Nel 2025, il budget americano della difesa è di 849,8 miliardi di dollari, quasi tre volte e mezzo quello della Cina (246 miliardi), e quasi sette volte quello della Russia (126 miliardi). I paesi dell’Ue hanno speso, solo nel 2024, 355 miliardi di dollari in armi, quasi il triplo della Russia, a cui si aggiungono le spese del Regno Unito (77,4 miliardi di dollari nel 2025). Europa più Regno Unito sono popolati da circa 518 milioni di persone…
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Approfondimenti:
Bonelli (Avs): Rearm Europe cambia nome? Una grande presa in giro, il risultato è lo stesso "Rearm Europe cambia nome? Una grande presa in giro, invertendo l'ordine dei fattori il prodotto non cambia. L'Europa si accinge a riarmarsi, un'Europa che già spende più della Russia in armi. Un'Europa in cui manca un'unità politica" così il deputato di Avs Angelo Bonelli. Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev agenziavista.
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Von der Leyen: ReArm Europe? E' diventato un concetto più ampio con il nome Readiness 2030 21 marzo 2025 “La base della discussione di oggi era la presentazione del White Paper, che ha un nome che dice tutto e comprende un concetto più ampio Readiness 2030. Ovviamente, non c'è solo il finanziamento che include oltre, alla clausola di salvaguardia nazionale, anche l'elemento della sicurezza. Ma l'ambito è più ampio finanziamo ad esempio, le priorità…
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"Due settimane fa, al Consiglio europeo, abbiamo raggiunto un accordo storico per aumentare la nostra capacità di difesa e la nostra spesa per la difesa e per farlo insieme, e oggi abbiamo presentato il piano Readiness 2030. In altre parole, abbiamo concordato su come effettuare la spesa". È quanto ha annunciato ieri la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nella conferenza stampa con il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, al termine…
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Il Libro Bianco con «l’orizzonte 2030», da una parte, e il ReArm Europe dall’altra - e i 27, per la prima volta, ne possono discutere in modo organico con le carte sul tavolo. Le posizioni d’ingresso però sono diverse, a volte divergenti e il negoziato deve ancora entrare nel vivo. Partiamo da ciò che unisce. Nelle bozze di conclusione i 27 - c’è anche l’Ungheria di Viktor Orban è nella partita - invitano «ad accelerare i lavori su tutti i fronti per aumentare in modo decisivo la prontezza di…
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L'accento sulla data e il pericolo Cremplino. Gli obiettivi e l'aumento della spesa pubblica. Lo strumento Safe e la roadmap per giugno. E il nodo del "Buy European" Ha cambiato nome, ma i problemi rimangono. Si chiamerà ReArm Europe-Readiness 2030 il piano per il riarmo dei paesi dell’Unione Europea di Ursula von der Leyen. L’accento sulla data (il 2030) serve a rimarcare l’obiettivo di avere una difesa comune…
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– "Non esiste ancora una difesa comune. E tantomeno una spesa comune per la difesa". Daniel Gros, direttore dell’Institute for European Policymaking all’Università Bocconi, economista tedesco di lungo corso e attento osservatore delle vicende del Vecchio continente, non usa mezze parole per fotografare l’attuale situazione dell’Europa, segnata dalle inevitabili divisioni fra i Paesi anche in un momento così delicato dal punto di vista geopolitico.
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L’Ue avanza sulla difesa comune ma resta incagliata sui fondi da utilizzare. Al Consiglio Europeo di ieri i leader degli Stati membri, tranne l’Ungheria, hanno ribadito il sostegno all’Ucraina e al piano di riarmo di Ursula von der Leyen, già espresso al vertice straordinario del 6 marzo. Un sì di principio, bilanciato però dai tanti dubbi sui modi con cui rilanciare la difesa dell’Europa. A partire dalle risorse.
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ReArmEu addio, arriva Readiness 2030. La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha deciso un “rebranding” del piano per riarmare l'Ue, optando per un nome meno bellicista, «Readiness 2030», Prontezza al 2030. La decisione di chiamare il piano da 800 mld di euro (stimati) di investimenti nella difesa comune ReArmEu, riarmare l'Ue, è piaciuta assai poco in alcune capitali, specie nell'Europa Meridionale, tanto che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del gruppo Ecr, e il…
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Alla fine ce l’hanno fatta in un solo giorno. I capi di Stato e di governo dei Ventisette sono riusciti a concentrare nella giornata di ieri, 20 marzo, le discussioni sui numerosi punti in agenda. Il vertice europeo ruotava attorno a tre argomenti principali: Ucraina, difesa e competitività. Il filo rosso è l’industria militare europea da potenziare. In questo modo si assicurano gli aiuti che servono a Kiev per proteggersi dalla Russia e insieme si rilancia l’economia.
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Meloni giocando sulle divergenze dei suoi colleghi europei può rinviare la resa dei conti nella maggioranza Alla fine a liberare Giorgia Meloni dalle sue ambiguità, e da quelle dei suoi alleati sul piano di riarmo di Ursula von der Leyen, ci hanno pensato, involontariamente, i suoi colleghi europei. I 27 capi di Stato e di governo si sono ritrovati a Bruxelles per il Consiglio europeo: Ucraina, competitività, difesa, le questioni sul…
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Il vicesegretario generale della NATO Radmila Shekerinska si è rivolta alla Commissione per la sicurezza e la difesa del Parlamento europeo (SEDE). Ha elogiato gli europei per aver intensificato gli investimenti nella difesa per garantire la sicurezza, ha elogiato la cooperazione con l'Unione europea (UE) e ha risposto alle domande dei membri del Parlamento europeo. Lo rende noto l'Alleanza in una nota.
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Il riarmo delle nazioni europee va visto come un potenziale enorme stimolo economico. Ma a date condizioni, qui sintetizzate. Prima: sul piano della deterrenza è necessario conquistare la superiorità tecnologica contro qualsiasi possibile avversario perché senza di essa o per lo meno senza la percezione di un costo offensivo troppo alto per un nemico la spesa militare è inutile sul piano geopolitico.
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"La presidente del Consiglio ha una sua perversa coerenza: crede che l'Unione europea debba essere un'entità economica, sbocco per i prodotti italiani, ma non un soggetto politico": l'ex ministro del Lavoro e della Giustizia Andrea Orlando commenta così l'attacco al Manifesto di Ventotene di Meloni in Parlamento. E sul riarmo aggiunge, critico: "Il piano von der Leyen è un passo falso, perché potremmo trovarci a comprare delle armi da un…
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I risparmi delle famiglie europee potrebbero essere usati per finanziare l’operazione di riarmo dell’Unione Europea. La misura farebbe parte del più ampio Piano per la creazione dell’Unione dei Risparmi e degli Investimenti (Savings and Investments Union- SIU), che la Commissione Europea starebbe ideando. L’obiettivo è aumentare gli investimenti da parte dei privati in settori strategici per la difesa dell’UE, al fine di smuovere 10 miliardi di euro in due anni.
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