"Arriviamo a Bologna con un ottimo risultato: de Pascale tenga conto di Parma per la Giunta". A dirlo, il segretario provinciale del Pd Nicola Bernardi nel corso di un incontro coi neoeletti questa mattina.
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«Certo, un 3-0 alle Regionali sarebbe stato meglio di un 2-1», dice l’europarlamentare dem Brando Benifei a poche ore dalle vittorie progressiste in Emilia Romagna e Umbria. Una punta di rimpianto, a due settimane dalla sconfitta in Liguria, «che al netto del risultato della tornata, e il peso che avrà sul governo – sostiene l’ex capodelegazione del Pd in Europa, ligure, rieletto proprio nel coll…
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La sanità come trincea da cui non indietreggiare: «L’Emilia-Romagna vuole essere la guida di un movimento nazionale a difesa della sanità pubblica». La battaglia contro l’autonomia regionale differenziata, messa in soffitta dopo la riforma Calderoli: «Mi batterò perché ci si fermi». E poi il pressing per un patto repubblicano sul post alluvione con Giorgia Meloni: «La presidente del Consiglio è impegnata in…
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Le elezioni regionali di domenica e lunedì hanno ribadito "la non contendibilità dell'Emilia-Romagna. Lo afferma l'analisi dell'Istituto Cattaneo sul voto che ha premiato Michele de Pascale. In Emilia-Romagna, "dopo la parentesi dell'onda salviniana (2019-2020), il centrodestra torna ai livelli del 2008-10, rimanendo stabile intorno al 40% dei consensi dal 2022. Questa minore contendibilità ha marginalmente contribuito a deprimere la partecipazione elettorale, ferma al…
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Ugolini-centrodestra, caos calmo. Bignami (FdI) difende la linea: "Mai lasciata sola, è stata brava"
– Altro che ‘lasciata sola’. Quella di Elena Ugolini è "un’esperienza da valorizzare". Ne è convinto il viceministro Galeazzo Bignami, dirigente di punta di Fratelli d’Italia, che difende così la scelta della candidata civica del centrodestra in Emilia-Romagna, uscita sconfitta dalle regionali. "Ringrazio Ugolini per la generosità e la concretezza del tutto fuori dall’ordinario – ha detto il viceministro ai Trasporti all’agenzia…
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– Non si pente degli affondi contro il corteo di patrioti e Casapound, rivendica il ruolo di Bologna nella vittoria di de Pascale e congela il possibile rimpasto nella giunta di Palazzo d’Accursio che tutti davano per inevitabile dopo il voto. Ma soprattutto, delinea nei prossimi anni di governo in viale Aldo Moro e in Comune, l’orizzonte per il centrosinistra con cui tornare maggioranza nel Paese.
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– Michele de Pascale, nato il 20 gennaio 1985. A Cesena. Il neoeletto presidente della Regione, romagnolo doc, ha forti legami anche con nostro territorio, nel quale ha frequentato le scuole superiori, preso parte alle prime manifestazioni, iniziato a discutere di politica e conosciuto persone con le quali sta ancora condividendo parti importanti della vita. Come il sindaco Enzo Lattuca. Il sindaco di Cesena (a sinistra) Enzo Lattuca e il presidente della Regione, Michele de Pascale (a destra)Missing Credit…
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«I cittadini hanno sempre ragione». L’analisi della sconfitta in Umbria ed Emilia-Romagna Giorgia Meloni la fa ad un passo dalla spiaggia di Copacabana. Prima di raggiungere i grandi della Terra per l’ultima sessione di lavoro del G20, la premier si confronta con i giornalisti, allontanando l’idea di una qualche tensione con Matteo Salvini per la riconferma candidata umbra Donatella Tesei («È una scelta che rivendico»), difendendo a spada tratta il ministro…
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In provincia di Ferrara Michele de Pascale batte Elena Ugolini per un soffio con il 48,77% dei voti contro il 48,25% della candidata del centrodestra. Poco meno del 3% va ai due outsider Luca Teodori e Federico Serra mentre il Pd vale da solo il 36,77% dei voti ed è, per distacco, il primo partito. Dati che certificano come il centrodestra, che ha stravinto le ultime elezioni comunali, difficilmente possa considerare Ferrara come il proprio fortino un sentimento che aveva…
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Emilia e Umbria al centrosinistra. Ecco le ricadute politiche Italia, il giorno dopo le elezioni regionali che hanno visto l’affermazione del centro sinistra sia in Emilia Romagna che in Umbria. La politica si interroga sulle possibili ricadute a livello nazionale. Servizio di Augusto Cantelmi Questo contenuto non è disponibile per via delle tue preferenze sui cookie
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E.Romagna, De Pascale “Vinto in comuni alluvionati. Stop a polemiche" 19 novembre 2024 BOLOGNA (ITALPRESS) - “In questo anno e mezzo si è fatta tantissima speculazione, propaganda, attacchi reciproci, insulti. Io in questa campagna elettorale venivo raccontato come uno che nella sua provincia era odiato e che non lo poteva vedere nessuno. Abbiamo vinto con più del 50% in 18 comuni su 18 (dei comuni alluvionati, ndr).
