L’appello dell’industria è raccolto in modo forte e chiaro. Non solo: «Siamo già al lavoro, alcuni di quei punti sono cardini del programma di governo dell’amministrazione regionale, lo sviluppo e l’innovazione del Veneto sono priorità, l’impresa del Veneto è il motore dell’Italia». Massimo Bitonci è l’assessore con il quale si dovranno rapportare le forze produttive: innovazione, fiere, commercio, sburocratizzazione.
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Un inverno demografico che rende introvabili i lavoratori, congelando ogni idea di crescita. Infrastrutture che «non possono più attendere»: dalla quarta corsia dell'A4 («necessità vitale»), al rinnovo della concessione dell'A22 («oggi in stallo inaccettabile»); dal prolungamento della Valdastico Nord, alla nuova Romea Commerciale. Gli industriali del Veneto avevano lanciato un messaggio forte e chiaro, poco prima delle elezioni, quando avevano riunito a Mestre i due principali candidati ed esposto le loro…
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Un piano di sviluppo che affronti rapidamente le emergenze del Veneto, e che permetta alla regione di «evolvere per attrarre». Perché la «locomotiva d’Italia» (o quel che ne resta) chiuderà un 2025 in affanno, con prospettive - nel 2026 - tutt’altro che lusinghiere. Il presidente di Confindustria Veneto, Raffaele Boscaini, affida ad un lungo intervento il proprio appello a muoversi per evitare conseguenze anche drammatiche all’assetto socioeconomico regionale.
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«Il 2026 sarà l’anno della concretezza, delle scelte decisive». Raffaele Boscaini, presidente di Confindustria Veneto, traccia il bilancio del 2025 e mette in fila le priorità dell’immediato futuro. «Dovremo affrontare», prevede, «le sfide che ci attendono. I numeri raccontano un Veneto che resiste, ma mostra evidenti segnali di affaticamento». La crescita del Pil è prevista all'1% - elenca - superiore alla media nazionale ma lontana dalle…
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«Sulle infrastrutture non possiamo più attendere». È da qui che Raffaele Boscaini, presidente di Confindustria Veneto, fa partire il suo bilancio di fine 2025 e l’appello alla politica regionale. Perché senza collegamenti efficienti, reti moderne e tempi certi, avverte, «la competitività del Veneto è destinata a indebolirsi», proprio mentre il resto d’Europa accelera lungo i grandi corridoi logistici e industriali.
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