A dieci anni dall’uscita del primo Dying Light, Techland prova a rimettere ordine nella sua creatura con Dying Light The Beast. Un titolo che, già dalla sua genesi, racconta molto del suo DNA: nato come espansione, cresciuto come esperimento e infine promosso a capitolo principale. Non è un dettaglio da poco, perché spiega bene il tipo di avventura che ci troviamo davanti: meno dispersiva rispetto a Dying Light 2, più compatta, più “carnale” nel suo essere action survival, e con un volto che i fan storici non dimenticheranno mai.
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Dying Light: The Beast Amore Combattimento brutale e soddisfacente Un parkour all'apice Ambientazione affascinante Protagonista bestiale Odio Esplorazione a rilento Rifinitura tecnica da rivedere Grinding forzato Una storia dimenticabile Tiriamo le somme La storia di Dying Light: The Beast si colloca temporalmente tredici anni dopo gli eventi del primo Dying Light e della sua espansione The Following, ponendosi subito dopo la fine di Dying Light 2: Stay Human, seppur in una location molto diversa.
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Come forse ricorderete, nella precedente analisi emergeva il fatto che il gioco poteva scendere addirittura a 540p nativi su PS5 e Xbox Series X e circa 576p su PS5 Pro, ma i dati rilevati da Digital Foundry appaiono differenti. Un video confronto era già emerso nei giorni scorsi , ma curiosamente questa analisi di Digital Foundry sembra smentire, o quantomeno modificare, alcuni dati che erano stati rilevati in precedenza dallo youtuber ElAnalistaDeBits…
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Il trailer con i riconoscimenti della stampa per Dying Light: The Beast conferma le valutazioni positive che la critica internazionale ha espresso nei confronti del nuovo capitolo della serie action survival firmata Techland. Nei primi istanti del video vediamo in effetti una carrellata di 9/10 e di 8,5/10 assegnati anche da testate di una certa rilevanza, che sembrano aver apprezzato parecchio la nuova avventura di Kyle Crane, il protagonista dell'originale Dying Light che è…
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La serie a base di zombie targata Techland torna alle sue origini, riproponendo il protagonista del primo capitolo e un approccio compatto e lineare: la recensione di Dying Light: The Beast. Immaginato inizialmente come una semplice espansione, Dying Light: The Beast è ben presto diventato un nuovo capitolo principale e canonico della serie action survival sviluppata da Techland, caratterizzato da un approccio che segna per molti versi un ritorno al…
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Potrà sembrare una questione banale, ma in Dying Light: The Beast nulla è semplice. Il sistema di salvataggio del videogioco, così come i primi due capitoli, infatti, potrebbe lasciare più di qualche dubbio a qualcuno. Come salvare in Dying Light: The Beast Il gioco utilizza un sistema di salvataggio automatico: non esiste quindi un tasto o un punto preciso per salvare manualmente. Tutti i progressi vengono registrati a intervalli regolari, ogni volta che vengono eseguite azioni importanti o si completano parti…
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In Dying Light: The Beast sopravvivere significa avere sempre a portata di mano l’arma giusta. Non basta raccogliere quello che trovi in giro: le armi più potenti e versatili sono quelle che crei tu stesso, combinando progetti e materiali. Dalle mazze rinforzate alle machete potenziate, c’è un’ampia scelta di strumenti per abbattere orde di zombie in modo sempre più creativo. Se invece ti interessa scoprire come riparare le armi in Dying Light: The Beast, dai un’occhiata alla nostra guida! Come…
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In Dying Light: The Beast ci sono tanti modi per ottenere nuove armi e potenziamenti, ma uno dei più semplici è sfruttare i codici docket messi a disposizione da Techland. Questi codici, una volta riscattati, ti permettono di ricevere armi speciali direttamente nei tuoi depositi, legate al livello attuale del personaggio. Sono strumenti potenti, con durata maggiore rispetto alle armi comuni, anche se non possono essere riparati.
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Il sistema di classificazione giapponese dei videogiochi sta nuovamente facendo discutere dopo che Dying Light: The Beast (qui la nostra recensione) è diventato l'ultimo titolo a subire pesanti modifiche per ottenere l'approvazione del CERO (Computer Entertainment Rating Organization). Il sito ufficiale giapponese del gioco ha dovuto specificare chiaramente che la versione nipponica differisce sostanzialmente da quella distribuita nel resto del mondo, nonostante abbia comunque ricevuto la classificazione…
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