Rieti e la crisi del commercio: persi il 26% dei negozi in 12 anni. Lo studio di Open Rieti Tra il 2012 e il 2024, l’Italia ha perso quasi 118mila negozi al dettaglio e oltre 23mila attività ambulanti, mentre il comparto della ristorazione e dell’alloggio è cresciuto di 18.500 unità. A fotografare la situazione è lo studio “Demografia d’impresa nelle città italiane” curato da Confcommercio con il centro studi Tagliacarne ed elaborato da Open Rieti.
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Le città italiane stanno affrontando una crisi silenziosa ma inesorabile: la desertificazione urbana. Secondo un'analisi di Confcommercio, negli ultimi dodici anni il commercio al dettaglio ha subito un colpo devastante, con la chiusura di quasi 118.000 negozi e 23.000 attività ambulanti. Parallelamente, si è registrata una crescita significativa delle attività di alloggio e ristorazione (+18.500) e un'impennata dell’imprenditoria straniera (+41,4%)…
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) ha perso il 15,6% dei suoi negozi, ma pur essendo negativo il dato risulta il migliore a livello regionale. È quanto emerge dall’ultima ricerca diffusa dall’Ufficio Studi di Confcommercio nazionale, che mette in luce una condizione di diffusa difficoltà. Prato è quindi la città che ha resistito maggiormente. Guardando alle altre città, la classifica regionale vede Pistoia all’ultimo posto (29,9%), seguita da Livorno (-28,5%), Arezzo (-26,2%), Massa (-25,8%), Lucca e Grosseto…
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La città di Pesaro è tra le più colpite in Italia dalla desertificazione commerciale degli ultimi 12 anni. A dirlo è l’annuale report “Demografia d’impresa nelle città italiane”, realizzato da Confcommercio in collaborazione con il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, che analizza l’andamento delle attività economiche nei centri urbani. Pesaro si colloca al terzo posto nazionale per chiusura di esercizi commerciali, con un calo del -32,4% nel commercio al dettaglio tra…
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Un’onda anomala sta colpendo i negozi del capoluogo polesano: per ogni nuova apertura, quasi tre negozi hanno abbassato la saracinesca. Si tratta del peggior risultato degli ultimi dieci anni e Rovigo non si salva. Il centro storico, infatti, è stato il più colpito, con ben 68 esercizi che hanno cessato l’attività tra il 2019 e il 2024. Per approfondire : E i negozianti che resistono? Per loro la vicinanza dell’amministrazione è fondamentale.
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“Firenze sta perdendo pezzi importanti della sua identità commerciale. E la notizia della chiusura della libreria Alzaia, che mette sale sulle ferite, è il segno lampante della crisi demografica che sta riguardando il commercio non solo a Firenze, ma in tutte le città italiane. Secondo l’ultima indagine di Confcommercio nazionale, tra 2024 e 2012 solo nei Comuni capoluogo di provincia hanno chiuso i battenti quasi 118mila negozi al dettaglio e 23mila attività di commercio ambulante.
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Dal 2012 a oggi in città ha chiuso un negozio su quattro. Negli ultimi dodici anni, in Italia, sono spariti quasi 118mila negozi al dettaglio e 23mila attività di commercio ambulante. In crescita le attività di alloggio e ristorazione (+18.500). Nello stesso periodo, nel commercio, negli alberghi e nei pubblici esercizi, si registra una forte crescita di imprese straniere (+41,4%). Mentre quelle a titolarità italiana segnano solo un +3,1%.
