A mezzo secolo di distanza, la morte di Pier Paolo Pasolini rimane una ferita aperta nella coscienza nazionale. Tra misteri, processi, ritrattazioni e teorie del complotto, l'assassinio del poeta, regista e scrittore resta un simbolo delle contraddizioni di un Paese che non ha mai smesso di specchiarsi nella sua ombra. La mattina del 2 novembre 1975, all'Idroscalo di Ostia, il corpo martoriato di Pasolini giaceva nel fango.
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Approfondimenti:
Cinquant’anni fa, nella notte tra il giorno dei Morti e quello di Ognissanti, moriva Pier Paolo Pasolini: ucciso a bastonante, poi schiacciato sotto le ruote di un’Alfa, nel piazzale buio dell’idroscalo di Ostia. Poeta, scrittore e regista, vittima di un omicidio su cui la verità è ancora troppo parziale. Gli esecutori – non certo e non solo l’unico condannato, l’allora diciassettenne Pino Pelosi – e soprattutto i mandanti sono rimasti un mistero: uno tra i…
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Il settimanale culturale della Gazzetta del Mezzogiorno - lo ricorda con numero monografico. Un lungo viaggio tra le pieghe di un pensiero scomodo (per tutti), tra scritti corsari e sguardi a colori, con il cuore sempre rivolto a un Sud metafisico e contadino insieme. Pasolini l'intellettuale che guastò la festa alla borghesia, il poeta, il regista, l'intervistato e l'intervistatore (memorabile il dialogo con Ezra Pound), il difensore delle architetture identitarie.
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Da Fregene a Sabaudia e a Chia Dino Pedriali ha raccontato più volte d’aver incontrato Pier Paolo Pasolini nel mese di agosto del 1975 a Fregene, sul litorale laziale. Sosteneva di averlo incrociato altre volte, anche se non sappiamo bene in quali occasioni. Di certo frequentava il mondo dei giovani borgatari, cui lo scrittore e poeta era legato. All’epoca Dino aveva ventiquattro anni. L’occasione in quella estate del ’75 gli fu offerta dal gallerista Luciano Anselmino per cui Pederiali lavorava.
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– “Abbiamo perso prima di tutto un poeta. E poeti non ce ne sono tanti nel mondo: ne nascono tre o quattro soltanto, in un secolo. Quando sarà finito questo secolo – pronunciò Alberto Moravia nell’orazione funebre - Pasolini sarà tra i pochissimi che conteranno come poeta. Il poeta dovrebbe esser sacro”. Non sapremo mai cosa Pasolini avrebbe detto e pensato dei nostri giorni, dei nostri tempi, delle guerre, delle rivoluzioni sociali e tecnologiche, del futuro che ci…
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Mostra–performance a 50 anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini. Comunicato stampa SIAMO TUTTI IN PERICOLO Mostra–performance a 50 anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini A cura di Alessandro Asciutto con Sally Smart, Rä Di Martino, Miltos Manetas, Paolo Buggiani, Monica Stambrini, Corrado Sassi, Heidrun Schleef, Federico Caruso, Sasà, Niccolò Berretta, Guido Gazzilli, Litografia Bulla, Alessandro Giannì, Federica di Giacomo, Monica Stambrini, Alberto di Fabio, Mare, Martha Micali, Sirio Bertani, Alessandra Ciniselli, Priscilla Terenzi, Emanuele Parmegiani…
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Una morte violenta la sua, che Pierpaolo Pasolini aveva previsto. E annunciato in ogni opera, con indicazioni e descrizioni più o meno dettagliate degli eventi che l’avrebbero portato a quella tragica fine. Una morte «teorizzata, profetizzata, esibita» come ultimo atto creativo, sfida e scelta di libertà attraverso «il linguaggio muto dell’azione». È l’intuizione e la chiave di lettura dell’amico pittore Giuseppe Zigaina, friulano come lui, che dopo la morte di Pasolini…
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Pasolini, un torneo al Foro Italico celebra i 50 anni dalla morte dell'intellettuale 1 novembre 2025 E' stato Ninetto Davoli a dare il calcio d’inizio del quadrangolare “PPP50: Pasolini segna ancora”, un evento che celebra i 50 anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini. Allo Stadio dei Marmi “Pietro Mennea” di Roma, messo a disposizione da Sport e Salute, si sono affrontate quattro squadre speciali: la Nazionale Attori, l’Osvaldo Soriano International Football Club, la…
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Cinquant’anni dopo la sua morte, il network LaC rende omaggio a Pier Paolo Pasolini con articoli, approfondimenti e speciali Tv. L’appuntamento culminerà il 2 novembre con una giornata intera di memorie e approfondimenti dedicati alla figura e all’eredità del grande intellettuale. C'è un video che circola sui social. Donald Trump sul palco, gesticola, urla, insulta i giornalisti. La folla impazzisce.