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Ansa Mentre il fuoco della sconfitta in Umbria ed Emilia Romagna cova sotto la cenere, Giorgia Meloni, dal G20 di Rio de Janeiro, ha già impostato la strategia che vorrebbe fosse fatta propria anche dagli alleati: “normalizzare” la sconfitta. Il primo segno già alla chiusura delle urne, con i messaggi di auguri e le promesse di leale collaborazione ai vincitori Proietti e De Pascale. Oggi, giornata finale vertice brasiliano, la premier è tornata sull’ultima tornata elettorale, sebbene…
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Complimenti al Pd. Innanzitutto, a Stefania Proietti e Michele De Pascale, amministratori di provata qualità, riconosciuti e giustamente premiati dai loro rispettivi territori. Complimenti anche a Elly Schlein per la correzione di rotta politica e programmatica avviata nel suo partito tra mille difficoltà e resistenze. Le vittorie in Emilia-Romagna e Umbria hanno, in primis, valore in sé in quanto prospettano buona politica per emiliano-romagnoli e…
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Doppia affermazione dei candidati del centro-sinistra allargato ed ennesimo boom dell’astensionismo. Le elezioni in Emilia-Romagna e Umbria del 17 e 18 novembre hanno fornito indicazioni molto nette. Tutto sommato prevedibili per quanto riguarda l’astensionismo e il risultato dell’Emilia-Romagna, dove è stato eletto presidente Michele De Pascale, per nulla scontate nel caso dei risultati dell’Umbria, dove si è affermata Stefania Proietti superando la “governatrice” uscente, Donatella Tesei, che nel 2019…
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Il sindaco di Ravenna è il nuovo presidente della Regione Emilia-Romagna. Il territorio cesenate ha eletto un solo consigliere, Francesca Lucchi. Per la proclamazione del presidente della Giunta da parte della Corte d’Appello di Bologna non c’è un termine temporale predeterminato Il centro sinistra esprime il presidente della Regione con il 56.77 per cento dei voti Con il 56.77% dei voti, il candidato del centrosinistra ha superato Elena Ugolini (40,07% dei…
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È straniante commentare i risultati elettorali del centrosinistra senza fare alcuna analisi della sconfitta. Un po’ come spezzare una tradizione, abituarsi a nuovi sistemi sconosciuti. Eppure, il successo in Emilia Romagna e in Umbria è stato netto: mantenere una roccaforte rossa e scippare una regione alla destra è un segnale forte in un periodo costellato da avanzate sovraniste in ogni angolo del pianeta.
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Due a zero per il centrosinistra. Se fosse una partita di calcio, l'ultima tornata elettorale avrebbe un risultato secco. Emilia Romagna e Umbria hanno scelto presidenti di Regione di centrosinistra e se nel primo caso la vittoria sembrava facile in un territorio tradizionalmente "rosso", non si può dire lo stesso per l'Umbria. In Emilia Romagna è stato eletto il sindaco di Ravenna Michele De Pascale (ha sconfitto Elena Ugolini).