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«La notizia della chiusura della libreria Alzaia mette sale sulle ferite, è il segno lampante di una città, Firenze, che sta perdendo pezzi importanti della sua identità». A parlare è il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni. Il fatto di cronaca da cui parte la sua analisi, raccontato da Repubblica, è la chiusura — una lunga pausa, almeno un anno — della libreria Alzaia per via dei r…
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Lo scorcio di corso Italia che incontra via Prina è sfitto. Dopo la chiusura a dicembre di Angolo Visionnaire, ora anche le vetrine di Bon Bon si stanno svuotando. Le titolari dei due negozi hanno scelto di spostare le proprie attività a Galliate. «Tra locazione e altre spese ho calcolato che risparmierò 1.700 euro al mese - spiega Jessica Maugeri di Bon Bon -. Qui invece i costi da sostenere son…
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Centri urbani «sempre più a rischio desertificazione». L’allarme sul territorio nazionale è di Confcommercio, che ha pubblicato l’annuale analisi sulla demografia d’impresa in tutte le città d’Italia, compresa Vercelli, tracciando un bilancio di quanti negozi sono spariti negli ultimi dodici anni. La città del riso segue l’andamento nazionale e fa segnare un bilancio negativo: nel 2012 le impres…
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Qua e là nel centro storico ci sono ancora le vecchie insegne mai sostituite. Buone per un regista che sceglie Pisa per girare un film dalle tinte rétro. I souvenir acchiappa turisti hanno rimpiazzato i vecchi alimentari di quartiere, borse e zainetti di pelle hanno conquistato la lavasecco. In cartoleria ora vengono serviti taglieri di salumi e formaggi accompagnati da un calice di rosso toscano. La geografia del tessuto commerciale pisano ha cambiato pelle.
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Di Mario Ferrari PISA Secondo il report di Confcommercio, Pisa ha perso dal 2012 mediamente 22 negozi l’anno. Oltre a coloro che se ne sono andati, ci sono anche quelli che resistono. Persone con un volto e una voce che, ogni giorno, si svegliano al mattino per aprire la saracinesca della loro attività e offrire un servizio indispensabile per i pisani, nonostate tutte le difficoltà. Ma come invertire questa tendenza? Per l’imprenditore Alessandro Trolese la priorità è "la…
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"Firenze sta perdendo pezzi importanti della sua identità commerciale". Lo segnala il direttore di Confcommercio Toscana, Franco Marinoni , commentando l’ultima indagine nazionale condotta dall’associazione di categoria che ha analizzato il trend tra il 2012 e il 2024 nelle città italiane (capoluoghi di provincia più i 15 comuni con capoluogo più popolosi) in cui, stando alla ricerca, hanno chiuso i battenti quasi 118mila negozi al dettaglio e 23mila attività legate al commercio…
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E’ un’analisi attenta e ricca di spunti, ma anche di provocazioni quella di una lettrice che - avendo seguito il dibattito sul commercio di questi giorni nelle colonne della Voce di Rovigo - ha scritto alla redazione per dire la sua. Riportiamo il suo punto di vista, articolato, e che non fa sconti, nemmeno ai commercianti. Per approfondire : “E’ indubbiamente preoccupante vedere tante attività chiudere e numerose famiglie trovarsi in difficoltà economica - premette la signora Lucia - Si parla spesso delle cause di…
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I dati preoccupano: 109 attività che hanno abbassato le saracinesche nel capoluogo polesano dal 2019 al 2024, a ritmo di 22 all’anno, sono il risultato di quello che le associazioni di categoria locali denunciano e lamentano da anni oramai. Ma non ci si può arrendere. Non lo può fare il mondo economico e non se lo possono permettere le amministrazioni. A cui fanno appello sia Stefano Pattaro, presidente di Confcommercio Rovigo e Vittorio Ceccato, vicepresidente di Confesercenti Venezia e Rovigo.
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Parma è tra le città che reggono meglio alla desertificazione commerciale. Per numero di imprese attive, in regione Parma è seconda solo a Bologna. Indagine nazionale condotta da Confcommercio. Nel video del 12TgParma, i dati e le interviste.
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Tra il 2012 e il 2024, in Italia, sono spariti quasi 118mila negozi al dettaglio e 23mila attività di commercio ambulante, e Varese è una delle città che ne ha persi di più in Italia, tanto da posizionarsi nei primi 5: a dirlo è l’annuale analisi sulla “Demografia d’impresa nelle città italiane”, realizzata dall’Ufficio Studi di Confcommercio in collaborazione con il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne.
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La crisi del commercio: a Bolzano chiudono i negozi ma aprono bar, ristoranti e hotel A Bolzano, nell'arco di 12 anni, sono 156 gli esercizi che hanno cessato l’attività, dei quali 75 in centro e 81 in periferia. Aprono invece bar, ristoranti e Hotel: 47 nel solo capoluogo altoatesino. "Il vero motivo è uno solo: gli acquisti on line vincono su quelli in negozio", così Confesercenti BOLZANO. Si chiudono le serrande dei negozi, si alzano quelle di bar…
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