Cdp si avvia verso la fumata bianca per la nomina del nuovo cda e della gestione delle risorse del risparmio postale (gestione separata) che sono allargati da 14 a 16 membri in tutto. Dopo quattro rinvii per discordanze sui nomi delle quote rosa e consiglieri uomini per le tirate di giacca nel governo, lunedì 15 al quinto appuntamento nella sede di via Goito, quasi certamente sarà cambiato lo statuto nella seduta straordinaria ed eletto il nuovo board nella sessione ordinaria.
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La questione quote di genere complica il rinnovo di Cassa Depositi e Prestiti, tanto da non escludere che lunedì venga rinviata, per la quinta volta, l’assemblea della controllata del Tesoro. Il perché è presto detto: la composizione della lista unica, con i nomi proposti da soci Mef (83%) e fondazioni (17%), si sta confermando lunga e laboriosa. Così come lo sarà la parte di assemblea straordinaria cui spetterà la modifica dello statuto per ampliare il board da 9 a…
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Spunta l’ipotesi di aumentare il numero dei componenti del consiglio di amministrazione di Cdp per superare lo stallo politico sul rinnovo del board e parallelamente mantenere le quote rosa. La soluzione, dopo quattro rinvii dell’assemblea degli azionisti, emerge dalle indiscrezioni di stampa. Il consiglio di amministrazione passerebbe quindi da 9 a 11 membri. Un’altra strada vagliata in questi giorni è quella di tenere conto, per calcolare la quota di genere, oltre ai 9 ( o 11, nel…
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Con i giorni che passano il rinnovo dei vertici di Cassa depositi e prestiti si fa sempre meno tranquillo a dispetto delle previsioni della vigilia. A pochi giorni dalla nuova convocazione dell’assemblea, in calendario per il 15 luglio dopo quattro tentativi andati a vuoto, sul tavolo arriva la questione delle quote di genere nel consiglio di amministrazione. Il dossier sarà al centro di una parte straordinaria dell’Assemblea della Cassa, che sarà chiamata a esaminare una modifica dello Statuto .
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Aumentare il numero di poltrone per garantire la rappresentanza di genere (ovvero una percentuale adeguata di donne) nel consiglio d'amministrazione di Cassa Depositi e Prestiti. La proposta circola nei corridoi di Via XX settembre per uscire dallo stallo sul rinnovo della spa del Tesoro, che custodisce in pancia le partecipazioni nelle aziende strategiche del Paese e investe mettendo a frutto il risparmio postale degli italiani.
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«Gender parity» a parole e maschilismo nei fatti. Il rinvio dell'assemblea della Cassa depositi e prestiti a lunedì prossimo 15 luglio nasconde un retroscena molto più interessante delle polemiche che in questi ultimi giorni hanno riempito le pagine economiche dei giornali. Sostanzialmente i rumor attribuiscono l'impasse sul rinnovo del consiglio di amministrazione (già certe le conferme del presidente Giovanni Gorno Tempini e dell'ad Dario Scannapieco, rispettivamente in quota Fondazioni e Tesoro) ai partiti di…
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Se l’impasse sulla parità di genere fosse confermata il Tesoro darebbe un pessimo segnale che potrebbe essere recepito, innanzitutto, come grave sottovalutazione della legge del 2011 sulle quote di genere nelle società
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È il 28 giugno del 2011: con 438 voti favorevoli, 27 contrari e 64 astenuti, passa alla Camera la legge 120, prime firmatarie Lella Golfo e Alessia Mosca, che introduce in Italia le quote di genere nei consigli delle società quotate in Borsa e in quelli delle aziende partecipate dallo Stato. Le quote vengono ribattezzate «quote rosa», ma è un errore: la legge si limita a garantire almeno 30% dei posti in consiglio (si sale al 40% nel 2021 al genere sottorappresentato.
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Il Tesoro cambia la governance di Cdp, articolata nel cda per le strategie di 9 membri (4 donne e 5 uomini) con una integrazione per la gestione separata per utilizzare le risorse del risparmio postale (5 uomini fra cui il dg del Tesoro, Ragioniere dello Stato, tre rappresentanti di regioni, province e comuni). La modifica statutaria serve ad aumentare complessivamente le quote rosa e non a diminuirle.
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Tutto fermo per le nomine in Cassa Depositi e Prestiti, rinviate all’assemblea del 15 luglio. La questione sta diventando un problema politico, perché la maggioranza indica solo uomini come possibili candidati per il cda e l’assemblea, per uscire dall’impasse, si preparerebbe il 15 luglio a modificare il proprio statuto, che prevede per il genere meno rappresentato "una presenza di almeno due quinti con arrotondamento all’unità superiore".
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TORINO — «Non è un bel segnale. E trattandosi di una questione politica credo che alla fine la premier Gorgia Meloni dovrà far sentire il suo punto di vista e intervenire per evitare che si commettano degli errori». Evelina Christillin è la presidente del Museo Egizio di Torino, oltre che membro del consiglio di amministrazione di Crédit Agricole e del Consiglio Fifa. Presidente Christillin, i so…
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Non verranno rispettate le quote di genere nel nuovo board di Cassa Depositi e Prestiti, l’istituzione finanziaria dello Stato italiano controllata per l’83 per cento dal ministero del Tesoro e partecipata per la restante parte dalle fondazioni bancarie che ne esprimono il presidente. Veti incrociati tra i partiti, infatti, starebbero delineando un nuovo Consiglio con netta maggioranza di uomini, con le forze in campo pronte a modificare le attuali regole…
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