"Le concessioni non sono la mia materia ma questo governo ha fatto un lavoro sulla mappatura che non era mai stato fatto da nessuno. Ci dovrà essere un'interlocuzione con la Commissione europea. Come ha detto il nostro presidente del Consiglio, ci vuole comunque una norma che non lasci dei vuoti. Noi siamo consapevoli dell'importanza dei nostri stabilimenti balneari, delle loro peculiarità e specificità.
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La Commissione europea ha ricevuto la lettera dell’Italia con la risposta del governo Meloni ai rilievi europei sul dossier balneari, adesso ci sarà l’analisi. Lo riferisce una portavoce dell’esecutivo Ue. ad Ansa. Nella lettera il governo risponde al parere motivato con cui a novembre Bruxelles aveva sancito un passo avanti nella procedura di infrazione per il mancato adeguamento dell’Italia alla direttiva Bolkestein sulle concessioni balneari.
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La Commissione europea ha ricevuto la lettera inviata dall'Italia contenente la risposta del governo riguardo alle osservazioni dell'Unione Europea sulle questioni balneari e "adesso procederà all'analisi". Questa informazione è stata confermata da una portavoce dell'esecutivo dell'Unione Europea. Nella lettera, Roma risponde al parere motivato emesso da Bruxelles a novembre, il quale aveva evidenziato un progresso nel procedimento di infrazione a causa della mancata conformità…
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L'Italia chiede ancora tempo a Bruxelles sulla vicenda dei balneari. Oggi, mercoledì 17 gennaio, scade infatti l'ultimatum della Commissione europea sulla direttiva Bolkestein: da domani i tecnici Ue proseguiranno il loro lavoro sulla procedura di infrazione per il mancato adeguamento dell'Italia alla direttiva. Secondo quanto riportato dall'Ansa da Palazzo Chigi sta però ultimando una lettera da inviare a Bruxelles per difendere il lavoro del proprio tavolo tecnico e, consequenzialmente, una richiesta di più tempo…
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L’Italia chiede (ancora) tempo all’Europa e, anche se da Bruxelles arrivano messaggi di distensione e di collaborazione, lo stallo del Governo dimostra, ancora una volta, che sul tema delle concessioni demaniali la soluzione è ancora distante. L’unica certezza è che, all’ultimatum del 17 gennaio per dare una risposta alla Commissione europea, l’Italia ha risposto, per l’ennesima volta, chiedendo tempo per completare il lavoro.
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