È stata definita “la virtù degli imbecilli” (Giuseppe Prezzolini), “l'ultimo rifugio delle persone prive d'immaginazione” (Oscar Wilde), una condizione innaturale “tipica solo dei morti” (Aldous Huxley). La coerenza, dote con cui la pubblicistica ha spiegato il successo di Fratelli d’Italia nel 2022 e che Giorgia Meloni invoca oggi per giustificare il voto contrario ad Ursula von der Leyen come presidente della Commissione europea, è variamente giudicabile.
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– Siamo usciti dalle urne dell’8 e 9 giugno come il “Paese con l’esecutivo più forte d’Europa”. Sembrava il viatico per una nuova maggioranza, lo spartiacque della Storia fra un prima e un dopo nelle sorti di chi tradizionalmente decide a Bruxelles, con l’Italia indiscussa protagonista. Ricordate? L’asse francotedesco indebolito, le destre in grande spolvero più o meno ovunque in Ue. Poco più di un mese dopo, il grande cambiamento non solo non si è visto, ma si è trasformato in una delle pagine politiche…
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Intervista a tutto campo a Stefano Silvestri, grande esperto di geopolitica e di affari militari ed ex Presidente dello Iai. “La premier Meloni ha sbagliato autoescludendosi dal governo europeo e soprattutto escludendo l’Italia dal concesso dei Grandi. Trump non ha ancora vinto le elezioni ma mi auguro che i Democratici sappiano reagire. Se vince Trump saranno guai per l’Europa e per la Nato. La guerra in Ucraina è…
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BRUXELLES — Le prossime tranche del Pnrr, la procedura di rientro dal deficit, il fastidio della struttura europea, la delega al Commissario italiano e il sospetto di “trumpismo”. Sono questi i problemi con cui Giorgia Meloni dovrà fare i conti in seguito alla scelta di non votare Ursula von der Leyen. Conseguenze che stanno sempre più isolando il nostro Paese. E con il tempo se ne determineranno…
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La premier insiste: non ci saranno conseguenze, siamo un Paese fondatore. Il leader forzista: Patrioti ininfluenti. Replica leghista: imbarazzante lui, ha votato con Schlein e i rosso-verdi
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Giorgia Meloni rivendica il suo posizionamento in Europa. Da un lato afferma di essersi comportata da “leader europeo”, valutando che la traiettoria tracciata da Ursula von der Leyen non fosse quella giusta (e quindi votando contro il suo bis), dall’altro esclude di aver isolato l’Italia in Ue, facendo intendere che i canali con la presidente della commissione Ue non sono affatto chiusi. E che il dialogo continuerà, in particolare in vista delle nomine, per cui l’Italia continua ad ambire a deleghe di peso: economia…
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"Malgrado il voto contro, Meloni farà la realista e continuerà a lavorare bene come prima con la von der Leyen. La questione chiave (a parte una possibile crisi migratoria quest'estate) sarà l'Ucraina e l'effetto Trump dopo novembre. Le Pen/Orban/Salvini fanno i 'pacifisti', se così possiamo chiamarli. Meloni finora ha mantenuto una posizione netta a sostegno di Kyiv. Ora - da amica di Trump - che cosa farà?".
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Ultim'ora news 21 luglio ore 20 «Giorgia Meloni doveva scegliere se stare con o contro l’Europa. Con il voto di oggi di Fratelli d’Italia ha certificato l’isolamento internazionale a cui il governo ci ha condotto da tempo». Il presidente del Pd, Stefano Bonaccini, critica la premier per aver detto di no al bis di Ursula von der Leyen. «A differenza di Fdi il Pd ha lavorato per costruire una maggioranza europeista e con obiettivi comuni, che non sono certo quelli della destra o dell’estrema destra, incompatibili con…
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Primo segnale, importante, dall’Europa che verrà (e con qualche indicazione anche sul voto di giovedì su Ursula von der Leyen). Fratelli d’Italia e il gruppo ECR hanno ottenuto una vicepresidenza del parlamento europeo, carica da cui erano stati esclusi i conservatori nella precedente legislatura (fino al 2022). Il “cordone sanitario” insomma non tiene più fuori il partito di Meloni, ma solo i Patrioti di Orban e Salvini.
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