L’altro giorno Sayeh è andata al parco con suo figlio Kian, che ha cinque anni, un amichetto e la madre. «I bambini hanno giocato, correvano, quasi non ci credevo. Abbiamo mangiato un gelato e siamo tornati a casa». Intorno Teheran era silenziosa e vuota. «Siamo circondati da tiranni: il regime, gli Stati Uniti e Israele. Ma se devo scegliere, sto dalla parte del mio Paese». Sayeh è una giornali…
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"Ho lottato per i diritti del mio popolo, ora lotto per i miei pazienti". Lo afferma con orgoglio Mahi Tavabeghavami, iraniana fuggita dopo due incarcerazioni e da 9 anni a Parma. Un anno fa ha aperto in via De Abris (quartiere San Leonardo) la sua attività di neuropilates: l'unica attività riablitativa di questo tipo in Italia. Vive con apprensione ciò che sta accadendo nel suo Paese: "In questo momento vivo con il dolore nel cuore perché non abbiamo…
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I media dei Paesi arabi del Golfo si soffermano sulla vera governance del Paese in questo momento di incertezze. Il ruolo di Ghalibaf, Khamenei e Pasdaran L’interesse dei media dei Paesi arabi del Golfo per la vera governance dell’Iran in questo momento di incertezze emerge con chiarezza dalle analisi pubblicate dal quotidiano saudita Al Sharq Al Awsat e dall’emittente qatarina Al Jazeera. Entrambi mettono in evidenza il ruolo sempre più prominente di Mohammad Bagher Ghalibaf…
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Quarantacinque anni dopo la Rivoluzione del 1979, la Repubblica Islamica non è più soltanto un attore regionale ambizioso, ma un sistema complesso che lotta per la propria sopravvivenza su due fronti speculari: una pressione esterna senza precedenti e una frattura interna che appare ormai insanabile. Sul piano internazionale, la geopolitica di Teheran resta guidata dalla necessità di esportare la propria influenza per evitare l’accerchiamento.
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"Sono sbarcata a Siena durante l’estate del 2014. Sono venuta qui direttamente dall’Iran per motivi di studio. Ora sono sposata con un italiano, abbiamo una bimba e la mia vita è qui, però il legame con il mio paese è fortissimo e seguo con molta attenzione tutto ciò che succede laggiù". Esordisce così il racconto di M.M., una giovane donna originaria di una regione a ridosso del Mar Caspio e che ormai è a tutti gli effetti una senese acquisita.
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Viviamo contando i giorni. Ogni volta che ci svegliamo, diciamo: grazie a Dio siamo ancora vivi. Non è una metafora, non è una similitudine, né qualsiasi artificio retorico per suscitare emozioni in voi lettori. Sì, a quanto pare abbiamo cominciato a temere Dio, siamo diventati devoti: è un effetto della guerra. È quello che succede quando la morte ti gira intorno. Una madre e una…
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Trump sembra aver rinunciato a bombardare le centrali elettriche iraniane e per questo il regime di Teheran canta vittoria. Ma al di là della propaganda di regime, c'è una gran voglia in giro di proclamare la sconfitta degli Stati Uniti in questa guerra. C'è anche qui negli Stati Uniti. Mezza America tifa perché l'America perda. Però attenzione per non farsi trascinare dalla ostilità nei confronti di Trump e o di Netanyahu.
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True Maurizio Belpietro Le quattro lezioni del pantano iraniano Ansa Più passano i giorni e più si capisce che la guerra in Iran rischia di essere un nuovo Vietnam o forse un nuovo Afghanistan. A differenza di ciò che ci si immaginava dopo l’uccisione di Ali Khamenei e di alcuni capi militari, la potenza di fuoco degli Stati Uniti e di Israele non è riuscita a piegare Teheran. Il regime degli ayatollah ha avuto anni per prepararsi a uno scontro frontale e come abbiamo scoperto si è armato fino ai denti, molto di più di quanto…
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Per l'avvocata che ha vinto il Nobel per la pace nel 2003, l'obiettivo resta quello di «una democrazia piena, ma in queste ore i pasdaran provocano il terrore con impiccagioni su pubblica piazza. Se gli ayatollah resistono, possono scatenare l'uso della forza contro la popolazione» «Pace e democrazia: è il mio augurio per il nuovo anno persiano, Nowruz, al mio popolo che soffre due volte: a causa del regime e a causa delle guerra con Stati Uniti e Israele».
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Per una volta, in Italia non sembrano esserci dubbi sul fatto che la guerra condotta contro l’Iran sia un atto criminale, contrario al diritto internazionale e, più pragmaticamente, agli interessi nazionali, in un Paese totalmente dipendente dall’estero dal punto di vista energetico (per il 73,5% nel 2024). La Sinistra sull’Iran ha reagito compatta. Il Pd ha immediatamente chiesto il cessate il fuoco e nessun supporto…
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L'assunto alla base dell'azione di Stati Uniti e Israele è che eliminando i leader del regime, si possa rimuovere il regime stesso. Ma quello iraniano si sta dimostrando resiliente, e invece che fare passi indietro, appare più sanguinario e intransigente nei confronti di una trattativa
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Gli aggiornamenti sul conflitto in Iran con Esmail Mohades: “Interrompere la guerra e appoggiare la lotta del popolo”. Con Esmail MohadesIl Capoluogo d’Abruzzo torna ad occuparsi del conflitto in Iran, ormai allargato ai paesi arabi confinanti, dopo gli attacchi di USA e Israele: “Intanto – sottolinea Mohades nell’intervista al direttore David Filieri – dobbiamo ricordare che in Iran c’è una guerra che significa distruzione e morte di civili e bambini che non c’entrano nulla.
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