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Si chiude due a uno per il centrosinistra la tornata di elezioni regionali. Dopo la vittoria del centrodestra in Liguria, l’accozzaglia rossa si è imposta in Emilia-Romagna e Umbria. Nella prima regione Michele De Pascale ha ottenuto un successo schiacciante su Elena Ugolini: 56,7% a 40,1%. Nessuna sorpresa, nessuno avrebbe mai scommesso su un risultato diverso. Ben più aperta la seconda sfida, che ha visto prevalere la sindaca progressista di Assisi Stefania Proietti (51,7%)…
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La sinistra che vince le elezioni regionali in Emilia Romagna e in Umbria è una non notizia. Vincere nella fortezza rossa, dove il comunismo ha cambiato abito di scena ma non è mai morto, per la destra era impossibile; così come era logico per i dem riconquistare il potere dove il Pci e i suoi derivati avevano sempre governato dal 1970 fino al 2019, anno in cui la catena progressista s’era spezzata favorendo una vittoria della destra.
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Hanno vinto i sindaci del Pd, comunque civici del centrosinistra, personalità forti che non hanno accettato veti e diktat: “Volete me? Si fa allora come dico io”. Potremmo anche dire che dopo la Pennsylvania e la Liguria, il Pd respira un po’ e si ritrova. Finisce 2 a 1 per il centrosinistra. Il centrodestra perde l’Umbria, il centrosinistra conquista a mani basse l’Emilia Romagna. E al Nazareno adesso si mangiano ancora di più le mani per quello che è…
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Vittoria sia pure scontata del centrosinistra in Emilia Romagna, dove il candidato dem Michele De Pascale sfiora il 57% e stacca la sfidante “civica” del centrodestra Elena Ugolini di oltre 16 punti. E soprattutto vittoria del centrosinistra in Umbria, sfida per la quale alla vigilia tutti gli istituti di sondaggi prevedevano un testa a testa, con la sindaca di Assisi Stefania Proietti che vince con oltre il 51% staccando la governatrice uscente della Lega Donatella Tesei di circa 5…
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Livio Gigliuto, sondaggista e presidente dell'Istituto Piepoli, analizza i risultati definitivi delle elezioni regionali in Emilia-Romagna e Umbria, che hanno decretato la vittoria di Michele De Pascale e Stefania Proietti: "Tutte le forze del centrosinistra sono 'condannate' a stare insieme se vogliono vincere. E sempre di più le carte del darà il Pd", ha detto in un'intervista a Fanpage.it. Questo però potrebbe rappresentare un…
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Nostro inviato a Perugia Elly Schlein scommette sul sicuro: il risultato elettorale del suo partito e della sua coalizione nelle due regioni in ballo lo attende a Bologna. Lì la vittoria è certa, e del resto è lì che la segretaria Pd vota: si presenta al seggio in tarda mattinata, scherza col presidente di seggio che si augura che «non le si rompa la matita come l'altra volta», e poi la insegue per ridarle la scheda elettorale che ha dimenticato.
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– Alla vigilia di questa tornata di Regionali la previsione era di un 3-0 per il centrosinistra, ma le urne hanno restituito una realtà leggermente diversa: questi risultati cosa insegnano al Pd? Il presidente Pd, Stefano Bonaccini, e la segretaria del Pd Elly SchleinANSA “La realtà è che in questo momento la destra, dove governa, fa fatica a essere confermata – sottolinea l’europarlamentare dem ed ex presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini –.
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Il Pd fa il pieno in Emilia-Romagna a scapito dei suoi alleati, FdI crolla in Umbria, in entrambe le regioni il M5s esce con le ossa rotte, bene Avs, stabili Fi e Lega. Il campo largo esce vittorioso anche se al suo interno bisognerà verificare cosa succederà dopo la tregua elettorale e dopo lo svolgimento dell'assise dei 5stelle. Il centrodestra avrà motivi di approfondimento, soprattutto riguardo a linguaggi tra alleati che a tratti sembrano inconciliabili.