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Tra le vie del Quadraro prende forma Sbandierata a Pasolini, evento curato da Spazio Y all’interno della rassegna Piangiamo Pasolini Il 2 novembre 2025, tra le vie del Quadraro, prende forma Sbandierata a Pasolini, evento curato da Spazio Y all’interno della rassegna Piangiamo Pasolini. Un’iniziativa promossa dal Museo delle Periferie – Azienda Speciale Palaexpo per PPP Visionario, nel cinquantesimo anniversario dell’omicidio di Pier Paolo Pasolini
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L’angoscioso ‘pieno’ dell’ennesima celebrazione pasoliniana sembra segnalare un vuoto, o almeno un limite, della scena culturale corrente. L’idea che va per la maggiore indica in Pasolini colui che comprese anzitempo la fatale deficienza politica della letteratura, o meglio, della parola scritta, e volle disperatamente contrastarla facendosi immagine tramite il corpo. Ma che il significato più profondo dell’opera pasoliniana sia di ordine corporeo, che proprio da questo ordine derivi, al di là del…
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Quando parla di Pier Paolo Pasolini, Dacia Maraini sorride. Una delle ultime vere signore della letteratura italiana, Maraini ha condiviso con il poeta di Casarsa gli ultimi anni della vita, fatta di momenti di intima amicizia, di viaggi insieme ad Alberto Moravia e Maria Callas ma anche di condivisione professionale. Nel suo libro ricordo del 2022, Caro Pier Paolo, ne ha tracciato un ritratto personale facendo emergere il Pasolini privato, più complesso…
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Mattinata di sole e spalti gremiti allo Stadio dei Marmi per il “Quadrangolare Pasolini”, organizzato in occasione dei cinquant’anni dalla morte del regista, scrittore e intellettuale. Un evento che ha unito sport, cultura e memoria nel nome di un uomo che del calcio fece anche un linguaggio poetico. Gli ospiti e la conduzione A condurre la giornata Marino Sinibaldi e Andrea Vianello, affiancati da ospiti d’eccezione come Marco Tardelli, Ninetto D’Avoli e Francesco Repice — che ha anche commentato in diretta…
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È trascorso giusto mezzo secolo da quel 2 novembre del 1975, ovvero da quando all’alba il corpo massacrato («fracasao», volendo citare il poeta gradese Biagio Marin) di Pier Paolo Pasolini, orrendamente scerpato dalla vita e da quella «disperata vitalità» che in vita lo teneva e lo sosteneva, venne trovato ai bordi di un desolato e polveroso campetto di calcio circondato sullo sfondo da una sequenza casuale e disordinata di baracche e casupole, all’idroscalo di Ostia
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Alla vigilia del cinquantesimo anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini, Roma appare più che mai come il suo riflesso: una città di rovine e di neon, dove la devozione convive con l’abbandono e la bellezza si confonde con il disordine. Non è soltanto lo scenario della memoria pasoliniana, ma un luogo che continua a interrogare il presente, il labirinto in cui Abe…
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