccare per tempo i programmi nucleari di Teheran, le operazioni condotte dalle forze armate di Tel Aviv sembrerebbero rientrare in un piano ben più ampio e complesso che conduce direttamente all’obiettivo principe del governo di Israele: il “regime change”, ovverosia, il rovesciamento della teocrazia integralista al potere in Iran dalla rivoluzione islamica del 1979
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In esclusiva, il Corriere pubblica l'appello degli artisti e gli attivisti iraniani che chiedono la cessazione dell’arricchimento dell’uranio da parte della Repubblica Islamica e la fine della guerra, degli attacchi militari alle infrastrutture vitali e delle uccisioni di civili in entrambi i Paesi «Noi, firmatari di questa dichiarazione, sottolineando con…
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Il livello di distruzione che l’Iran subisce in questi giorni ha un solo precedente nella sua storia recente: è la guerra con il vicino Iraq del 1980-1988. È un lontano ricordo per molti iraniani, per altri è preistoria, visto che il paese ha una popolazione mediamente assai giovane. Ma i due eventi, pur con le enormi differenze, hanno in comune una genesi analoga: un micidiale errore di calcolo della stessa leadership islamica, con al centro la figura della guida suprema Ali Khamenei
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Può rivelarsi un passo falso quello di aver dato alla campagna «Rising Lion» un doppio obiettivo da realizzare per giunta nel giro di quattordici giorni. Doppio obiettivo che consisterebbe nella distruzione degli impianti nucleari militari e nella realizzazione di un cambio di regime. E lo è, un passo falso, per cinque motivi. Primo: la messa fuori uso degli impianti gode, a differenza del «regime change», di un elevato grado di legittimazione internazionale.
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