Sono stati tantissimi gli articoli su Giorgio Armani usciti in questa ultima settimana sui giornali e non poteva essere altrimenti vista la fama nazionale e internazionale di cui il nostro più iconico stilista godeva. Essere rimasto alla guida di un’azienda, divenuta poi un gruppo, per 50 anni (la Giorgio Armani Spa nacque nella seconda metà del 1975) è qualcosa che pochissime persone hanno fatto al mondo.
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Tra i nomi annunciati spuntati nel testamento di Giorgio Armani, ce ne sono alcuni decisamente più inaspettati. Forse non per i diretti interessati, ma sicuramente per il grande pubblico. Come Angelo Bonsignore, dipendente Armani dell'Ufficio Stile, a cui lo stilista ha destinato una parte delle sue proprietà. Il testamento di Giorgio Armani, il piano per la successione: ecco cosa cambierà
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Un addio di scena rigoroso, fatto di numeri ma anche di indicazioni precise per la gestione di tutte le attività di un impero economico che vale oltre 12 miliardi di euro. Principi basilari dovranno essere: etica, integrità morale e correttezza. Giorgio Armani ha scritto di suo pugno in primavera i due testamenti resi noti oggi. Alla Fondazione Armani, creata con il compagno e socio Leo Dell'Orco va il 100% del gruppo che porta il suo nome e sarà lo stesso Dell'Orco ad avere il maggior pacchetto azionario con diritto di voto, il 40 percento…
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Un'intuizione che cambia la storia della moda: destrutturare il capo maschile e renderlo icona di empowerment femminile. Giorgio Armani crea così la "sua" giacca, conquistando fashion system e jet set internazionale
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