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ROMA. Partita ribaltata. Dopo la sconfitta di misura in Liguria, il centrosinistra vince in Emilia-Romagna e in Umbria, fissando sul 2-1 il risultato di questa tornata autunnale di elezioni regionali. Segnata, ancora una volta, da un tasso di astensione preoccupante, in particolare in Emilia-Romagna, dove ha votato solo il 46% degli aventi diritto, oltre venti punti in meno rispetto a cinque anni…
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Quando vince, Giorgia Meloni infierisce. Quando perde si scopre istituzionale. «Desidero rivolgere i miei auguri di buon lavoro ai due presidenti. Al di là delle differenze politiche, auspico una collaborazione costruttiva», scrive su X. Poco prima Elena Ugolini aveva per prima riconosciuto la sconfitta emiliano-romagnola con ben maggiore calore: «Ho telefonato al presidente De Pascale per complimentarmi.
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Sul muro esterno del centro civico Giorgio Costa un gigantesco murale di Umberto Eco vigila tranquillo sulla strada dove sorge il cinema Lumiere e la facoltà fondata del semiologo. All’interno gli anziani giocano a carte, nel cortile alle 15.01 si presentano alcuni membri dello staff del neopresidente Michele De Pascale: gli exit poll non lasciano spazio alla suspence, la vittoria è larghissima, tra il 53 il 57%, la candidata civica delle destre Elena Ugolini è intorno al 40%.
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– E se in Umbria la vittoria di Proietti è stata certamente favorita dal mondo cattolico e dell’associazionismo – di cui la ormai ex sindaca di Assisi è da sempre stimata rappresentante – in Emilia-Romagna si conferma anche strutturalmente quella sempiterna idea di roccaforte rossa da cui il Pd, che ha sfiorato il 43%, può aspirare a ricostruire la sua alternativa al Governo del Paese. Se non altro perché i Dem qui hanno il cuore anagrafico, oltreché simbolico, della loro classe dirigente: l’Emilia-Romagna esprime il presidente…
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Ore 18.45: all’ingresso delle Torri della Fiera tutto lo stato maggiore della Regione è già schierato per accogliere il nuovo governatore. Michele de Pascale è «il predestinato», ma non quello con la vittoria in tasca, bensì quello che, qui, «ha il dovere di vincere». «Sono un figlio di questa terra, messa in ginocchio da più alluvioni, ma che ha sempre trovato la forza per rialzarsi — dice al Corriere —.
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Il centrosinistra batte un doppio colpo, finisce bene l’anno e tira un grande sospiro di sollievo. Il girone di andata della legislatura si conclude infatti con un 11 a 3 a vantaggio del centrodestra. Negli ultimi due anni lo schieramento guidato da Giorgia Meloni aveva vinto sempre alle Regionali tranne che in Sardegna nove mesi fa. Ieri invece, proprio come era avvenuto in Sardegna, il cosiddetto «campo largo» è riuscito a riconquistare l’Umbria.
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Dopo la vittoria di Michele De Pascale in Emilia-Romagna e Stefania Proietti in Umbria, sono arrivati i commenti da parte dei vari esponenti politici. “Una vittoria emozionante e commovente”, ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein. “Auspico una collaborazione costruttiva per affrontare le sfide comuni e lavorare per il benessere e il futuro delle nostre comunità”, ha scritto su X la premier Meloni ascolta articolo Il centrosinistra fa doppietta alle elezioni regionali.
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Una volta non si sarebbe stupito nessuno se alle elezioni regionali dell’Emilia-Romagna e dell’Umbria avesse vinto il centro-sinistra. Anzi il PCI, il Partito Comunista Italiano, che le aveva in regime di monopolio insieme alla Toscana (ma uno studio serio su questa tripla roccaforte è mai stato fatto?). Era nell’ordine delle cose in due regioni che formavano lo zoccolo durissimo di uno schieramento che aveva radici nella storia repubblicana fin dal dopoguerra (ma in…
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