Alissa Pavia, esperta di Medio Oriente per l'Atlantic Council e Geopolitica.info: 'Manca chiarezza sulla strategia americana, ma il conflitto può ridisegnare l'intera regione' Non è solo una guerra di missili e deterrenza. È una partita di obiettivi non dichiarati, di consenso interno fragile e di alleanze regionali in bilico. Nelle ore successive all’operazione americana contro l’Iran, la domanda centrale non è tanto se gli Stati Uniti abbiano la capacità militare di sostenere lo…
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Approfondimenti:
New York – Per tutta la campagna elettorale presidenziale Donald Trump aveva messo in guardia gli americani dal votare la sua avversaria, Kamala Harris: “Vi porterà alla guerra, mentre io sono il presidente della pace e penserò solo a migliorare la vita degli americani”, aveva promesso, scatenando ovazioni tra i sostenitori. Anche qualche democratico ci aveva creduto. Invece da quando è tornato…
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Colpire Caracas e Teheran per indebolire Pechino Le mosse degli Stati Uniti in Venezuela e in Iran vengono spesso incasellate nella categoria, ormai familiare, dell’interventismo americano nei propri tradizionali teatri d’influenza: l’America Latina e il Medio Oriente. È una chiave interpretativa comoda, ma insufficiente. Se si allarga lo sguardo, queste iniziative appaiono come tasselli di una strategia ben più ampia che ha come vero punto di riferimento Pechino.
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L'America archivia la tradizione del “nation building” che aveva accompagnato l’uso della forza dal 1947 in poi. Dall’Iran al Venezuela, Washington ora interviene, rimuove leadership ostili e si ritrae, senza un progetto di stabilizzazione Per oltre settant’anni gli Stati Uniti hanno esercitato la propria potenza militare dentro una cornice ideologica riconoscibile, per quanto discutibile, che combinava la difesa degli interessi nazionali con l’ambizione di plasmare un ordine…
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Aveva cominciato, Donald Trump, con l"America First e con la riesumazione della dottrina Monroe - l"America agli americani - con il contorno dell"isolazionismo. Agendo secondo l"indirizzo Maga, da lui promosso, si era proiettato all"estero solo per far finire, così aveva detto, otto guerre e assumere il ruolo di paciere globale, pensando al Nobel, qualifica che in verità contrasta pure con il protezionismo in economia e con la fine del multilateralismo da lui dichiarata per…
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Chiaramente l’attacco di Stati Uniti e Israele non porterà alla liberazione dell’Iran, ma al continuo allargamento del caos globale. Chiaramente l’attacco di Stati Uniti e Israele non porterà alla liberazione dell’Iran, ma al continuo allargamento del caos globale. Dopo vent’anni di politiche scellerate, sembra che l’unico modo per raddrizzare la situazione sia quello di riproporle in maniera ancora più aggressiva.
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Ci risiamo. Washington torna a parlare di “liberare” uno Stato dalla tirannia e questa volta tocca all’Iran. È un lessico che abbiamo già sentito. Prima Baghdad, poi Tripoli, poi Caracas. Ogni volta la promessa è la stessa: democrazia, diritti, futuro ma ogni volta la sequenza reale racconta ben altro. Dal regime change al patto energetico In Venezuela, ad esempio, la rimozione di Nicolás Maduro all’inizio del 2026, attraverso un’operazione militare statunitense dai…
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C'è una vignetta che l'America ha scritto da sola, senza bisogno di matita. Si chiama #SendBarron, ed è diventata in pochi giorni uno dei trend più virali sui social statunitensi. Il soggetto è Barron Trump, diciannove anni, studente alla New York University, figlio del presidente che ha appena trascinato gli Stati Uniti in guerra contro l'Iran. Il messaggio è lapidario: se è una guerra giusta, mandaci anche lui.
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